martedì 5 ottobre 2010

Churchill........Fini, Veltroni ed altri


Mentre il Fondo internazionale sottolinea l’eccessivo debito pubblico e la Commissione europea accentra sempre di più poteri che prima erano propri delle singole nazioni, in Italia si parla delle barzellette di Berlusconi e della casa di Fini. La distanza tra la classe politica e in generale della classe dirigente di questo Paese con la vita reale si allarga sempre di più. Problemi antichi si associano a drammi della modernità. La spazzatura ricompare di nuovo a Napoli e ritornano le solite diatribe su discariche, termovalorizzatori e raccolta differenziata.
Una classe dirigente seria e leaders capaci emergono nei momenti di necessità. Qui non abbiamo, per dire, Churchill a disposizione, ognuno pensa a campare e a garantire che tutti si galleggi in una situazione che non è certamente rosea. L’informazione trascura realtà ormai diffuse e propina, scaramucce, litigi, offese reciproche, emozioni. L’ultima emozione è quella che propone un pericolo di attentati: non si capisce come emerge il pericolo, chi lo provoca, da dove nasce il messaggio di pericolo. Tutto va bene pur di tenere calma la popolazione.
In un paese serio si sarebbe capaci di mettersi intorno a un tavolo per prendere atto che la spesa pubblica è eccessiva ed occorre una riduzione della più sfacciate retribuzioni e di una riparametrazione di tutte quelle proprie del settore pubblico allargato. In Messico il Presidente della Repubblica, iniziando dalla sua indennità, ha affrontato questo discorso già da un anno.
In un Paese serio si troverebbe il modo di impegnarsi con uomini capaci per la costruzione di un’isola artificiale al largo dei 30 chilometri di costa della sola città di Napoli per costruire un termovalorizzatore, annullando ogni protesta. In Giappone sulle isole artificiali ci fanno aeroporti, a Dubai ci costruiscono città.
In un Paese serio si rimediterebbe sulla opportunità di tenere diecimila militari e relativi mezzi, con i loro costi, in aree lontane, quando già altri Paesi pensano di traslocare; tanto più che in Italia abbiamo una guerra ogni anno, tra terremoti, disastri vari e frane.
In una Paese serio si chiuderebbe il rubinetto dei soldi pubblici per costruire capannoni che non servono a niente e si abbasserebbero le aliquote fiscali per quelli che veramente vogliono investire.
In un Paese serio si fanno tante cose, da noi no. Da noi tocca ascoltare l’ultima emozione di Veltroni, le barzellette di Berlusconi e le vacuità di Fini, del resto si è ormai consapevoli, loro per primi, che di cose serie non sono più competenti; le cose serie le decidono altrove.

venerdì 1 ottobre 2010

Edmondo Berselli


Edmondo Berselli, era stato direttore de “Il Mulino”, rivista ed associazione bolognese, fondate negli anni ’50, sicuramente uno dei centri di pensiero più qualificati in Italia.
In quella Rivista e in quell’Associazione hanno vissuto e vivono intellettuali importanti, professori e giornalisti di spessore e notorietà. Berselli era qualcosa di diverso, intanto perché capace di ragionare, di discutere, di cose profondamente diverse. Ha scritto di Mario Corso, della grande Inter( “Il più mancino dei tiri”) di cucina, di sociologia, di politica, nonché della musica dei suoi amici (a partire da Guccini). Qualcosa lo distingueva tra i tanti che affollano giornali e televisioni, non solo la capacità di parlare e scrivere con leggerezza di cose”futili” e di cose “serie”. Aveva la capacità di far emergere le verità nascoste dell’essere italiani e dell’Italia come nazione e come popolo, al contrario di tanti, di troppi, che si trincerano nei rispettivi fronti senza nulla aggiungere alla reale comprensione dei fatti. Diciamo pure che a Berselli i fatti non interessavano in quanto tali, in quanto parte della realtà quotidiana, ma come segnali di certi percorsi che si avviano, di tendenze che saranno capaci di mutare la realtà che oggi vediamo. Nel chiacchiericcio quotidiano era capace di distinguersi per saper leggere i fatti oltre le veline delle fonti ufficiali e con coraggio indicava percorsi non naturalmente accettabili da parte delle intelligenze venerate, che pure conosceva (Il Mulino, tra tante). Da ultimo aveva scritto : “Venerati maestri, operetta morale sugli intelligenti d'Italia” e “L’economia giusta”. Già dai titoli si coglie l’originalità del pensiero di Berselli in un mondo (soprattutto quello in cui viveva) dominato dal conformismo e dall’opportunismo.
Dice Prodi, ricordando l’amico Berselli,:”Quando ho cominciato i miei studi economici la differenza salariale tra un operaio e un amministratore delegato era di quaranta a uno, quando lo segnalavi c'era uno scatto di indignazione. Ora è di quattrocento a uno e non scatta più nessuno. Agli inizi degli anni '90, scrive Berselli, uscirono in contemporanea il libro di Michel Albert Capitalismo contro capitalismo e un mio saggio intitolato C'è un posto per l'Italia fra i due capitalismi? A distanza, indicavamo come alternativa al modello americano l'economia sociale di mercato, il modello renano, costruito sul dialogo, l'equilibrio tra aziende e governo nazionale e regionale, la partecipazione dei lavoratori alle imprese. Ma a riscrivere le stesse cose dieci anni dopo io e Albert saremmo stati completamente emarginati. Il milieu economico era tutto da un'altra parte. Per tutti c'era solo il mercato e basta. Chi sosteneva l'opposto era considerato un romantico, nella migliore delle ipotesi. Se parlavi di intervento pubblico in economia finivi crocifisso sui giornali e nei convegni. Era questo il "pensiero unico".La crisi ha fatto cambiare idea a molti.”
Se Romano dice questo di Edmondo conviene leggerlo.

lunedì 27 settembre 2010

Tengo famiglia

“Dal 25 agosto scorso incassa una pensione da 10mila euro lordi e ha diritto ad una buonuscita da 400mila. Frisullo è noto alle cronache per altri motivi. Ex vice di Vendola, il 18 marzo scorso venne arrestato con l’accusa di associazione a delinquere, turbativa d’asta e presunte tangenti nell’ambito della sanità”.
“Franco Frattini: un uomo, due stipendi. O meglio uno stipendio e un’indennità. Stipendio italiano, quel che spetta a un ministro. Indennità europea, quella che si versa agli ex Commissari dell’Unione. Tutto formalmente in regola, niente di illegale: 96mila euro l’anno. La Commissione europea conferma: è un’indennità che si incassa per tre anni dopo aver lasciato l’incarico." Ovviamente la cosa riguarda anche Emma Bonino ed altri. Tutti liberali, liberisti e magari libertari.
Queste due notizie sono di quelle che possiamo leggere o ascoltare giorno per giorno, riguardano ogni parte politica o ambito pubblico. La diffusione di un modo del tutto legale con il quale i ceti dirigenti di questo Paese sanno sistemare le proprie cose è stupefacente, ci vuole tecnica e perseveranza nel raggiungere questi obiettivi… non è da tutti.
Ciò che stupisce, in particolare, è la posizione di chi dai giornali fa lezione di “politicamente corretto” dall’alto della sua Superiorità morale. Morale pubblica, laica e repubblicana, chiaramente.
Perché non dovremmo discutere e stigmatizzare ciò che riguarda il Fini e la casa di Montecarlo? Sono fatti privati? Conta come vengono acquisite e pubblicate le notizie al riguardo? Cosa c’è di privato nella vendita di un bene di un partito, che riguarda almeno alcune centinaia di migliaia di suoi iscritti? E poi perché non si dovrebbe sottolineare che familiari del Fini entrano ed escono dalla Rai per ottenere incarichi ed appalti?
L’invito alla prudenza dei sostenitori del “politicamente corretto” rasenta l’invito alla omertà.
Dovremmo allora non discutere del figlio del professore universitario che puntualmente diventa professore? Oppure dovremmo lasciare stare se i parenti di quel sindaco aggiustano le loro cose grazie alla parentela? E di quel dirigente pubblico che confeziona il concorso proprio per il figlio?.... I casi sono tanti, inutile elencarli. Se la selezione politica (sempre invocata) non deve tener conto di queste vicende ultime avvenute, in quale altro modo si può realizzare? E se questi sono fatti privati perché non considerare come fatti privati anche le continue, evidenti applicazioni dell’italico motto “tengo famiglia” che riguarda molti di quelli che hanno a che fare con l’amministrazione pubblica? L’invito alla distinzione e alla prudenza dei sacerdoti del “politicamente corretto” esalta ed aggiorna quell’altro motto nazionale “ magna tu che magno io”, ma con stile…mi raccomando!…
Ma possibile che in questo Paese devono pagare solo i brutti, sporchi e cattivi?

venerdì 24 settembre 2010

OK! Missione compiuta

"Questa notte intorno alle 3 e 13 ora italiana in Virginia al "Correctional Center" di Jarrat è stata giustiziata con iniezione letale Teresa Lewis, 41 anni, condannata per aver fatto uccidere nell'ottobre 2002 il marito e il figliastro per incassare i soldi di una polizza sulla vita. Secondo la sentenza la donna avrebbe assoldato due sicari barattando la vita dei due uomini con denaro e prestazioni sessuali.L'esecuzione era stata da più parti contestata e più voci si erano alzate per chiedere la grazia. Tutte le perizie mediche concordavano col fatto che Teresa fosse una disabile mentale, non propriamente capace di intendere e di volere."
Come era previsto la morte della Lewis è puntualmente avvenuta, nel silenzio dei giornali, delle televisioni, dei sindacichefannoicortei, degli intellettuali a comando, del pollaio di facebook...lì si "discute" pro o contro Fini.
Uno spettacolo al giorno toglie le preoccupazioni di torno.

lunedì 20 settembre 2010

Il Paese dei Furbi

Ogni giorno i sapienti di questo Paese danno lezioni di “comportamenti” e di virtù civiche, ma se si guarda sotto il tappetino si scoprono le solite: affittopoli, immobilopoli…insomma l’Italia dei furbi. Vanno da sinistra a destra e si ritrovano in ogni ambiente e situazione. Prendiamo due notizie a caso.
Notizia 1:Il Centro studi di Confindustria (presidente Emma Marcegaglia) afferma nel suo ultimo rapporto che Il sommerso «è bruscamente accelerato nel 2009» superando il 20% del Pil (al Sud è il doppio). Dato che porta l'ammontare dell'evasione fiscale «su valori sbalorditivi» e «molto superiori ai 125 miliardi» stimati dal CsC lo scorso giugno. Anche la stima della pressione fiscale effettiva è «rivista all'insù», ad un livello «ben sopra il 54% nel 2009», più del 51,4% stimato dal CsC lo scorso giugno e del 43,2% della «pressione apparente contenuta nei documenti ufficiali».
Notizia 2:L’ex arsenale. I tecnici della struttura di missione, il braccio operativo del commissario del G8 Guido Bertolaso, stanno verificando le carte, ma l’esito è scontato: la gara per la gestione dell’ex arsenale, oggi trasformato in struttura ricettiva (hotel, centro congressi, porto turistico), la vincerà Mita resort, una srl controllata da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e da Andrea Donà dalle Rose, unico proprietario di Marzotto spa, gruppo leader nel tessile. Mita resort, che gestisce già il Forte Village, è l’unica società che ha presentato un’offerta.
Conclusione: quando appaiono in televisione o si fanno intervistare dando alimento al pollaio quotidiano, qui sono tutti bravi, poi gratta gratta, trovi la furbata, la cricca, la gang… così vanno le cose.
Chissà perchè in questo Paese pagano solo i brutti, sporchi e cattivi.

