lunedì 31 maggio 2010

Giamaica e Gomorra

Si capisce di più del meridione italiano e dei suoi meccanismi sociali ed economici leggendo le cronache dei recenti avvenimenti giamaicani piuttosto che le analisi inconcludenti degli "esperti nostrani".
Ragionando in termini globali si può senz'altro dire che il Sud appartenga oramai non tanto all'Europa quanto all'America Latina.
Per trovarne conferma basta dare un'occhiata ad una cartina delle vie del commercio internazionale degli stupefacenti.

giovedì 27 maggio 2010

Volano gli stracci

Le prime reazioni ai provvedimenti contro la crisi economica testimoniano della qualità della politica in Italia e di parti significative della classe dirigente. Di fronte a scelte che si pongono sul piano europeo o internazionale le polemiche su chi aveva previsto o non previsto lo stato delle cose lasciano cadere le braccia. Qualcuno potrebbe anche guardare più oltre e riconsiderare tutto quello che si è fatto o strafatto in termini di globalizzazione, privatizzazione o deleghe ai tecnocrati europei. Invece niente.
Come era prevedibile i rappresentanti dei ceti garantiti e ricchi sono i più recalcitranti a sorbire i provvedimenti assunti dal Governo. Magari si ha ancora il pudore di parlare in nome dei “lavoratori” o in nome della “garanzia del funzionamento della giustizia”, sta di fatto che i primi a gridare sono la Cgil e l’Anm; evidentemente considerano che i livelli retributivi che hanno conquistato le fasce alte delle burocrazie statali siano compromessi da piccole decurtazioni dei loro lauti stipendi. Annunciano scioperi e manifestazioni, vedremo se i precari e i cassintegrati cadranno nella trappola.
Dispiace che le prime reazioni del Pd siano improntate al respingimento della manovra economica, eppure è lo stesso partito che da qualche decennio si pone in prima fila per zelo europeistico. Evidentemente il Pd ritiene che in questo caso l’Europa sbaglia. E’ una novità!
L’impressione che emerge dal dibattito di questi giorni è quella di un Pd che si pone a salvaguardia dei ceti garantiti.
Tutto questo rischia di porre Tremonti (o addirittura Berlusconi!) tra i Padri della Patria, per aver affrontato la congiuntura economica con qualche scossone rispetto all’indirizzo politico economico che caratterizza la provincia italiana dagli anni ‘90.
Nel merito delle decisioni c’è da dire che la sensazione che si ricava è quella dell’inizio di un percorso. Se non vi saranno significative novità (che non si intravedono all’orizzonte) la politica dei tagli continuerà, non solo per assicurare i dovuti adeguamenti rispetto alla sforbiciata appena effettuata, ma anche perché il trend che si prefigura per il futuro segnala davvero un quadro diverso da quello attuale.
Sono tempi questi in cui possono sorgere soggetti e culture capaci di indicare una via di approdo ad un diverso progetto di società, sotto l’aspetto economico e sociale. Dalle crisi nascono nuovi valori e nuovi leader… al momento volano gli stracci…..speriamo bene.

mercoledì 26 maggio 2010

domenica 23 maggio 2010

Dio ci ha creato gratis

La vita artificiale riprodotta in laboratorio da uno scienziato pazzo è stata subito protetta da copyright per gli eventuali profitti che la diabolica trovata può consentire.
In questo forse sta la differenza con la vita vera, che Dio ci ha creato gratis.

