Il problema non è la Grecia, come era prevedibile. Il problema è costituito da tanti altri Stati che sono in difficoltà a sostenere una situazione debitoria al limite del collasso. La ricetta imposta dalle organizzazioni internazionali e dalla Banca centrale europea mira ad un ulteriore sfoltimento delle prerogative degli Stati nazionali. Questo si vuole e questo si accetta da parte di tutti. I debiti sono occasioni per imporre privatizzazioni e permettere l’entrata del grande capitale in affari lucrosi come la sanità, la previdenza e la scuola. Insomma non si tratta solo di privatizzare l’acqua, c’è ben altro in discussione.
Tutto questo viene al momento taciuto, facendo balenare sui mezzi di comunicazione che è oggi necessario qualche taglio immediato alla spesa pubblica, a partire dalle retribuzioni. Proprio su questo punto viene in luce lo sconcerto per dovere assistere al solito balletto all’italiana dove qualcuno propone, qualche altro raddoppia, qualche altro ancora inizia a fare distingui. Il Ministro Calderoli (come un novello Churchill) propone un taglio del 5% alle indennità parlamentari, Gasparri propone invece il 10%, Bossi chiama in causa anche i magistrati, il segretario del’Associazione magistrati dice che lui non vuole proprio sapere di tagli. Nel frattempo la cosa assume qualche connotato tragico, come la morte per dissanguamento di un’infermiera a Napoli e medici che nella stessa città ottengono subito il pagamento dello stipendio occupando il centralissimo Corso Umberto. Insomma, mentre gli imprenditori nel nord si suicidano e gli operai di tante fabbriche stringono la cinghia e salgono sui i tetti, tutto l’apparato pubblico a mezzo dei suoi esponenti presenti nelle diverse categorie, dalla politica, ai servizi, alla grande burocrazia, mostra i denti per difendere quello che ha conquistato negli anni. La Casta, come è stata battezzata da qualche anno, è vasta ed ha armi sofisticate, può addirittura far saltare in Italia lo Stato, perché non ha virtù civiche, né sentimento nazionale, arraffa per sé e per i famigli, senza riguardo per la collettività.
Le cronache di questi giorni dimostrano il viluppo di magna-magna che governa ampi settori di questo Paese in cui sono coinvolti potenti di ogni categoria. Quando saranno più chiare le intenzioni del Governo sui provvedimenti da prendere capiremo meglio che in fondo nulla è cambiato dal fatidico settembre del ’43 quando una casta corrotta che si era ingrassata a mani basse per anni e aveva gonfiato muscoli e suonato tromboni abbandonò milioni di persone al loro destino. Contrariamente a quello che dice Ciampi, Padre dell’Euro, di questo si trattò, del disfacimento dello Stato ad opera di chi si preparava a succhiare ancora, con altre vesti e altri colori. Incrociamo le dita perché non accada ancora.
martedì 18 maggio 2010
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Caro Avvocato Lei è un ottimista nel pensare che ci sia una Casta che affama il popolo innocente.
RispondiEliminaLa grande maggioranza degli Italiani ha partecipato largamente al banchetto della spesa pubblica, la stessa maggioranza che si è consegnata al Fascismo e quindi ai grandi Partiti del dopoguerra.
Un capro espiatorio si trova sempre, ma non basta a dare dignità ad un popolo letteralmente fallito.