mercoledì 15 settembre 2010

Il velo, il burqa, il niqab


Tanto per fare qualcosa il Fini ha strizzato l’occhiolino alle masse del “politicamente corretto” che lo apprezzano tanto negli ultimi tempi. Probabilmente la sua dichiarazione, con la quale si augura che sia vietato il velo per le donne in Italia, rientra nelle strategie di accreditamento presso i poteri forti dell’Oltreoceano. In ogni caso è veramente grave se si dovesse porre termine alla pratica del velo che è conosciuta anche nella civilissima Italia e senza che lo stesso assuma i particolari significati negativi ai quali lo si collega. Insomma, come tanti stilisti dimostrano, il velo può essere anche seducente, per il resto vale quello che dicono nel vituperato Medio Oriente, come riportano le agenzie:”Le donne musulmane che vivono o si recano in Paesi nei quali è vietato coprire il volto “è meglio che non celino il proprio viso”. L’affermazione è venuta da un importante studioso saudita, Aed al-Qarni, e ha trovato il conforto di Mohamed al-Nujaimi, uno studioso di giurisprudenza islamica e di altri esperti di un Paese nel quale la quasi totalità delle donne ha il volto coperto, anche se è registrata in crescita la per ora sparuta minoranza che non indossa il velo integrale. Ciò premesso, se una donna musulmana si trova in un Paese che vieta il niqab, o altre forme del velo che copre completamente il viso, o se in tal luoghi rischia di dover far fronte a molestie “è meglio che scopra il volto”. Chi vivrà vedrà.

venerdì 10 settembre 2010

Un'emozione al giorno


La lapidazione di Sakineh, iraniana, prende tutto lo spazio informativo nella consapevole ignoranza informativa di molti giornalisti che tralasciano di ricordare che la protagonista della vicenda è accusata non solo di adulterio ma anche di omicidio e non ricordano che quel tipo di condanna (la lapidazione) non è più praticata da anni in Iran, mentre è praticata in Arabia Saudita.
La massiccia campagna d’informazione su questo caso è tipica della guerra di propaganda e solletica i simboli dell’occidente progredito, come ben si comprende.
Tra le tante considerazioni che possono essere fatte su questa vicenda, la più interessante è quella che mostra il registro ormai evidente del sistema dell’informazione, ovvero creare un colpo emozionale al giorno. E’ di queste ore il tam tam mediatico sulla vicenda di un anonimo signore negli Usa che vuole bruciare in pubblico il Corano. Senza l’amplificazione dei mezzi di comunicazione il caso non esisterebbe, eppure (in previsione dell’11/9) i telegiornali pongono questa pagliacciata come prima notizia.
Nessuno parla invece di quest’altro caso che si legge solo su qualche agenzia di informazione: “Teresa Lewis, una quarentenne con gravi problemi mentali, sarà uccisa sulla sedia elettrica in Virginia il prossimo 23 settembre, colpevole di aver organizzato l'omicidio del marito e del figlio adottivo allo scopo di incassare i 350mila dollari dell'assicurazione sulla vita. Per la difesa Teresa sarebbe stata manipolata da uno dei due killer. La sentenza della Corte fece discutere molto: agli esecutori materiali l'ergastolo mentre alla Lewis, considerata "la testa del serpente" nonostante i gravi limiti mentali, la pena di morte. A nulla è valso dimostrare in appello che la donna ha un quoziente d'intelligenza pari a 70 e soffre di "disturbi alla personalità", che all'epoca dei fatti non consentivano alla Lewis nemmeno di fare la spesa da sola.”
Come dire?....la signora Lewis non ha sex appeal…non fa notizia e i nostri non se la curano!

martedì 7 settembre 2010

Pacchianate


L’inchiesta della Procura della repubblica di Napoli sul concerto di Elton Jhon nell’ambito della “Piedigrotta” del 2009, costituisce un simbolo di quel modo di governare che sta producendo sfracelli soprattutto in Campania.
La voglia di spendere, comunque e dovunque, soldi pubblici non si arresta nemmeno innanzi a tradizioni che provengono da un passato fatto di ben altri contenuti. La Piedigrotta di Aurelio Fierro e di Mario Merola cosa c'entra col baronetto inglese, simbolo di altre culture ed esponente di ambienti del tutto estranei alla “napoletanità” che dovrebbe caratterizzare l’antica festa partenopea?
Ed ancora, perché deve continuare questo obbrobrio politico che vede sottrarre risorse ai cittadini, alle imprese, che vanno a Roma e poi a Bruxelles, per poi tornare attraverso mille e ricchi rigagnoli verso le più disparate contrade ( Regioni ed altri enti pubblici) per finanziare cose molto opinabili in termini di progresso economico e sociale?
Viene da rimpiangere la Cassa per il Mezzogiorno, nata per costruire strade, ponti e scuole, mentre con i famigerati fondi europei(750.000 euro) si finanzia la pacchianata bassoliniana del concerto di Elthon Jhon dopo aver finanziato, in quel di Frattamaggiore, la “Fabbrica delle veline” qualche anno fa.
Ma è giusto sottrarre risorse ai cittadini per scelte che nulla hanno a che fare con una politica economica degna di questo nome?…e la Comunità Europea che doveva insegnarci le regole del Mercato, dov'è?(avvcanciello@libero.it)

giovedì 2 settembre 2010

Leggi elettorali

In Italia viviamo una situazione di crisi politica prossima ad una crisi istituzionale.
Il maggior partito politico diviso al suo interno mette in crisi latente il Governo guidato dal Presidente Berlusconi.
Quello che si temeva, può pericolosamente verificarsi: cosa succede se in un sistema di democrazia parlamentare và in crisi la maggioranza ed il Presidente del Consiglio, indicato sulla scheda elettorale, ricorda di essere stato votato dagli elettori ?
A fronte della difficile situazione in evoluzione non costituisce una soluzione la sola riproposizione del sistema elettorale basato sui collegi uninominali.
I “nominati nelle liste elettorali” di oggi ad opera della utile collocazione in lista dei candidati, sono pari ai candidati nei “collegi sicuri” del sistema a collegio uninominale.
Risulta dunque che con il cambio di sistema elettorale non verrà meno il potere decisivo dei vertici dei partiti nello scegliere i “sicuri eletti”, magari attraverso candidature “paracudate” di milanesi in Sicilia o viceversa..
Un sistema elettorale deve tener conto della governabilità del Paese e soprattutto deve garantire una adeguata rappresentatività del Parlamento.
La governabilità può essere assicurata solo da una corretta azione politica dei partiti e dei gruppi parlamentari, supportata da norme come la sfiducia costruttiva (che non c’è nel nostro sistema) oppure dall’obbligo imposto dal Presidente della Repubblica di una verifica di maggioranza con espresso voto di fiducia da parte del Parlamento (evenienza che si è verificata nelle due esperienze governative di Romano Prodi).
Determinare attraverso tecnicalità elettoralistiche formazione e tempi dei governi non risulta per niente adeguato alla forma di governo come disegnata dalla Costituzione e può essere fonte di gravi discrasie del sistema allorchè si dovesse ricorrere ogni volta al voto dei cittadini in caso di crisi politiche interne alla maggioranza di governo.
Se è vero che un Paese serio non cambia repentinamente leggi elettorali, il rimedio, riteniamo, sarebbe peggiore del male, nel caso di una semplice riproposizione del sistema a collegio uninominale.
In un mondo che si vuole “globalizzato” il sistema dei collegi elettorali uninominali costituisce un freno alla possibilità per le diversità politiche, linguistiche ed etniche di essere presenti in Parlamento, se non grazie alla gentile concessione di un “collegio sicuro”.
Il costo della propaganda elettorale, in mancanza di obiettivi limiti, è pari tra il sistema attuale e quello basato sui collegi uninominali, passando da una propaganda di vertice dei partiti nel primo caso ad una propaganda dei candidati nei collegi, soprattutto quelli “insicuri”.
Un buon sistema elettorale che, ripetiamo, deve mirare soprattutto alla rappresentatività del Parlamento, deve poter garantire il massimo accesso alla competizione da parte delle diverse culture presenti nel Paese; deve permettere la possibile elezione di personalità significative ma non addentrate nei meccanismi delle organizzazioni partitiche; deve prevedere una effettiva gara tra i candidati ed un’effettiva possibilità di scelta per gli elettori lasciando ad essi la scelta tra i diversi candidati della stessa parte politica; deve prevedere effettive limitazioni di costi per la propaganda elettorale; deve prevedere premi di maggioranza che non stravolgano la effettiva rappresentanza elettorale per i vincitori; deve prevedere quote di sbarramento che non costituiscano ostacoli insormontabili per le formazioni politiche minori; deve dare effettivo peso elettorale ai parlamentari rispetto ai rappresentanti delle assise locali.
Questo è quello che ci aspettiamo da un sistema elettorale, altra cosa è la governabilità del Paese.
La vita politica di paesi civili, come Germania, Francia e da ultimo la Gran Bretagna, dimostra come, anche in presenza di forme di Stato e di sistemi elettorali diversi, è sempre necessario l’uso accorto della politica per dare un governo sicuro ai cittadini e che non vi è un sistema che determini una volta e per tutte il corso politico della nazione. E’ noto che in questi paesi variazioni di governi avvengono proprio per dare adeguate risposte a responsi elettorali intermedi, senza che questo segni scandalo; è noto altresì come vi siano esperienze temporanee di “ grande coalizione” in presenza di responsi elettorali non definiti per una parte sulle altre o in presenza di crisi economiche.
La politica, il parlamento, sono cose diverse dalla competizione tra due caserme costituite per l’eternità.(avvcanciello@libero.it)

mercoledì 1 settembre 2010

Frankenstein

Alla notizia della gravidanza della cinquantaquattrenne cantante Gianna Nannini qualche commentatrice ha inneggiato al progresso che costituirebbe per le donne la possibilità di avere figli anche in tarda età.
Qualche dubbio viene se si considera che questi bambini non sono figli di una donna ma di una tecnica.
Gioiremo anche quando sarà possibile ingravidare un maschio?