venerdì 21 maggio 2010

Cose semplici

Oltre Santoro e lo sciocchezzismo dilagante vi sono cose più semplici che ci passano sotto agli occhi e sulle quali è utile discutere.
Capita di notare come negli ultimi mesi si stanno diffondendo le rotatorie o rotonde lungo strade urbane o extraurbane. Nulla da dire sull’utilità di queste strutture. Servono per evitare incidenti, quasi sempre molto gravi. Quello che non sembra razionale è il fatto che non ci si limita alla rotatoria ma quasi sempre vi sono ulteriori strutture spartitraffico per tutte le direzioni che si incrociano. A me dà l’idea di qualcosa di molto cervellotico. Le cose semplici chissà perché diventano complicate. Laddove può essere utile la semplice rotatoria per regolare meglio il traffico, si contorna la medesima di altre strutture quasi come si volesse psicoticamente regolare ogni possibile variante della vita(automobilistica). Le conseguenze di questo modo di operare si scorgono nell’evidente aumento dei costi ( ma di questi tempi è la regola) e soprattutto nel fatto che non si tiene conto a volte che con traffico più intenso o con veicoli lunghi queste ulteriori strutture spartitraffico invece che semplificare possono aggravare le situazioni di traffico. Evidentemente la normativa in materia questo impone e questo si fa: l’importante è complicarsi la vita (automobilistica).
Altrettanto sconcertante è vedere all’inizio di centri urbani le cosiddette “piste ciclabili”. Queste strutture si presentano come piste allocate su di un marciapiede, isolate dalla sede stradale e inevitabilmente finiscono appena inizia il centro urbano col suo reticolo di strade. Non si capisce qual è l’utilità di queste piste se non sono fatte in applicazione di un diverso principio di concepire la mobilità e la vita cittadina. La pista ciclabile come si vede in altre regioni o in altri stati deve costituire una scommessa ed una pietra di inciampo per chi invece considera normale le attuali condizioni di traffico, di parcheggio lungo la sede stradale e per chi ritiene normale l’assoluto protagonismo automobilistico nel centro cittadino. La pista ciclabile deve entrare nel centro, deve poter conquistare uno spazio sulla sede stradale a discapito delle doppie file di parcheggio, il tutto per assicurare e dimostrare che la bicicletta può effettivamente essere uno strumento di mobilità per le corte distanze. Fare le piste ciclabili al di fuori del centro abitato, su di un marciapiede non serve a niente, magari vanno bene se sono protette da una teca di vetro: come un museo.

giovedì 20 maggio 2010

Arrivano i vietnamiti

Mentre i nostri figli (e qualche cinquantenne) fanno concorsoni per impieghi pubblici leggo che in Cina gli operai sono preoccupati per l'invasione di vietnamiti altamente concorrenziali per il basso costo di manodopera.
Gli operai cinesi guadagnano circa 180 euro al mese.

Gli autisti blu

Quando si dice eliminiamo le auto blu dei cattivoni della Casta nessuno si pone il problema di cosa fare dei relativi autisti che, si sa, anche loro hanno famiglia e mutuo da pagare.
Il problema dell'Italia sta tutto qua.

mercoledì 19 maggio 2010

Tempistica

La maggior gloria per un Ministro del Tesoro, fin dai tempi di Quintino Sella, è quella di tagliare i costi e risistemare il bilancio statale.
Ma nella vita ci vuole la fortuna, così Visco è stato cacciato con ignominia mentre Tremonti ha assunto l'aura di salvatore della patria.
Eppure il primo voleva fare esattamente quello che sta facendo il secondo.

