
Tocca fare un plauso al prof.Pizzetti (Autorità per la Riservatezza) al presidente Giampaolino (Corte dei Conti) e…al procuratore Jacoviello (Corte di Cassazione) per le non conformistiche, coraggiose, significative, affermazioni espresse negli ultimi giorni in relazione a vari aspetti della vita pubblica in Italia che si concretano in norme, giudizi, atti, che involgono milioni, migliaia e anche poche centinaia di cittadini. Ciò che caratterizza e accomuna quanto detto dai citati servitori dello Stato è proprio questo: la preoccupazione per uno smodato e incontrollato uso dei poteri pubblici, che avvenga a carico di molti o di pochi non fa differenza.
E’ vero che il cittadino, pantofolaio, smanettone, politicamente corretto, si sarà un po arrabbiato: e che diamine, in fondo si tratta di Dell’Utri, se l’è andata a cercare! è giusto bisogna sapere i fatti di tutti!
Ora, è proprio questo che qualificano uno stato di diritto e un’opinione pubblica civile, la preoccupazione costante che le norme abbiano rispetto di valori fondamentali e che siano applicate con cura a prescindere da chi subisce l’azione dello Stato.
Il prof. Pizzetti ha detto bene:” È proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli. È proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi. In uno Stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori». Che altro aggiungere?
Su temi che toccano milioni di persone, il presidente della Corte dei Conti, Giampaolino ha detto: “Il peso delle tasse punta a superare il 45%, un livello che ha pochi confronti nel mondo. Le manovre di aggiustamento 2011 sulla spinte dell'emergenza hanno operato soprattutto sul lato dell'aumento della pressione fiscale piuttosto che, come sarebbe stato desiderabile, dal lato della riduzione della spesa». Che altro aggiungere, anche in questo caso? Anche considerando che la famosa “spending review” emerge e si inabissa di giorno in giorno. Perché sui tagli alla Casta (in senso ampio) Lorsignori si difendono bene.
E se il Procuratore generale della Cassazione dice che si può essere giudicati e condannati solo in presenza di “fatti” accertati, come non rimanere inquieti in ipotesi effettivamente contraria? Non è questione di chi in particolare subisce il processo, perché si legifera in campi delicati in modo che già parecchi magistrati cominciano a temere ingiuste e massive applicazioni. Forse Jacoviello si è fatto megafono di tanti altri colleghi.
Viviamo tempi in cui la cultura di governo ha perso uno dei connotati fondamentali che distingue una democrazia da forme di tirannia, ovvero il senso del limite e i parlamenti che sono nati proprio per limitare i poteri pubblici sono diventati solo votifici, incapaci di difendere i valori essenziali delle persone, delle comunità. A proposito: stanno approvando (in Parlamento, alla chetichella) un nuovo trattato europeo che manderà in soffitta ancor di più la Costituzione del 1947.
Chi governa, chi controlla, chi legifera, chi accusa e chi giudica dovrebbe sempre mettersi nei panni del cittadino qualunque e considerare di stare dall’altra parte, come persona, come contribuente, come cittadino.
Sembra piuttosto che si faccia a gara a sollecitare i risolini delle tricoteuses: ogni giorno si minaccia, si legifera, si governa, additando il nemico del popolo da mandare alla ghigliottina (certi spot televisivi non hanno nulla di meno della propaganda nazista o sovietica).
C’è voglia di raddrizzare le gambe ai cittadini affermando la repubblica dei virtuosi. Peccato che in giro non si vedono Robespierre ma troppi interessati a difendere con le unghie i propri alti privilegi. Italiens, come sempre: più danno fiato alle trombe e più risultano non credibili.
Rimaniamo in attesa della “spending review”. Olè!!
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