venerdì 27 agosto 2010

Pensierino mordi e fuggi

Ogni identità rivendica una superiorità

mercoledì 25 agosto 2010

La "Nuova Religione"


La Religione del “Politicamente corretto” pervade il mondo dell’informazione con una sicumera che oltrepassa la vanagloria dei suoi esponenti. Il “Politicamente corretto” stabilisce giorno per giorno quello che và fatto e quello che non và fatto, quello che si può dire e quello che non si può dire.
Le vicende della “famiglia Tulliani” sono caratterizzate, a me sembra, da quello che un tempo veniva definito “familismo amorale” espressione che Percy Allum applicò, con linguaggio sociologico, alla politica negli anni 60’ a proposito di esponenti politici partenopei. Oggi qualche sacerdote del “Politicamente corretto” vuole scansare quelle notizie e impone agli altri il silenzio…..in nome della Privacy.
Il colmo del “Politicamente corretto” è espresso in questi giorni sull’onda di quanto dichiarato dall’ex prete Vito Mancuso, che sulle pagine di “Repubblica” si chiede e chiede ad altri autori se lasciare o non la casa editrice Mondadori, di proprietà di Berlusconi, ovviamente per ragioni etiche.
Queste finezze( è il caso di dire) sono pari alle scelte ultime di Gianfranco Fini, il quale si accorge solo oggi di quale pasta è fatta il Capo del Pdl. In verità motivi per abiurare Berlusconi , come capo politico o come editore, erano presenti anche prima e in abbondanza, ma si sa ogni occasione è buona per cambiare strada, magari in meglio. Berlusconi, negli anni, ha combinato tutto e il contrario di tutto, come leader politico, come amministratore pubblico e come imprenditore- editore e oggi i sacerdoti del “Politicamente corretto” ci vengono a spiegare i loro mal di pancia?
Il trionfo del Politicamente corretto però si riscontra in un qualcosa che invece non è mai stato detto e soprattutto contestato al Cavaliere e sul quale ancora una volta fanno silenzio i sacerdoti della Nuova Religione. Ciò che andava contestato a Berlusconi e che ancora andrebbe contestato non è il “ conflitto d’interessi” di cui tanto cincischiano, ancora una volta, ipocritamente: basti pensare e meditare sugli innumerevoli casi analoghi, minuti o grossolani, che riguardano tanti cittadini di questo Paese. Ciò che andava contestato e non è mai stato fatto ( chissà perché?) è la violazione da parte del Berlusca di un principio non scritto della democrazia che si aggiunge alla (più conosciuta) ripartizione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, ovvero che chi ha un rilevante potere economico non può acquisire il potere politico. Altra cosa è rivestire, invece, cariche politiche in contesti politici più ampi, come è successo a tanti, come nel caso più noto per membri della famiglia Agnelli.
Chi ha un rilevante potere economico è già in condizione di dialogare con l’Autorità e determinare l’indirizzo politico e dunque deve stare alla larga dallo scettro di comando.
I sacerdoti della Nuova Religione dovrebbero meditare su questo aspetto mai contestato al Cavaliere e spiegarci perché non l’hanno mai fatto e non lo fanno. Le loro contorsioni di oggi sono tipiche della Casta grassa, che o di riffa o di raffa comunque ingrassa.
A Napoli si direbbe che “gnanono e fottono”.

giovedì 19 agosto 2010

Buoni maestri

"Che cos'è la civiltà di un paese?L'aumentato benessere, l'istruzione obbligatoria, l'assistenza sanitaria, la facilità delle comunicazioni.
Tutto questo si paga con la perdita del senso umano. Aumentano non solo i delitti, ma la disposizione a sfruttarli, a imporseli come unico contatto con la società. L'uomo vive con la paura di perdere quello che ha. La famiglia è distrutta, da quando le donne lavorano, i bambini protestano e l'uomo sogna di andarsene."

Ennio Flaiano

Cattivi maestri

"Se uno lancia un sasso, il fatto costituisce reato.
Se vengono lanciati mille sassi, diventa un’azione politica.
Se si dà fuoco a una macchina, il fatto costituisce reato.
Se invece si bruciano centinaia di macchine, diventa un’azione politica.
La protesta è quando dico che una cosa non mi sta bene.
L’opposizione è quando faccio in modo che quello che adesso non mi piace non succeda più”.

Ulrike Marie Meinhof

giovedì 12 agosto 2010

In nome della legge

La sindrome di Robespierre

I tagliatori di teste in politica debbono fare attenzione alla sindrome di Robespierre, infatti l'"Incorruttibile" adoperò la ghigliottina per le esecuzioni dei nemici della Rivoluzione, per poi fare la brutta fine di essere a sua volta decapitato.
Sulla questione morale siamo d'accordo, ma l'uso di essa come mezzo di lotta politica rende tutti potenziali vittime del boia.

sabato 7 agosto 2010

Letture fatali

In Afghanistan medici ammazzati dai Talebani perchè portavano con sè delle Bibbie, un loro accompagnatore locale scampato al massacro perchè ha saputo recitare dei versetti del Corano.
Leggere il libro giusto può essere una questione di vita o di morte.

sabato 31 luglio 2010

Chi si ricorda di Naomi Klein?


C’è stato un periodo in cui anche in Italia era molto citata e letta; i suoi scritti inducevano a riflessioni significative di vaste parti del mondo giovanile e non: parliamo di Naomi Klein. Il periodo di maggiore notorietà della scrittrice canadese coincise con la maggiore espansione del cosiddetto fronte di Seattle, ovvero del movimento che metteva in discussione i principi del liberismo selvaggio, alla fine degli anni ’90. Poi successe quello che occorreva per mettere a tacere quel movimento, prima di tutto in Italia, a Genova a Luglio e poi in America a Settembre, nel 2001. La stessa Klein in uno dei suoi scritti parla della “Shoke economy”, ovvero della volontaria strategia di sfruttare disastri naturali o civili o addirittura provocarli per imporre le decisioni degli organismi economici internazionali.
La Klein ragiona a tutto campo e basa le sue riflessioni su ricerche molto corrette. Nei successivi dieci anni ha discusso e scritto di tanti avvenimenti che si sono verificati nella varie regioni del Mondo offrendo sempre una visuale originale, ma persuasiva, circa i fatti che man mano avvenivano: guerre, crisi economiche, relazioni internazionali.
La domanda posta all’inizio si giustifica col fatto che il suo nome è appunto scomparso dal dibattito di questo Paese. Evidentemente le operazioni di traumatizzazioni delle popolazioni (shoke) hanno avuto particolare successo in Italia. Di fatti, ci culliamo tra il calcio, l’avanspettacolo della politica e la deriva di vaste parti della nuove generazioni che in mancanza di alcuna speranza vanno incontro alla morte come nel caso di Duisburg. Ogni altra fonte di cultura e di speranza in questo Paese è combattuta, derisa, abbandonata. Al loro posto vi sono emozioni individuali o collettive, di piccoli o grandi ambienti, e così abbiamo Telethon, Sansuki, ognuno ha la sua associazione a cui presta qualche attenzione o qualche soldo, qualche minoranza da tutelare, un tutto che forma una sorta di nuova religione politeistica, dove la speranza è frammentata in direzioni di tanti e diversi idoli e in relazione alle proprie emozioni.
Mancano culture che abbiano respiro generale, che diano indicazioni più profonde e quelle che conosciamo o che emergono danno fastidio. Naomi Klein, evidentemente, era di troppo per gli Italiani.

Fini e Berlusconi

Quando c'è una lotta per il potere i contendenti vestono le loro vere intenzioni di contenuti e motivazioni molto lontani dalla realtà, che consiste brutalmente nella volontà di sopraffare l'avversario.
Un senso di colpa, quasi impossibile a superarsi, li costringe ad argomentare che tutto viene fatto per il bene comune e che si è spinti da coerenza, onestà e nobili convinzioni.
La constazione che questo è sempre avvenuto in qualsiasi epoca e circostanza ci spinge a sospettare che alla natura del potere attiene qualcosa di oscuro e terribile, di inammissibile anche a stesso.

venerdì 30 luglio 2010

Maradona è meglio di Jervolino

Maradona dopo il mondiale sudafricano rimane disoccupato, a Napoli lo reclamano a gran voce allenatore della squadra partenopea.
A questo punto Berlusconi, dopo una consultazione con Chavez, se ne esce con una delle sue trovate geniali e candida Dieguito a Sindaco di Napoli.
Naturalmente Maradona viene eletto a furor di popolo e Napoli diventa di fatto una città sudamericana.

lunedì 26 luglio 2010

Vele



A Villeneuve Loubet (Costa Azzurra!) vele identiche a quelle di Scampia.Qui non sono simboli di degrado come a Secondigliano ma lussuosi residence per turisti danarosi.Forse la definizione di architettura criminogena è troppo semplicistica!

domenica 25 luglio 2010

Torino

Torino potrebbe fare benissimo a meno dei torinesi. Cioè voglio dire, uno non potrebbe mai immaginarsi Napoli senza napoletani oppure Milano priva dei milanesi, per Torino questo è possibile, ed anzi, ad essa proprio si addice, quale sua vera natura, l'essere deserta di qualsivoglia abitante, indigeno o forastiero che sia.
Così tu percorri strade e piazze con l'animo di chi è straniero ed ospite, perchè quelle son così ben fatte coi loro reticoli ortogonali, che bastano a se stesse come a se stesse bastano la fede e la ragione.