martedì 18 maggio 2010

8 settembre: la replica

Il problema non è la Grecia, come era prevedibile. Il problema è costituito da tanti altri Stati che sono in difficoltà a sostenere una situazione debitoria al limite del collasso. La ricetta imposta dalle organizzazioni internazionali e dalla Banca centrale europea mira ad un ulteriore sfoltimento delle prerogative degli Stati nazionali. Questo si vuole e questo si accetta da parte di tutti. I debiti sono occasioni per imporre privatizzazioni e permettere l’entrata del grande capitale in affari lucrosi come la sanità, la previdenza e la scuola. Insomma non si tratta solo di privatizzare l’acqua, c’è ben altro in discussione.
Tutto questo viene al momento taciuto, facendo balenare sui mezzi di comunicazione che è oggi necessario qualche taglio immediato alla spesa pubblica, a partire dalle retribuzioni. Proprio su questo punto viene in luce lo sconcerto per dovere assistere al solito balletto all’italiana dove qualcuno propone, qualche altro raddoppia, qualche altro ancora inizia a fare distingui. Il Ministro Calderoli (come un novello Churchill) propone un taglio del 5% alle indennità parlamentari, Gasparri propone invece il 10%, Bossi chiama in causa anche i magistrati, il segretario del’Associazione magistrati dice che lui non vuole proprio sapere di tagli. Nel frattempo la cosa assume qualche connotato tragico, come la morte per dissanguamento di un’infermiera a Napoli e medici che nella stessa città ottengono subito il pagamento dello stipendio occupando il centralissimo Corso Umberto. Insomma, mentre gli imprenditori nel nord si suicidano e gli operai di tante fabbriche stringono la cinghia e salgono sui i tetti, tutto l’apparato pubblico a mezzo dei suoi esponenti presenti nelle diverse categorie, dalla politica, ai servizi, alla grande burocrazia, mostra i denti per difendere quello che ha conquistato negli anni. La Casta, come è stata battezzata da qualche anno, è vasta ed ha armi sofisticate, può addirittura far saltare in Italia lo Stato, perché non ha virtù civiche, né sentimento nazionale, arraffa per sé e per i famigli, senza riguardo per la collettività.
Le cronache di questi giorni dimostrano il viluppo di magna-magna che governa ampi settori di questo Paese in cui sono coinvolti potenti di ogni categoria. Quando saranno più chiare le intenzioni del Governo sui provvedimenti da prendere capiremo meglio che in fondo nulla è cambiato dal fatidico settembre del ’43 quando una casta corrotta che si era ingrassata a mani basse per anni e aveva gonfiato muscoli e suonato tromboni abbandonò milioni di persone al loro destino. Contrariamente a quello che dice Ciampi, Padre dell’Euro, di questo si trattò, del disfacimento dello Stato ad opera di chi si preparava a succhiare ancora, con altre vesti e altri colori. Incrociamo le dita perché non accada ancora.

lunedì 17 maggio 2010

Ebrei e americani

Durante la seconda guerra mondiale gli americani erano a perfetta conoscenza dei lager nazisti e della `soluzione finale`. Non intervennero per impedirla in quanto non la consideravano una questione prioritaria.

sabato 15 maggio 2010

Crisi

Una grave crisi economica diventa drammatica solo quando intervengano eventi psicopatologici di massa.

venerdì 14 maggio 2010

femate il Mondo.....voglio scendere

Una vecchia pubblicità ai tempi ahimè di “Carosello”recitava:“fermate il Mondo…voglio scendere”.
Era una pubblicità…..noi non ce lo possiamo consentire!
Come detto dall’amico Avv.Canciello, urge sicuramente un ritorno alla politica, ma spogliato da vecchi schemi e ideologie, una politica fatta di scelte nette che tengano conto delle nuove frontiere della globalizzazione, ma esaltino nel contempo le peculiarità dei singoli Paesi(non è politicamente corretto coltivare pomodori al Polo Nord),
Il vero problema è proprio nel fatto che la globalizzazione non si basa in realtà sulle specializzazioni delle economie dei singoli paesi, ma è diventata l’acceleratore di una economia di copia del consumismo ideologico che fonda le sue basi su uno sviluppo che quasi mai è progresso. .
C’è bisogno di regole certe e di sanzioni altrettanto certe e dure, di nuovi e moderni tabù che salvino da se stessa l’unica specie animale che, per molti aspetti, non possiede l’istinto di sopravvivenza della specie.
Per quanto attiene la difficoltà di salvaguardia dell’ambiente la soluzione è in uno banale e drastica: inquinare deve molto semplicemente diventare tabù per tutti i paesi ad alto o basso costo di produzione,
Sembrava infine e conseguentemente a me chiaro(forse sbagliavo) che il mio ragionamento non fosse basato sulla volontà di spostare inquinanti in altre parti del Mondo, ma più semplicemente su uno sviluppo che tenga in debito conto, a bocce ferme, la qualità intrinseca delle risorse di un paese e, chiaramente ragionavo sull’Italia in quanto Italiano.
Fossi stato nel Wyoming avrei dissertato sullo sfruttamento energetico dei Geyser di Yellowstone
Se poi entriamo nello specifico delle citazioni, non è cambiato molto da quando Goethe diceva:la Campania è un Paradiso abitato da diavoli, anzi.
Ebbene questi diavoli, campani o no, devono capire che qualcosa sta cambiando.
Insomma, ognuno per fortuna ha le sue idee, ma io ritengo che i fatti politicamente più importanti degli ultimi mesi siano: l'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull , lo scoppio della piattaforma della Deepwater Horizon (è fuori di testa andare a”pescare” petrolio a 1500 mt di profondità per fare ingolfare di miliardi di dollari i manager della BP) e, scusatemi un pizzico di cinismo e di peculiarità italiana, la figura di m…. fatta da D’Alema ad Anno zero.
Dio,se esiste, è grande e cinico .

