mercoledì 25 agosto 2010

La "Nuova Religione"


La Religione del “Politicamente corretto” pervade il mondo dell’informazione con una sicumera che oltrepassa la vanagloria dei suoi esponenti. Il “Politicamente corretto” stabilisce giorno per giorno quello che và fatto e quello che non và fatto, quello che si può dire e quello che non si può dire.
Le vicende della “famiglia Tulliani” sono caratterizzate, a me sembra, da quello che un tempo veniva definito “familismo amorale” espressione che Percy Allum applicò, con linguaggio sociologico, alla politica negli anni 60’ a proposito di esponenti politici partenopei. Oggi qualche sacerdote del “Politicamente corretto” vuole scansare quelle notizie e impone agli altri il silenzio…..in nome della Privacy.
Il colmo del “Politicamente corretto” è espresso in questi giorni sull’onda di quanto dichiarato dall’ex prete Vito Mancuso, che sulle pagine di “Repubblica” si chiede e chiede ad altri autori se lasciare o non la casa editrice Mondadori, di proprietà di Berlusconi, ovviamente per ragioni etiche.
Queste finezze( è il caso di dire) sono pari alle scelte ultime di Gianfranco Fini, il quale si accorge solo oggi di quale pasta è fatta il Capo del Pdl. In verità motivi per abiurare Berlusconi , come capo politico o come editore, erano presenti anche prima e in abbondanza, ma si sa ogni occasione è buona per cambiare strada, magari in meglio. Berlusconi, negli anni, ha combinato tutto e il contrario di tutto, come leader politico, come amministratore pubblico e come imprenditore- editore e oggi i sacerdoti del “Politicamente corretto” ci vengono a spiegare i loro mal di pancia?
Il trionfo del Politicamente corretto però si riscontra in un qualcosa che invece non è mai stato detto e soprattutto contestato al Cavaliere e sul quale ancora una volta fanno silenzio i sacerdoti della Nuova Religione. Ciò che andava contestato a Berlusconi e che ancora andrebbe contestato non è il “ conflitto d’interessi” di cui tanto cincischiano, ancora una volta, ipocritamente: basti pensare e meditare sugli innumerevoli casi analoghi, minuti o grossolani, che riguardano tanti cittadini di questo Paese. Ciò che andava contestato e non è mai stato fatto ( chissà perché?) è la violazione da parte del Berlusca di un principio non scritto della democrazia che si aggiunge alla (più conosciuta) ripartizione tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario, ovvero che chi ha un rilevante potere economico non può acquisire il potere politico. Altra cosa è rivestire, invece, cariche politiche in contesti politici più ampi, come è successo a tanti, come nel caso più noto per membri della famiglia Agnelli.
Chi ha un rilevante potere economico è già in condizione di dialogare con l’Autorità e determinare l’indirizzo politico e dunque deve stare alla larga dallo scettro di comando.
I sacerdoti della Nuova Religione dovrebbero meditare su questo aspetto mai contestato al Cavaliere e spiegarci perché non l’hanno mai fatto e non lo fanno. Le loro contorsioni di oggi sono tipiche della Casta grassa, che o di riffa o di raffa comunque ingrassa.
A Napoli si direbbe che “gnanono e fottono”.

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