venerdì 23 luglio 2010

Legislazione criminogena


“L'assegnazione degli appalti in gran parte della Campania viene decisa dal clan a tavolino con un meccanismo che si chiama "rotazione". Ossia assicurare le varie imprese compiacenti, per cui di volta in volta si sceglie chi vincerà. Un meccanismo che non permette il monopolio: una azienda che vuole vincere gli appalti può farlo se decide di entrare in rotazione, paga una serie di quote al clan, assume persone, sceglie materiali del clan e a qual punto può partecipare alla rotazione, entra nel sistema. Il clan con la complicità dei pubblici funzionari si fa indicare le imprese che hanno "preso visione"del bando: se ci sono imprese non del sistema, vengono avvicinate e allontanate”.
Saviano su La Repubblica prende spunto dalle ultime vicende riguardanti la “P3” e il falso dossier su Caldoro per ritornare sui sistemi illegali che ruotono intorno alle amministrazioni pubbliche. E’ chiaro che ci deve essere qualcosa di grosso in prospettiva o comunque interessi potenti sono in gioco se la lotta politica all’interno dello stesso partito giunge a comportamenti di quella gravità. Ciò la dice lunga sullo stato delle amministrazioni pubbliche in Campania (ma ormai questi fenomeni, in maniera clamorosa, emergono anche per la Lomabrdia, l’Abruzzo…). Quello che manca alla riflessione di Saviano è l’approfondimento circa il modo stesso di improntare l’amministrazione pubblica, il che dipende in maniera significativa dalle leggi dello Stato.
Più avanti nell’articolo Saviano dice che forse l’unica soluzione è quella di commissariare tutti gli enti pubblici. Non credo a questa soluzione, per tanti ovvi motivi, ma soprattutto occorre considerare che la questione che ci occupa non può essere affrontata solo sul piano giudiziario. Questi fenomeni criminali che si intrecciano con la politica sono ormai il frutto di un sistema voluto da molta classe dirigente di questo Paese per eternare il governo interessato degli affari pubblici. In altre regioni il sistema funziona forse meglio e forse senza l’inconveniente dei clan, ma le leggi sono uguali dalle alpi alla Sicilia. Dobbiamo allora porci una domanda. Perché quello che era un sistema eccezionale per la scelta del contraente nel sistema dei contratti pubblici, ovvero la licitazione privata, da tanto tempo è divenuta la regola? Se si rileggono le parole di Saviano, all’inizio riportate, si comprende che quegli inconvenienti illegittimi e criminali, possono verificarsi solo con l’utilizzo di quel sistema di appalto. Prima di qualche decennio fa il sistema degli appalti era improntato con favore verso l’asta pubblica, che certamente elimina quei pericolosi intrecci e rende impossibili i favori.
Ci chiediamo, perché non imporre l’asta pubblica? Chi oltre ai clan, ha a cuore altre realtà imprenditoriali per cui è necessario l’utilizzo della licitazione privata per determinare il risultato degli appalti?
Oltre gli arresti bisognerebbe assumere decisioni di questo tipo per rendere decente l’amministrazione pubblica in questo Paese… e non solo in Campania.

martedì 20 luglio 2010

Nord-Sud

Percezione e realtà dei fenomeni umani. Tema interessante.
Qualche studioso di politica internazionale afferma che già da alcuni anni viviamo nella III guerra mondiale; eppure nessuna bomba ci ha sfiorati. Scienziati ci allarmano su disastri prossimi venturi come effetto di consumi irrazionali; statistiche e studi riscontrano tali allarmi. Eppure stiamo bene, o quasi.
Definire i problemi non significa avvertirli sulla propria pelle. La crisi c’è, tanti indicatori lo affermano. La percezione è diversa perché diverse sono le condizioni di vita e non sempre sono prossime a noi. Ma a proposito di questi argomenti non è tanto la percezione o la realtà dei singoli che preoccupa.
Il rapporto Svimez di cui si parla in questi giorni fotografa in maniera realistica la situazione del Mezzogiorno. Quello che allarma è il propagarsi di studi o di semplici opinioni che velatamente disegnano un quadro che vede in prospettiva uno slittamento del sud nel senso dell’abbandono e della divaricazione con il centro nord d’Italia. Questi segnali sono sempre più ricorrenti e non vanno presi sottogamba. Del resto, se un intero stato si ritrova con quasi due milioni di miliardi di debito pubblico, a qualcuno verrà in mente di amputare un arto per assicurarsi la sopravvivenza. Il federalismo tra regioni così diverse e distanti non può non nascondere da parte di qualche furbo un orizzonte di questo tipo.
Viviamo un’epoca in cui le cartine geografiche mutano rapidamente, perché non dovrebbe accadere da noi?

La ricchezza percepita

Come i meterologi in questa torrida estate distinguono la temperatura reale da quella percepita anche i sociologi e gli studiosi di scienze economiche dovrebbero introdurre delle definizioni simili che ci permettano di comprendere quello strano fenomeno per cui, nonostante la miseria nera e drammatica descritta dall'ultimo rapporto Svimez sullo stato della economia delle regioni del Sud, nessuno può francamente dire che a quella analisi corrisponda precisamente la realtà che ognuno di noi vive e osserva tutti i giorni.
Si tratta di una notevole discrepanza tra la povertà reale e la ricchezza percepita la cui giusta interpretazione può consentirci di iniziare a risolvere i problemi della nostra tormentata terra.

sabato 17 luglio 2010

Lavori igienicamente utili

A proposito di Francia, diversamente che da noi, là i bagni pubblici sono ovunque.
Sono ben tenuti da personale sia maschile che femminile con una tariffa di circa 0,35 euro.
In Italia la realizzazione di una efficiente rete di servizi igienici potrebbe risolvere qualche problema occupazionale.

giovedì 15 luglio 2010

terreno di coltura


Anche il pentito Luigi Guida riferisce cose gravissime: parla per esempio di «un incontro cui parteciparono oltre allo stesso Guida e a Ferraro Nicola il sindaco Fabozzi. In tale occasione il Fabozzi si mise a completa disposizione degli interessi criminali dei suoi interlocutori mantenendo per sè la delega relativa ai lavori pubblici, nominando un nuovo capo dell’ufficio tecnico di intesa con Ferraro Nicola, procedendo per nomina diretta in caso di appalti di minor valore e truccando le procedure di gara per gli appalti di maggiore entità. Ferraro Nicola aggiunse che in tal modo sarebbero state designate imprese che spontaneamente avrebbero pagato il dovuto al clan senza necessità di intimidazioni ovvero di bloccare il cantiere».
Questo è quanto riportano i giornali a proposito di inchieste in corso. Per capire: il Fabozzi è Sindaco(Pd) di Villa Literno, sospeso dal partito. Il colore politico, ovviamente, non è rilevante. Oggi ad uno domani ad altro, queste cose riguardano tutte le parti politiche. Tuttavia, c’è un fondo, oltre quello del vuoto della politica, proprio di questi tempi, che preoccupa in questa vicenda o in altre analoghe.
Il sistema “aziendale” che all’alba della “seconda repubblica” doveva rendere efficienti le amministrazioni si sta rivelando come il terreno di coltura delle più diverse sconcezze amministrative, sia sul piano politico, che sul piano penale. L’andirivieni di dirigenti nominati “ad nutum”, l’assenza di controlli efficaci e distanti dagli enti controllati, l’apertura della stessa programmazione amministrativa ai privati, interessati ed economicamente forti, sono solo alcuni mezzi che rendono possibili, oggi più che mai, la malapolitica, il foraggiamento delle caste e il protagonismo di ambienti criminali. Dispiace che molte di queste novità in fatto di amministrazione furono introdotte, col solito tronfio ottimismo, dal centrosinistra.
Qualcuno ricorda, tra gli altri, il tanto venerato Bassanini?
E dire che l’hanno richiesto in Francia…….!

sabato 10 luglio 2010

I ritratti del coraggio


Nel 1957 il futuro presidente degli Stati Uniti, John Kennedy, scrisse “I ritratti del coraggio”, un testo nel quale raccontava della vita e delle opere di otto uomini politici, esaltandone capacità e spirito di abnegazione. Il testo, premio Pulitzer, ancora oggi è pubblicato e apprezzato.
Trovare nelle vetrine delle librerie in Italia testi analoghi di questi tempi è difficile. Abbondano testi che divagano tra il catastrofismo millenarista alla 2012, le sconcertanti ricostruzioni parareligiose alla Dawn Brown e le discussioni tra Corrado Augias (ex razionalista) e Vito Mancuso (ex prete). Qui e là qualche ulteriore romanzo che viaggia tre metri sopra il cielo (Moccia) o l’ultima biografia di Celentano. I tempi che viviamo in questo Paese non suggeriscono di più e di meglio. Del resto le cronache lo dimostrano.
Eppure si potrebbe scrivere qualcosa che faccia riferimento a virtù, capacità, esperienze esaltanti e in questo Paese non mancano esempi significativi.
Si potrebbe iniziare con Amedeo Guillet, militare, politico, ambasciatore, morto proprio in questi giorni a 101 anni: la vita straordinaria di un personaggio pari a Lawrence d’Arabia.
Rodolfo Siviero, detto “ 007 dell’arte” fu studioso di storia dell’arte negli anni ’30 e durante la guerra si occupò con notevoli rischi del recupero delle opere trafugate dai tedeschi. Per tali attività subì carcere e tortura durante la Resistenza.
Non molti sanno che la fine politica di Mussolini (quella relativa al ventennio) ebbe un autore e non poteva che essere un normale carabiniere. Il tenente Paolo Vigneri della Benemerita operò l’arresto a Villa Savoia del duce e capo del Governo, con fermezza e cortesia, appena dopo la fine del colloquio con il Re nel pomeriggio del 25 luglio. Dopo le vicende degli ultimi mesi della guerra il tenente Vigneri si dedicò all’attività di notaio e parlò poche volte di quell’avvenimento.
Filiberto Guala, ingegnere, fu incoraggiato dai suoi amici (don Orione, Giovan Battista Montini) ad occuparsi di industria. Fu direttore generale per il Piano casa varato nel 1948 (Piano Fanfani) che dette alloggi accoglienti a tanti italiani dopo i disastri della guerra. Fu anche il primo direttore generale della Rai e dunque della televisione italiana. Alla fine delle sue esperienze di dirigente si fece sacerdote ed entrò in convento.
Potremmo aggiungere tanti altri personaggi , conosciuti o meno,che per un verso o un altro hanno rappresentato capacità e coraggio (ovviamente Enrico Mattei…Ilio Barontini… Carlo Borsari…) ma viene il dubbio che nell’epoca di Mtv e dell’Isola dei Famosi sia del tutto inutile. Meglio adeguarsi.
Per chi fosse interessato basta Wikipedia.