Ritorno alla politica

Il dott. Gentile, Michele per gli amici, afferma alla fine del suo ultimo articolo una cosa interessante e condivisibile:”dobbiamo immediatamente recepire che, per quanto a molti non possa piacere , l’unica salvezza sta nello scegliere un modo di vivere più efficiente,più autosufficiente, più sano, più ecologico,più intelligente.” Tutto questo alla fine di un ragionamento che riguarda evidentemente i rapporti economici tra stati e continenti improntati alla cosiddetta “globalizzazione”. Vi sono però alcune affermazioni in quel ragionamento che si basano su una premessa debole e falsa, anche se viene condivisa da tanti. A me non sembra che la specializzazione delle economie dei singoli paesi(principio base dell’economia globalizzata) porti lontano; del resto la crisi economica che prende tutto l’Occidente avanzato in questi anni sta lì a dimostrarlo. Se pure ci limitiamo alle sole conseguenze ambientali di quello schema, riscontriamo facilmente quanto sia difficile salvaguardare l’ambiente in generale ed in ogni suo aspetto se si lasciano ad altri determinate attività, solo perché altrove vi è una mano d’opera a basso costo. Tenendo fede al principio della sintesi, possiamo riscontrare che dissesti idrogeologici che periodicamente flagellano l’Italia sicuramente dipendono dal fatto che è stata abbandonata in questo Paese l’agricoltura e la silvicoltura (e perchè no? la pastorizia). Possiamo oggi affermare che il disastro e i morti di Sarno sono dovuti all’abbandono delle colline retrostanti a quel Paese? Credo di si e quanti esempi possiamo fare, presi dalla cruda realtà, per spiegare che l’agricoltura e le attività annesse non possono essere considerate solo per l’aspetto economico, ma anche in termini di salvaguardia dell’ambiente, di conoscenza dei mestieri, di tradizioni, di genuinità dei prodotti e della catena alimentare? Non possiamo immaginare che la bell’Italia che visitava Goethe possa essere qualcosa di diverso dal suo naturale contesto. Gli stessi argomenti possiamo farli considerando aspetti diversi, anche per le attività industriali e artigiane. Insomma, dovremmo essere un po’ più realisti quando discutiamo degli effetti della globalizzazione. Un paese, una comunità, ha bisogno di cose diverse e non si può affidare ad altri o altrove quello che risulta essenziale per i molteplici aspetti che caratterizzano società, lavoro, educazione, ambiente e conoscenze. La composizione e la salvaguardia dei diversi interessi che sottendono la regolare vita di una società richiede una politica forte che non sia al servizio esclusivo della ideologia del massimo profitto. Quello che sta avvenendo dovrebbe indurci a invocare il ritorno alla Politica, prima che sia tardi.

giovedì 13 maggio 2010

Miracolo

Un bambino olandese è sopravvissuto ad un disastro aereo, l'unico di 104 passeggeri.
Si grida al miracolo, ma cosa ne pensano i 103 morti e i loro parenti?
L'evento miracoloso è sempre ed anche una tragedia che testimonia l'arbitrarietà del nostro destino.
Sia che lo governi il caso, sia che lo decida un dio.

mercoledì 12 maggio 2010

Vangelo e banche

"Servo malvagio, perchè non hai consegnato i miei soldi ad una banca? Me li avresti restituiti con gli interessi"