mercoledì 7 luglio 2010

B come buffone

In questo paese i buffoni vengono definiti maestri della comunicazione

lunedì 5 luglio 2010

Non toccate il presepe


“Crolla la spesa media mensile delle famiglie italiane. Lo dice l'Istat che registra un -1,7% rispetto allo scorso anno. Scendono in particolare i consumi alimentari, fra le poche voci che i bilanci ormai risicatissimi degli italiani consentono di tagliare: il calo è del 3%.” Questo riportano le agenzie di stampa di oggi, ad ulteriore conferma dello stato dell’economia.
Eppure c’è chi sottolinea le code sulle strade del mare o le file ai ristoranti, per cui si potrebbe ricordare la famosa canzone che poneva il ritornello: “ ma dov’è questa crisi…..?”.
Questi aspetti sono rivelatori di situazioni non facilmente decifrabili. Innanzitutto si sa che la psicologia del consumatore è lenta nei cambiamenti, per cui si confermano abitudini anche quando il quadro economico personale sta mutando. Vi sono certamente comportamenti indotti da disponibilità di denaro, sui quali la crisi non influisce e questo dipende da situazioni personali, che possono riscontrarsi in ogni ambito, impresa, lavoro dipendente(pubblico o privato) lavoro autonomo, di alta qualificazione, che viene ben retribuito e sulle quali la crisi non incide. Sicuramente vi è l’incidenza dell’evasione fiscale (che riguarda il pubblico ed il privato) o dello sfruttamento del precariato che costituisce un moltiplicatore di utili.
Quello che colpisce di più in questi giorni in cui si discute della conversione in legge del decreto taglia spese è la reazione appunto delle classi privilegiate. Dopo i magistrati e i sindacati dei dirigenti della pubblica amministrazione, si sono fatti sentire i sindacati delle polizie, i quali senza mezzi termini, hanno minacciato “iniziative di protesta eclatanti”. Anche qui governo e parlamento hanno fatto retromarcia, senza distinguere(cosa che tutta la manovra economica non fa) tra generali e caporali.
Vi è ancora una considerazione da fare su questo argomento e cioè che a differenza di altri paesi, in Italia non vi sono reazioni popolari e di massa rispetto alla crisi e alle decisioni prese per essa dalle forze politiche.
Intanto dovremmo considerare che queste manovre non sono affatto, come si dice, “strutturali”, sono piuttosto delle misure per aggiustare un po’ i conti in attesa che passi il momento economico negativo. Queste misure non toccano i “fondamentali” del sistema economico e dunque ognuno resta rintanato, confidando nello “stellone”, ovvero “adda passà”. Su questo punto in Italia, così come per altri Paesi era cresciuto con spirito preveggente un movimento popolare e di massa che invitava tutti a riflettere sulle tante conseguenze negative che ci saremmo trovati ad affrontare in applicazione di ricette economiche liberiste. Cosa che puntualmente si è verificato. Quel movimento, di carattere internazionale, fatto di giovani ma anche di tante persone “normali” ed adulte, fu posto sotto il tallone repressivo(come mai si era visto in Italia) all’inizio del decennio scorso (a Napoli, a Genova). Su quelle vicende è calato il silenzio delle convenienze reciproche, mentre le forze politiche(conservatrici, progressiste, di destra, di sinistra - chissà se ha ancora senso esprimersi così) ci hanno intrattenuto in questi anni su facezie e sciocchezze, su tanti casi, episodi e “comportamenti” da valutare secondo i canoni del moderno galateo del “politicamente corretto”. E così, tra i Costanzo e De Filippi, Travaglio e Faziofabio, siamo nella condizione di oggi, dove sull’ultimo evento in discussione, rappresentato dalla trattativa di Pomigliano d’Arco, vi è una vasta platea di intellettuali sotto gli ombrelloni di Capalbio e dintorni che mostrano fastidio per le lamentele dei poveracci.
Hanno ragione: la vita è bella, è come il presepe, ogni pastore deve stare al suo posto e maledetto sia chi guasta l’ambiente.

sabato 3 luglio 2010

Il mistero di Neolandia (nota morale alla maniera del Guicciardini)

Havvi un luogo che nomasi Neolandia ove risiede un grandissimo mistero ed esso è propriamente questo: come avvenga che una cittade di molte migliaia d’abitanti sopravviva nel mentre che ognuno è inteso primissimamente ai propri particolari e personali interessi e, voglio dire, anche quando coloro, per istituti e professioni ,siano assegnati alle pubbliche utilità?
Ora, infatti, non v’è nessuno che non veda come qui le intere categorie si industrino e maneggino a ricavar guadagni e facili prebende non tanto in virtù del proprio ligittimo valore, chè niuno le potrebbe giammai contestare, ma soprattutto per quanto esse occupino, violentino ed oltraggino in fiero modo quello che appartiene per diritto alla comunità o popolo dir si voglia.
Cosicchè la soluzione a quel grande e primo mistero me la sono data da me medesimo, che a Neolandia i pubblici uffizi v’hanno sol perché da essi ne traggano profitti ed illeciti giovamenti le privatissime convenienze.

venerdì 2 luglio 2010

Tempo d'Estate


Senza immaginare luoghi lontani, possiamo dire che il calore caratterizza l’essere meridionali.
Senza il calore dell’estate non avrebbero senso le piazze, soprattutto nel primo pomeriggio. E’ il caldo che contorna tanti romanzi. Con quale altro clima potrebbero vivere i personaggi di Vitaliano Brancati o certe commedie di Eduardo (per esempio “Filomena Marturano”)?
I vicoli, le piazze, la fontana…il barbiere, dove si rinnova il volto e si parla. E lo scirocco, che ci ricorda la vicinanza dell’Africa. E le finestre e le vetrate tutte aperte, per far passare il vento, nell’attesa della possibile frescura della sera.
Caro Dottore l’aria condizionata ci è contro, è contro la Storia… come gli architetti del Vuoto.

mercoledì 30 giugno 2010

La costruzione del vuoto

Camminando per le strade di Neolandia capita di notare la scomparsa, si può dire nello spazio di una notte, di edifici e case cittadine. Si tratta di abbattimenti repentini, condotti veramente con velocità sorprendente; eppure non è questo quello che qui interessa ma, piuttosto, l'effetto meraviglioso che tali distruzioni producono nello stupefatto passante la prima volta che le osservi.
Là dove sorgevano manufatti diroccati ed in stato di abbandono adesso è il vuoto: un compatto, solido e bellissimo vuoto; tale stupore ci fa dimenticare il rammarico per qualche architettura pregevole che pure, prima pensavamo, poteva essere ben ristrutturata ed invece rimaniamo affascinati e quasi ipnotizzati da quel cratere perfetto, dove sembra che un meteorite sia giunto dallo spazio per polverizzare ogni cosa con divina precisione.
Cosicchè grande è la nostra ammirazione per l'Architetto che seppe tanto abilmente progettare e realizzare il nulla.

martedì 29 giugno 2010

Militari, chierici e burocrati

Dal disastro del Cermis, di qualche decennio fa (dove piloti americani, in Italia, si resero responsabili della morte di decine di persone) alla morte di Calipari a Baghdad (ove l’agente italiano fu ucciso in servizio da militari americani) abbiamo accettato supinamente, prima ancora che per consapevolezza di trattati (che restano tutt’ora segreti) che i militari degli Usa possono commettere qualunque reato ma non possono essere giudicati dai Tribunali locali dei paesi dove svolgono servizio.
Quello basato sul rapporto gerarchico, proprio dei miliari, costituisce elemento, il più sicuro, di appartenenza del soggetto allo Stato per il quale presta servizio, eppure in quei casi si fa ampia eccezione, anche per i reati più turpi e più comuni.
Oggi si accetta che i chierici che prestano il loro servizio nei più diversi paesi del Mondo debbano rispondere dei loro comportamenti insieme al Vaticano. Qui vi è un esempio lampante di doppiezza giuridica e morale, che non è esclusiva dei casi qui accennati. Potremmo aggiungere la diversa valutazione circa atti di pirateria commessi da pirati in acque internazionali (che vanno giustamente condannati) e atti di pirateria commessi da militari di Stati in acque internazionali (che vanno “giustificati”).
Doppia morale, doppiezza del diritto, opinioni pubbliche ammaestrate per accettare tutto e il contrario di tutto.
In Belgio avviene quello che si sa (e certamente le derive della chiesa locale hanno favorito quello che avviene)tuttavia è facile ricordare quello che successe con la vicenda del “mostro di Marchinelle” dove si capiva, innanzitutto da parte della popolazione locale, che dietro il Mostro vi erano ambienti altolocati e potenti, oppure potremmo ricordare altri avvenimenti dello stesso genere che hanno sfiorato alti esponenti politici in diversi stati europei. Chi vuole sapere può sapere, basta interessarsi alle cose.
Quello che importa però, qui, è sottolineare la diversa forza che sviluppa l’azione giudiziaria nei diversi casi e l’uso che fa delle notizie il sistema d’informazione. Ancora una volta i nuovi potenti riescono a mescolare le carte secondo convenienza e le opinioni pubbliche vengono indirizzate o distratte secondo opportunità.
Forse solo Taricone, quello del Grande Fratello, oggi passato a miglior vita, potrebbe darci qualche spiegazione.

sabato 26 giugno 2010

Camorre

“L'assemblea pubblica tenuta a Roma e le sollecitazioni che ci vengono dalla base ci inducono a sollecitazioni suggestive quanto pericolose. Se il tempo della pazienza e del buonsenso e' davvero finito, basterà applicare le leggi esistenti, che governi, parlamenti e forze politiche non hanno mai cambiato, per paralizzare l'Italia senza neppure un'ora di sciopero.”
Non è il proclama di un cobas di facinorosi di Pomigliano, né si tratta del volantino di qualche emulo di brigate di vario colore, si tratta semplicemente di dirigenti della Pubblica amministrazione italiana. Sono da temere... la minaccia di bloccare l’attività delle amministrazioni pubbliche, è una cosa seria, perché solo chi svolge servizi e attività pubbliche oggi può realmente paralizzare l’intero Paese. Insomma qui operai e contadini non contano più un tubo e tutti quelli che lavorano nelle attività autonome sono solo contribuenti, i padroni sono loro: i colletti bianchi. Finalmente capiamo l’essenza di quest’Italia del nuovo secolo.
Mentre i costi della globalizzazione e di quant’altro ci impone la Nuova Religione devono essere accettati supinamente, i signori del vapore possono dettare le condizioni del gioco e difendere strenuamente le proprie prerogative. Mentre la finanza vola sui computers e le fabbriche si spostano dove c’è mano d’opera a basso costo, le burocrazie salgono sulle barricate e minacciano il blocco della vita civile, senza nemmeno un’ ora di sciopero. Sono da temere...davvero!
Era ormai convinzione da parecchio tempo che questo Paese non è autoriformabile in presenza di condizioni estremamente precarie della classe politica, oggi scopriamo che il male è più vasto: è un intero organismo sociale che si trova in via di decomposizione. Parametri e valori sono tutti saltati, ciò che conta è la scrivania e non la zappa o il martello. Il vero potere non è dato dalla produzione, dal commercio e dalle attività economiche più diverse, il potere lo dà l’esercizio delle funzioni pubbliche e dunque dal politico di qualsiasi livello, al burocrate di ogni peso,chiunque esercita una qualche funzione pubblica lancia sul piatto della bilancia la spada del suo potenziale di ricatto e di intermediazione.
Insomma, oltre di corruzione legale questo Paese vive di camorre legalizzate.

martedì 22 giugno 2010

Padri e figli


L'avvio della manifestazione del Pd a Roma si è aperta con un monologo dell'attore Gifuni, incentrato soprattutto sui tagli alla cultura. Ci saremmo aspettati qualche operaio o qualche imprenditore, invece i riflettori si sono accesi, prima ancora che su Bersani, su questo sconosciuto attore, figlio di Gaetano, per decenni Segretario generale, prima al Senato e poi alla Presidenza della Repubblica.
Il novello Gassman (o Sordi o Tognazzi) ha a cuore il sostegno pubblico alla cultura e dunque il Pd và in soccorso, offrendogli la ribalta del suo convegno. Il Gifuni non si accontenta di aver passato la sua vita nelle stanze del Quirinale e di aver certamente avuto qualche "bottarella" per i suoi sogni da grande attore, nò, oggi il Gifuni figlio vuole i soldi dello Stato, altrimenti come fa a trasmetterci cultura?
Chiunque fosse interessato può leggersi le biografie dei Gifuni(padre e figlio)con relativi risvolti(anche di carattere penale). Per chi fosse di altri gusti può sempre ripassarsi le biografie di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, veri Maestri(senza padre al Quirinale e tanta fame in corpo).
E' proprio vero: il Mondo và a rovescio!