Vangelo secondo Luca

Ancora lui

Mentre la crisi impazza, il mondo crolla, i vulcani scoppiano e le cavallette avanzano ci tengo a informarvi che De Mita vuole un altro assessore.

martedì 11 maggio 2010

Tanto rumore per nulla

Saremo tutti più poveri, ci vorremo tutti più bene e faremo di nuovo il pane in casa.
I nostri figli avranno meno cose fuori e molte più cose dentro, non abbiate paura.

semplicità

Da Seneca a Coelho, da Tolstoj a De Sanctis: la semplicità
E’ ormai chiaro: la crisi è sistemica e lo sarà sempre di più.
Ora , pur usando l’essere umano tra il 3 ed il 7-8 % delle sue potenzialità intellettive, spesso le usa male o per dimostrare che è più intelligente si avventura in analisi tecnico-culturali-filosofiche che servono solo a tentare di impressionare gli altri magari usando termini e citazioni “colte” (vecchio e abusato vizio di antica memoria nella professione medica).
I fatti spesso sono più semplici e devono essere raccontati con semplicità in quanto tutti (patrizi, plebei, dotti, ignoranti, operai, professionisti,contadini…..etc…) hanno il diritto di capire e di condividere , apprezzare o rigettare un ragionamento.
E’ un mio vecchio pallino che trovava spesso confema nel mio ruolo di funzionario regionale dove spesso le delibere erano costruite con il preciso intento di confondere le idee estremizzando questa tecnica fino al punto di poter consentire al politico di turno la più conveniente delle interpretazioni.
Ma torniamo al punto.
Da anni ormai la borsa sale, scende, si inventano attentati, si svendono o si mandano in crisi intere nazioni, si invocano governi forti nella piena consapevolezza che i singoli governi e la stessa UE o anche l’America non contano niente, ci si arrovella in approfondimenti politico-culturali sulla fine del comunismo e/o sulla imminente fine del capitalismo, si teorizza sulle colpe di un capitalismo malato che consente sempre di più l’arricchimento di pochi a sfavore di molti.
Molti fatti veri , moltissimi falsi problemi…………. tutti sicuramente secondari.
La realtà è più semplice, banale, irreversibile: la ricchezza si sposta e si sposterà sempre di più verso paesi a basso costo di manodopera e/o ricchi di materie prime (questo indipendentemente da chi gestirà nei prossimi anni il processo).
Per secoli abbiamo sfruttato e umiliato ¾ del Mondo ora il trend si inverte………..era nella logica dei fatti e della storia.
Loro produrranno e noi consumeremo spostando inevitabilmente inimmaginabili quantitativi di ricchezze.
E’ inutile e anche stupido resistere, bisogna adeguarsi.
Il nostro, oltretutto, è un Paese privo di fonti energetiche fossili, uranio e senza materie prime e questo ci rende ancor meno competitivi a livello globale.
E allora? Allora dobbiamo rassegnarci a un impoverimento progressivo e irreversibile?
Ragioniamo.
E’ pur vero che la produttività si sposterà verso altri continenti e/o paesi, ma insieme ad essa si sposteranno tutti i fattori inquinanti ad essa legati indissolubilmente e noi, considerate le peculiarità dell’habitat complessivo del nostro Paese(sole, mare, un clima stupendo, campagna fertile, risorse idrogeologiche, la storia), potremmo sfruttare questa occasione per fare in modo che l’Italia possa diventare un enorme museo della storia ed una grande fiera della efficenza ecologica internazionale e del turismo sostenibile specializzandoci in quelle attività per le quali abbiamo le materie prime e scambiando i nostri prodotti e servizi, con i paesi che hanno prodotti di altre materie prime.
Attenzione, già oggi la Germania in qualche modo, non avendo le nostre stesse peculiarità, sta perseguendo questa strada.
Noi possiamo fare prima e meglio, possiamo vincere facilmente la sfida dell'autosufficienza, ma dobbiamo immediatamente recepire che, per quanto a molti non possa piacere , l’unica salvezza sta nello scegliere un modo di vivere più efficiente,più autosufficiente, più sano, più ecologico,più intelligente.
Insomma, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, lo Sviluppo Sostenibile non è più una scelta, è oramai una assoluta necessità.
Meditate gente, meditate!