giovedì 17 giugno 2010

Il "Territorio"


“L'Italia è come l'Amazzonia, sta scomparendo. Ogni settimana ettari di verde si trasformano in ettari di cemento. Un prato non è più un prato, ma un business. Ogni giorno appaiono gru, seconde e terze case, immobili mai abitati. Interi quartieri edificati senza necessità, senza inquilini. Il cemento uccide il turismo, toglie posti di lavoro, non li dà. Il cemento è riciclaggio di danaro sporco delle mafie nazionali che investono nel mattone. A Milano sorgono nuovi grattacieli quando un terzo della città è in vendita o alla ricerca di un inquilino in affitto. L'Expo 2015 è solo cemento…….”.
Anche il comico Beppe Grillo si preoccupa di un fenomeno che non dovrebbe essere estraneo a chi ha sensibilità per il governo del territorio e dunque a chi governa le amministrazioni locali. Eppure proprio in quell’ambito la grassa parola “Territorio” è quasi sempre oggetto di voglie cementizie, proprio come fossimo ancora ai tempi della Roma imperiale o di quella mussoliniana. Sappiamo bene che i capannoni non servono a niente, perché tutto viene dalla Cina, che i nuovi quartieri servono a scopi ben diversi e non fanno più riferimento al cosiddetto “fabbisogno abitativo”; eppure si costruisce, qualunque cosa, ma si costruisce.
In Germania, diversamente, si contingenta anno per anno il limite massimo di nuovo suolo da occupare con costruzioni e questo limite(relativamente modesto) viene ripartito dalle diverse amministrazioni locali.
In Italia questo tema non è molto dibattuto, a dimostrazione della potenza dell’economia del cemento, tuttavia vi sono movimenti e amministrazioni che hanno preso a cuore il problema e che oggi sono impegnate a contrastare quella che appare come l’ultima mostruosità, ovvero l’occupazione di vasti suoli con pannelli al silicio. Insomma ogni scusa è buona pur di costruire.
Ne vedremo delle belle(o brutte)in seguito.

giovedì 10 giugno 2010

La Guerra delle Caste

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.” Così Luigi Einaudi, economista e Presidente della Repubblica.
E’ lampante la diversità di cultura che emerge da quelle parole e il clima che si vive in Italia da qualche decennio. L’impressione è che di quel liberalismo(parola che tutti usano) vi sia ben poco nella pratica quotidiana. In realtà quello che vediamo è il contrario di ciò che dovrebbe essere un’economia di Mercato, ove il massimo della vita economica è organizzato dagli individui e lo Stato organizza i compiti che la Società da sola non può svolgere. La prova evidente di ciò che è la realtà è quello che vediamo in questi giorni: la guerra delle Caste, pubbliche e parapubbliche, per difendere i privilegi accumulati in anni di rapina. Nessuna categoria rinuncia alla salita sulle barricate.
L’Espresso pubblica gli emolumenti dei dirigenti e conduttori Rai, altri pubblicano gli stipendi dei Vip delle burocrazie di ogni ordine e grado. Ebbene sì, ora abbiamo la prova: altro che Mercato, in Italia è stata introdotta la “corruzione legale”, ovvero la rapina ed il furto approvati con legge. Un unicum internazionale.
Si salvi chi può.

venerdì 4 giugno 2010

Sottotetti a Gomorra

Il richiamo a temi di carattere locale, ci induce a soffermarci ancora una volta su argomenti relativi al modo di concepire le città, i paesi, i borghi. Mentre a Monticchiello (in provincia di Siena) lamentano lo stravolgimento di regole che tendono alla conservazione di quegli splendidi luoghi della Val d’Orcia, dalle nostre parti (in provincia di Napoli, almeno) assistiamo allo stravolgimento pedestre di norme che tendono a conservare la tipologia edilizia d’epoca.
In Campania, come già in altre regioni, è stata regolamentata la possibilità di rendere abitabili i sottotetti dei palazzi, che nei centri storici presentano spesso dimensioni compatibili con quell’uso. Cosa succede nella pratica? Succede che si applica l’antico detto: fatta la legge, trovato l’inganno. Come è emerso in diversi casi, si verifica che chi ha il “suppenno” chiede la trasformazione in sottotetto abitabile; però attenzione! questo avviene solo sulla carta. Ottenuto il permesso per quella trasformazione, lo si conserva nel cassetto senza attuare un bel niente. Passato un po’ di tempo si chiede al Comune un nuovo permesso, magari di demolizione e ricostruzione, per il quale si conteggia, come volume esistente, anche il sottotetto, mai realizzato.La conclusione è che giorno dopo giorno non vediamo più i vecchi "suppenni", sia pure riammodernati, ma lastrici piani o sottotetti termici.
Che questo avvenga in maniera chiara appare poco probabile, poiché in questo modo si andrebbe ad eludere il significato della legge sulla abitabilità dei sottotetti, la cui funzione è quella di permettere l’abitabilità, ma di conservare la tipologia preesistente(il tetto, le falde, le tegole…) soprattutto quando i “suppenni” insistono nei centri storici. Quello che sembra invece più probabile è che il tutto avvenga con una clamorosa falsificazione di atti, allorchè si fa apparire sulla carta che la ristrutturazione del sottotetto per renderlo abitabile sia avvenuta, ma in realtà non è mai avvenuta.
Insomma un falso bello è buono. Succede anche questo nella terra di Gomorra.

martedì 1 giugno 2010

Complottisti!

Veltroni, Grasso, Priore, Ciampi, Polansky…e poi?
Negli ultimi tempi, personalità importanti di diversi ambienti hanno esposto dubbi o ipotesi su fatti avvenuti nel recente o lontano passato di questo Paese che contrastano con le verità ufficiali.
Walter Veltroni, che non manca mai di stupirci, lasciando un po’ gli affanni africani, ci ha spiegato una sorprendente teoria che collegherebbe fatti criminali e tragici dell’Italia secondo un unico filo conduttore. Walter parte addirittura da Portelle delle Ginestre, passando per Mattei e poi per le stragi degli anni ’70, il sequestro Moro, per giungere addirittura allo sfascio della “I Repubblica” e considera che vi è stata un’unica entità che avrebbe organizzato e realizzato questi episodi criminosi.
Il procuratore nazionale Grasso asserisce che le stragi siciliane dell’estate del ’92 furono ideate da soggetti esterni alla mafia. Ipotesi fatta propria da Ciampi(al quale va ricordato però che dopo l’estate venne la svalutazione della lira a settembre, preceduta dalla convention sul panfilo Britannia).
L’ex magistrato Rosario Priore (inchieste su sequestro Moro, attentato al Papa, Ustica) dice che le ricostruzioni giudiziarie di tanti avvenimenti non dicono tutto della loro genesi ed ipotizza la mano di potenti servizi segreti stranieri.
Addirittura Roman Polanski, sia pure con la finzione cinematografica, ci illustra un Mondo dominato da scelte occulte operate dalla Cia e da verità accomodanti che vengono dispensate alle opinioni pubbliche.
Tutto quello che emerge da queste ipotesi di ricostruzioni storiche, diciamolo, ci conforta. Era davvero difficile esprimere dubbi sulle verità ufficiali che leggiamo sui giornali e che ascoltiamo dalla televisione, un conforto da parte di autorevoli soggetti del Mondo ufficiale ben venga, altrimenti dubbi e ipotesi sarebbero solo “farneticanti ipotesi delle fogne di Internet” come abbiamo ascoltato in questi anni.
Ora la domanda è d’obbligo: chi sarà a spezzare l’ultimo tabù (Veltroni, Faziofabio?)affermando che la verità ufficiale sull’11 settembre fa acqua? Nel Mondo e in America già tanti qualificati soggetti esprimono dubbi su quell’avvenimento, in Italia il conformismo indotto dai media invece prevale prepotentemente. Quando cadrà la barriera e quale autorevole personalità dovremo ringraziare in proposito?
Molte persone hanno bisogno di verità ufficialmente espresse da soggetti ufficialmente autorevoli attraverso organi ufficialmente accreditati per credere, anche se si tratta di teorie complottiste. I conformisti sono fatti così.
Insomma hai voglia di essere moderno, laico e informato, per molti vale ancora l’”ipse dixit”.

lunedì 31 maggio 2010

Giamaica e Gomorra

Si capisce di più del meridione italiano e dei suoi meccanismi sociali ed economici leggendo le cronache dei recenti avvenimenti giamaicani piuttosto che le analisi inconcludenti degli "esperti nostrani".
Ragionando in termini globali si può senz'altro dire che il Sud appartenga oramai non tanto all'Europa quanto all'America Latina.
Per trovarne conferma basta dare un'occhiata ad una cartina delle vie del commercio internazionale degli stupefacenti.

giovedì 27 maggio 2010

Volano gli stracci

Le prime reazioni ai provvedimenti contro la crisi economica testimoniano della qualità della politica in Italia e di parti significative della classe dirigente. Di fronte a scelte che si pongono sul piano europeo o internazionale le polemiche su chi aveva previsto o non previsto lo stato delle cose lasciano cadere le braccia. Qualcuno potrebbe anche guardare più oltre e riconsiderare tutto quello che si è fatto o strafatto in termini di globalizzazione, privatizzazione o deleghe ai tecnocrati europei. Invece niente.
Come era prevedibile i rappresentanti dei ceti garantiti e ricchi sono i più recalcitranti a sorbire i provvedimenti assunti dal Governo. Magari si ha ancora il pudore di parlare in nome dei “lavoratori” o in nome della “garanzia del funzionamento della giustizia”, sta di fatto che i primi a gridare sono la Cgil e l’Anm; evidentemente considerano che i livelli retributivi che hanno conquistato le fasce alte delle burocrazie statali siano compromessi da piccole decurtazioni dei loro lauti stipendi. Annunciano scioperi e manifestazioni, vedremo se i precari e i cassintegrati cadranno nella trappola.
Dispiace che le prime reazioni del Pd siano improntate al respingimento della manovra economica, eppure è lo stesso partito che da qualche decennio si pone in prima fila per zelo europeistico. Evidentemente il Pd ritiene che in questo caso l’Europa sbaglia. E’ una novità!
L’impressione che emerge dal dibattito di questi giorni è quella di un Pd che si pone a salvaguardia dei ceti garantiti.
Tutto questo rischia di porre Tremonti (o addirittura Berlusconi!) tra i Padri della Patria, per aver affrontato la congiuntura economica con qualche scossone rispetto all’indirizzo politico economico che caratterizza la provincia italiana dagli anni ‘90.
Nel merito delle decisioni c’è da dire che la sensazione che si ricava è quella dell’inizio di un percorso. Se non vi saranno significative novità (che non si intravedono all’orizzonte) la politica dei tagli continuerà, non solo per assicurare i dovuti adeguamenti rispetto alla sforbiciata appena effettuata, ma anche perché il trend che si prefigura per il futuro segnala davvero un quadro diverso da quello attuale.
Sono tempi questi in cui possono sorgere soggetti e culture capaci di indicare una via di approdo ad un diverso progetto di società, sotto l’aspetto economico e sociale. Dalle crisi nascono nuovi valori e nuovi leader… al momento volano gli stracci…..speriamo bene.

mercoledì 26 maggio 2010

domenica 23 maggio 2010

Dio ci ha creato gratis

La vita artificiale riprodotta in laboratorio da uno scienziato pazzo è stata subito protetta da copyright per gli eventuali profitti che la diabolica trovata può consentire.
In questo forse sta la differenza con la vita vera, che Dio ci ha creato gratis.

venerdì 21 maggio 2010

Cose semplici

Oltre Santoro e lo sciocchezzismo dilagante vi sono cose più semplici che ci passano sotto agli occhi e sulle quali è utile discutere.
Capita di notare come negli ultimi mesi si stanno diffondendo le rotatorie o rotonde lungo strade urbane o extraurbane. Nulla da dire sull’utilità di queste strutture. Servono per evitare incidenti, quasi sempre molto gravi. Quello che non sembra razionale è il fatto che non ci si limita alla rotatoria ma quasi sempre vi sono ulteriori strutture spartitraffico per tutte le direzioni che si incrociano. A me dà l’idea di qualcosa di molto cervellotico. Le cose semplici chissà perché diventano complicate. Laddove può essere utile la semplice rotatoria per regolare meglio il traffico, si contorna la medesima di altre strutture quasi come si volesse psicoticamente regolare ogni possibile variante della vita(automobilistica). Le conseguenze di questo modo di operare si scorgono nell’evidente aumento dei costi ( ma di questi tempi è la regola) e soprattutto nel fatto che non si tiene conto a volte che con traffico più intenso o con veicoli lunghi queste ulteriori strutture spartitraffico invece che semplificare possono aggravare le situazioni di traffico. Evidentemente la normativa in materia questo impone e questo si fa: l’importante è complicarsi la vita (automobilistica).
Altrettanto sconcertante è vedere all’inizio di centri urbani le cosiddette “piste ciclabili”. Queste strutture si presentano come piste allocate su di un marciapiede, isolate dalla sede stradale e inevitabilmente finiscono appena inizia il centro urbano col suo reticolo di strade. Non si capisce qual è l’utilità di queste piste se non sono fatte in applicazione di un diverso principio di concepire la mobilità e la vita cittadina. La pista ciclabile come si vede in altre regioni o in altri stati deve costituire una scommessa ed una pietra di inciampo per chi invece considera normale le attuali condizioni di traffico, di parcheggio lungo la sede stradale e per chi ritiene normale l’assoluto protagonismo automobilistico nel centro cittadino. La pista ciclabile deve entrare nel centro, deve poter conquistare uno spazio sulla sede stradale a discapito delle doppie file di parcheggio, il tutto per assicurare e dimostrare che la bicicletta può effettivamente essere uno strumento di mobilità per le corte distanze. Fare le piste ciclabili al di fuori del centro abitato, su di un marciapiede non serve a niente, magari vanno bene se sono protette da una teca di vetro: come un museo.

giovedì 20 maggio 2010

Arrivano i vietnamiti

Mentre i nostri figli (e qualche cinquantenne) fanno concorsoni per impieghi pubblici leggo che in Cina gli operai sono preoccupati per l'invasione di vietnamiti altamente concorrenziali per il basso costo di manodopera.
Gli operai cinesi guadagnano circa 180 euro al mese.

Gli autisti blu

Quando si dice eliminiamo le auto blu dei cattivoni della Casta nessuno si pone il problema di cosa fare dei relativi autisti che, si sa, anche loro hanno famiglia e mutuo da pagare.
Il problema dell'Italia sta tutto qua.

mercoledì 19 maggio 2010

Tempistica

La maggior gloria per un Ministro del Tesoro, fin dai tempi di Quintino Sella, è quella di tagliare i costi e risistemare il bilancio statale.
Ma nella vita ci vuole la fortuna, così Visco è stato cacciato con ignominia mentre Tremonti ha assunto l'aura di salvatore della patria.
Eppure il primo voleva fare esattamente quello che sta facendo il secondo.

martedì 18 maggio 2010

8 settembre: la replica

Il problema non è la Grecia, come era prevedibile. Il problema è costituito da tanti altri Stati che sono in difficoltà a sostenere una situazione debitoria al limite del collasso. La ricetta imposta dalle organizzazioni internazionali e dalla Banca centrale europea mira ad un ulteriore sfoltimento delle prerogative degli Stati nazionali. Questo si vuole e questo si accetta da parte di tutti. I debiti sono occasioni per imporre privatizzazioni e permettere l’entrata del grande capitale in affari lucrosi come la sanità, la previdenza e la scuola. Insomma non si tratta solo di privatizzare l’acqua, c’è ben altro in discussione.
Tutto questo viene al momento taciuto, facendo balenare sui mezzi di comunicazione che è oggi necessario qualche taglio immediato alla spesa pubblica, a partire dalle retribuzioni. Proprio su questo punto viene in luce lo sconcerto per dovere assistere al solito balletto all’italiana dove qualcuno propone, qualche altro raddoppia, qualche altro ancora inizia a fare distingui. Il Ministro Calderoli (come un novello Churchill) propone un taglio del 5% alle indennità parlamentari, Gasparri propone invece il 10%, Bossi chiama in causa anche i magistrati, il segretario del’Associazione magistrati dice che lui non vuole proprio sapere di tagli. Nel frattempo la cosa assume qualche connotato tragico, come la morte per dissanguamento di un’infermiera a Napoli e medici che nella stessa città ottengono subito il pagamento dello stipendio occupando il centralissimo Corso Umberto. Insomma, mentre gli imprenditori nel nord si suicidano e gli operai di tante fabbriche stringono la cinghia e salgono sui i tetti, tutto l’apparato pubblico a mezzo dei suoi esponenti presenti nelle diverse categorie, dalla politica, ai servizi, alla grande burocrazia, mostra i denti per difendere quello che ha conquistato negli anni. La Casta, come è stata battezzata da qualche anno, è vasta ed ha armi sofisticate, può addirittura far saltare in Italia lo Stato, perché non ha virtù civiche, né sentimento nazionale, arraffa per sé e per i famigli, senza riguardo per la collettività.
Le cronache di questi giorni dimostrano il viluppo di magna-magna che governa ampi settori di questo Paese in cui sono coinvolti potenti di ogni categoria. Quando saranno più chiare le intenzioni del Governo sui provvedimenti da prendere capiremo meglio che in fondo nulla è cambiato dal fatidico settembre del ’43 quando una casta corrotta che si era ingrassata a mani basse per anni e aveva gonfiato muscoli e suonato tromboni abbandonò milioni di persone al loro destino. Contrariamente a quello che dice Ciampi, Padre dell’Euro, di questo si trattò, del disfacimento dello Stato ad opera di chi si preparava a succhiare ancora, con altre vesti e altri colori. Incrociamo le dita perché non accada ancora.

lunedì 17 maggio 2010

Ebrei e americani

Durante la seconda guerra mondiale gli americani erano a perfetta conoscenza dei lager nazisti e della `soluzione finale`. Non intervennero per impedirla in quanto non la consideravano una questione prioritaria.

sabato 15 maggio 2010

Crisi

Una grave crisi economica diventa drammatica solo quando intervengano eventi psicopatologici di massa.

venerdì 14 maggio 2010

femate il Mondo.....voglio scendere

Una vecchia pubblicità ai tempi ahimè di “Carosello”recitava:“fermate il Mondo…voglio scendere”.
Era una pubblicità…..noi non ce lo possiamo consentire!
Come detto dall’amico Avv.Canciello, urge sicuramente un ritorno alla politica, ma spogliato da vecchi schemi e ideologie, una politica fatta di scelte nette che tengano conto delle nuove frontiere della globalizzazione, ma esaltino nel contempo le peculiarità dei singoli Paesi(non è politicamente corretto coltivare pomodori al Polo Nord),
Il vero problema è proprio nel fatto che la globalizzazione non si basa in realtà sulle specializzazioni delle economie dei singoli paesi, ma è diventata l’acceleratore di una economia di copia del consumismo ideologico che fonda le sue basi su uno sviluppo che quasi mai è progresso. .
C’è bisogno di regole certe e di sanzioni altrettanto certe e dure, di nuovi e moderni tabù che salvino da se stessa l’unica specie animale che, per molti aspetti, non possiede l’istinto di sopravvivenza della specie.
Per quanto attiene la difficoltà di salvaguardia dell’ambiente la soluzione è in uno banale e drastica: inquinare deve molto semplicemente diventare tabù per tutti i paesi ad alto o basso costo di produzione,
Sembrava infine e conseguentemente a me chiaro(forse sbagliavo) che il mio ragionamento non fosse basato sulla volontà di spostare inquinanti in altre parti del Mondo, ma più semplicemente su uno sviluppo che tenga in debito conto, a bocce ferme, la qualità intrinseca delle risorse di un paese e, chiaramente ragionavo sull’Italia in quanto Italiano.
Fossi stato nel Wyoming avrei dissertato sullo sfruttamento energetico dei Geyser di Yellowstone
Se poi entriamo nello specifico delle citazioni, non è cambiato molto da quando Goethe diceva:la Campania è un Paradiso abitato da diavoli, anzi.
Ebbene questi diavoli, campani o no, devono capire che qualcosa sta cambiando.
Insomma, ognuno per fortuna ha le sue idee, ma io ritengo che i fatti politicamente più importanti degli ultimi mesi siano: l'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull , lo scoppio della piattaforma della Deepwater Horizon (è fuori di testa andare a”pescare” petrolio a 1500 mt di profondità per fare ingolfare di miliardi di dollari i manager della BP) e, scusatemi un pizzico di cinismo e di peculiarità italiana, la figura di m…. fatta da D’Alema ad Anno zero.
Dio,se esiste, è grande e cinico .