sabato 8 maggio 2010

Civis romanus sum

I greci sono brutti, sporchi e cattivi; hanno falsificato i conti; vivevano al di sopra dei propri mezzi. Ben gli stà. ….E diciamola fino in fondo: non sono illuminati dalla Grazia dei banchieri e dei cittadini osservanti e devoti. Sono nati sfigati e sono falliti…..erano predestinati!!!
In questi giorni se ne sentono di perle di saggezza dettate dallo sciocchezzismo di massa, alimentato come sempre dalla Fede nella globalizzazione del profitto.
Anche statisti di primo ordine vedono come fastidiosa circostanza quello che sta avvenendo in economia: “Siamo di fronte a un brutto colpo di coda della crisi finanziaria ed economica mondiale” ha detto il presidente della Repubblica, Napolitano. Sembrano le stesse parole di quell’altro che disse: “Il crollo è avvenuto sei mesi fa, sono convinto che il peggio è passato” (Herbert Hoover, Presidente degli Stati Uniti, 1 Maggio 1930).
Bisogna ascoltare un gran commis (di quelli che effettivamente comandano, anche se nessuno li ha eletti) per capire qualcosa: «Attenzione – ha detto Jean-Claude Trichet, presidente della BCE – siamo di fronte a una crisi sistemica».
E’ vero, sta fallendo il sistema dell’economia del massimo profitto, a favore dei pochi e a danno di tanti altri, un sistema che impone disuguaglianze politicamente corrette, da accettare come frutto di Verità indiscutibili e scelte ineluttabili; insomma una vera e propria Religione che si è fatta strada nei decenni scorsi senza che nessuno l’abbia mai discussa o contestata.
Duemila anni fa si poteva con orgoglio dire “civis romanus sum” per pretendere il rispetto del patto di cittadinanza tra individuo e Stato, oggi il cittadino greco…..o italiano, chi e cosa deve invocare per aspettarsi tutela per i suoi diritti fondamentali, se tutto è rimesso alla logica del profitto e del “mercato”?
Come si tutela in questo contesto la dignità del lavoratore, la possibilità di iniziativa economica, la tutela delle formazioni sociali, la cultura, il rispetto dell’ambiente, tutte situazioni da rendere possibili e attuabili secondo la Costituzione italiana, se tutto è compromesso e deciso a livelli distanti dal cittadino e da organismi che non rispondono democraticamente ai cittadini-elettori?
Gli statisti che ci hanno governato negli ultimi anni, quelli che hanno fatto a gara a sfasciare il patrimonio pubblico e che hanno regalato reti di servizi ai soliti amici, hanno determinato anche questo capolavoro: non sappiamo oggi a chi rivolgerci, con chi discutere, con chi protestare.

mercoledì 5 maggio 2010

150° Unità d'Italia



Sopra: cosa immagina il giornale inglese "The Economist".

Sotto: quello che pensava un alunno nel 1961 (100°Unità d'Italia).

" Tutti i parenti miei stanno in America e io pure ci andrò, appena finita la scuola.
Il mio paese, qua in Italia, è solo provvisorio: il vero Pontelandolfo sta oltre Oceano, nel New Jersey degli Stati Uniti.
Mio zio ha fatto la guerra nel Pacifico nei marines e un altro zio sbarcò a Salerno e venne pure a trovarci portando ogni ben di Dio.
Qua tutti vanno in America, per tradizione, e mi hanno raccontato i nonni che una volta Pontelandolfo fu distrutto e messo a fuco perchè i paesani erano briganti. Da quella volta tutti furono emigranti.
Molti fecero fortuna come cittadini americani, però non hanno mai dimenticato l'origine e il paese. Per noi New York è più vicino di Milano e sappiamo l'inglese meglio dell'italiano.
A scuola ci hanno detto che cent'anni son passati dall'Unità d'Italia. Cent'anni sono tanti e noi non ce ne siamo accorti."