Ritorno alla politica

Il dott. Gentile, Michele per gli amici, afferma alla fine del suo ultimo articolo una cosa interessante e condivisibile:”dobbiamo immediatamente recepire che, per quanto a molti non possa piacere , l’unica salvezza sta nello scegliere un modo di vivere più efficiente,più autosufficiente, più sano, più ecologico,più intelligente.” Tutto questo alla fine di un ragionamento che riguarda evidentemente i rapporti economici tra stati e continenti improntati alla cosiddetta “globalizzazione”. Vi sono però alcune affermazioni in quel ragionamento che si basano su una premessa debole e falsa, anche se viene condivisa da tanti. A me non sembra che la specializzazione delle economie dei singoli paesi(principio base dell’economia globalizzata) porti lontano; del resto la crisi economica che prende tutto l’Occidente avanzato in questi anni sta lì a dimostrarlo. Se pure ci limitiamo alle sole conseguenze ambientali di quello schema, riscontriamo facilmente quanto sia difficile salvaguardare l’ambiente in generale ed in ogni suo aspetto se si lasciano ad altri determinate attività, solo perché altrove vi è una mano d’opera a basso costo. Tenendo fede al principio della sintesi, possiamo riscontrare che dissesti idrogeologici che periodicamente flagellano l’Italia sicuramente dipendono dal fatto che è stata abbandonata in questo Paese l’agricoltura e la silvicoltura (e perchè no? la pastorizia). Possiamo oggi affermare che il disastro e i morti di Sarno sono dovuti all’abbandono delle colline retrostanti a quel Paese? Credo di si e quanti esempi possiamo fare, presi dalla cruda realtà, per spiegare che l’agricoltura e le attività annesse non possono essere considerate solo per l’aspetto economico, ma anche in termini di salvaguardia dell’ambiente, di conoscenza dei mestieri, di tradizioni, di genuinità dei prodotti e della catena alimentare? Non possiamo immaginare che la bell’Italia che visitava Goethe possa essere qualcosa di diverso dal suo naturale contesto. Gli stessi argomenti possiamo farli considerando aspetti diversi, anche per le attività industriali e artigiane. Insomma, dovremmo essere un po’ più realisti quando discutiamo degli effetti della globalizzazione. Un paese, una comunità, ha bisogno di cose diverse e non si può affidare ad altri o altrove quello che risulta essenziale per i molteplici aspetti che caratterizzano società, lavoro, educazione, ambiente e conoscenze. La composizione e la salvaguardia dei diversi interessi che sottendono la regolare vita di una società richiede una politica forte che non sia al servizio esclusivo della ideologia del massimo profitto. Quello che sta avvenendo dovrebbe indurci a invocare il ritorno alla Politica, prima che sia tardi.

giovedì 13 maggio 2010

Miracolo

Un bambino olandese è sopravvissuto ad un disastro aereo, l'unico di 104 passeggeri.
Si grida al miracolo, ma cosa ne pensano i 103 morti e i loro parenti?
L'evento miracoloso è sempre ed anche una tragedia che testimonia l'arbitrarietà del nostro destino.
Sia che lo governi il caso, sia che lo decida un dio.

mercoledì 12 maggio 2010

Vangelo e banche

"Servo malvagio, perchè non hai consegnato i miei soldi ad una banca? Me li avresti restituiti con gli interessi"

Vangelo secondo Luca

Ancora lui

Mentre la crisi impazza, il mondo crolla, i vulcani scoppiano e le cavallette avanzano ci tengo a informarvi che De Mita vuole un altro assessore.

martedì 11 maggio 2010

Tanto rumore per nulla

Saremo tutti più poveri, ci vorremo tutti più bene e faremo di nuovo il pane in casa.
I nostri figli avranno meno cose fuori e molte più cose dentro, non abbiate paura.

semplicità

Da Seneca a Coelho, da Tolstoj a De Sanctis: la semplicità
E’ ormai chiaro: la crisi è sistemica e lo sarà sempre di più.
Ora , pur usando l’essere umano tra il 3 ed il 7-8 % delle sue potenzialità intellettive, spesso le usa male o per dimostrare che è più intelligente si avventura in analisi tecnico-culturali-filosofiche che servono solo a tentare di impressionare gli altri magari usando termini e citazioni “colte” (vecchio e abusato vizio di antica memoria nella professione medica).
I fatti spesso sono più semplici e devono essere raccontati con semplicità in quanto tutti (patrizi, plebei, dotti, ignoranti, operai, professionisti,contadini…..etc…) hanno il diritto di capire e di condividere , apprezzare o rigettare un ragionamento.
E’ un mio vecchio pallino che trovava spesso confema nel mio ruolo di funzionario regionale dove spesso le delibere erano costruite con il preciso intento di confondere le idee estremizzando questa tecnica fino al punto di poter consentire al politico di turno la più conveniente delle interpretazioni.
Ma torniamo al punto.
Da anni ormai la borsa sale, scende, si inventano attentati, si svendono o si mandano in crisi intere nazioni, si invocano governi forti nella piena consapevolezza che i singoli governi e la stessa UE o anche l’America non contano niente, ci si arrovella in approfondimenti politico-culturali sulla fine del comunismo e/o sulla imminente fine del capitalismo, si teorizza sulle colpe di un capitalismo malato che consente sempre di più l’arricchimento di pochi a sfavore di molti.
Molti fatti veri , moltissimi falsi problemi…………. tutti sicuramente secondari.
La realtà è più semplice, banale, irreversibile: la ricchezza si sposta e si sposterà sempre di più verso paesi a basso costo di manodopera e/o ricchi di materie prime (questo indipendentemente da chi gestirà nei prossimi anni il processo).
Per secoli abbiamo sfruttato e umiliato ¾ del Mondo ora il trend si inverte………..era nella logica dei fatti e della storia.
Loro produrranno e noi consumeremo spostando inevitabilmente inimmaginabili quantitativi di ricchezze.
E’ inutile e anche stupido resistere, bisogna adeguarsi.
Il nostro, oltretutto, è un Paese privo di fonti energetiche fossili, uranio e senza materie prime e questo ci rende ancor meno competitivi a livello globale.
E allora? Allora dobbiamo rassegnarci a un impoverimento progressivo e irreversibile?
Ragioniamo.
E’ pur vero che la produttività si sposterà verso altri continenti e/o paesi, ma insieme ad essa si sposteranno tutti i fattori inquinanti ad essa legati indissolubilmente e noi, considerate le peculiarità dell’habitat complessivo del nostro Paese(sole, mare, un clima stupendo, campagna fertile, risorse idrogeologiche, la storia), potremmo sfruttare questa occasione per fare in modo che l’Italia possa diventare un enorme museo della storia ed una grande fiera della efficenza ecologica internazionale e del turismo sostenibile specializzandoci in quelle attività per le quali abbiamo le materie prime e scambiando i nostri prodotti e servizi, con i paesi che hanno prodotti di altre materie prime.
Attenzione, già oggi la Germania in qualche modo, non avendo le nostre stesse peculiarità, sta perseguendo questa strada.
Noi possiamo fare prima e meglio, possiamo vincere facilmente la sfida dell'autosufficienza, ma dobbiamo immediatamente recepire che, per quanto a molti non possa piacere , l’unica salvezza sta nello scegliere un modo di vivere più efficiente,più autosufficiente, più sano, più ecologico,più intelligente.
Insomma, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, lo Sviluppo Sostenibile non è più una scelta, è oramai una assoluta necessità.
Meditate gente, meditate!

sabato 8 maggio 2010

Civis romanus sum

I greci sono brutti, sporchi e cattivi; hanno falsificato i conti; vivevano al di sopra dei propri mezzi. Ben gli stà. ….E diciamola fino in fondo: non sono illuminati dalla Grazia dei banchieri e dei cittadini osservanti e devoti. Sono nati sfigati e sono falliti…..erano predestinati!!!
In questi giorni se ne sentono di perle di saggezza dettate dallo sciocchezzismo di massa, alimentato come sempre dalla Fede nella globalizzazione del profitto.
Anche statisti di primo ordine vedono come fastidiosa circostanza quello che sta avvenendo in economia: “Siamo di fronte a un brutto colpo di coda della crisi finanziaria ed economica mondiale” ha detto il presidente della Repubblica, Napolitano. Sembrano le stesse parole di quell’altro che disse: “Il crollo è avvenuto sei mesi fa, sono convinto che il peggio è passato” (Herbert Hoover, Presidente degli Stati Uniti, 1 Maggio 1930).
Bisogna ascoltare un gran commis (di quelli che effettivamente comandano, anche se nessuno li ha eletti) per capire qualcosa: «Attenzione – ha detto Jean-Claude Trichet, presidente della BCE – siamo di fronte a una crisi sistemica».
E’ vero, sta fallendo il sistema dell’economia del massimo profitto, a favore dei pochi e a danno di tanti altri, un sistema che impone disuguaglianze politicamente corrette, da accettare come frutto di Verità indiscutibili e scelte ineluttabili; insomma una vera e propria Religione che si è fatta strada nei decenni scorsi senza che nessuno l’abbia mai discussa o contestata.
Duemila anni fa si poteva con orgoglio dire “civis romanus sum” per pretendere il rispetto del patto di cittadinanza tra individuo e Stato, oggi il cittadino greco…..o italiano, chi e cosa deve invocare per aspettarsi tutela per i suoi diritti fondamentali, se tutto è rimesso alla logica del profitto e del “mercato”?
Come si tutela in questo contesto la dignità del lavoratore, la possibilità di iniziativa economica, la tutela delle formazioni sociali, la cultura, il rispetto dell’ambiente, tutte situazioni da rendere possibili e attuabili secondo la Costituzione italiana, se tutto è compromesso e deciso a livelli distanti dal cittadino e da organismi che non rispondono democraticamente ai cittadini-elettori?
Gli statisti che ci hanno governato negli ultimi anni, quelli che hanno fatto a gara a sfasciare il patrimonio pubblico e che hanno regalato reti di servizi ai soliti amici, hanno determinato anche questo capolavoro: non sappiamo oggi a chi rivolgerci, con chi discutere, con chi protestare.

mercoledì 5 maggio 2010

150° Unità d'Italia



Sopra: cosa immagina il giornale inglese "The Economist".

Sotto: quello che pensava un alunno nel 1961 (100°Unità d'Italia).

" Tutti i parenti miei stanno in America e io pure ci andrò, appena finita la scuola.
Il mio paese, qua in Italia, è solo provvisorio: il vero Pontelandolfo sta oltre Oceano, nel New Jersey degli Stati Uniti.
Mio zio ha fatto la guerra nel Pacifico nei marines e un altro zio sbarcò a Salerno e venne pure a trovarci portando ogni ben di Dio.
Qua tutti vanno in America, per tradizione, e mi hanno raccontato i nonni che una volta Pontelandolfo fu distrutto e messo a fuco perchè i paesani erano briganti. Da quella volta tutti furono emigranti.
Molti fecero fortuna come cittadini americani, però non hanno mai dimenticato l'origine e il paese. Per noi New York è più vicino di Milano e sappiamo l'inglese meglio dell'italiano.
A scuola ci hanno detto che cent'anni son passati dall'Unità d'Italia. Cent'anni sono tanti e noi non ce ne siamo accorti."