mercoledì 1 febbraio 2012

Paperoni d'Italia



Si legge:”Purtroppo l’Italia di Mario Monti ha scelto la medesima strada greca per i cittadini Italiani. La spesa pubblica di questo paese è stata lasciata tutta li, nella sua grottesca dimensione, la classe dirigente parassitaria, dai politici alla confindustria e ai sindacati non concepisce neppure l’idea che solo un taglio immediato di spesa, tasse, regole e burocrazia può farci uscire dalla crisi in regime di solvibilità.”.
Sebbene la classe politica italiana segue con accondiscendenza le scelte (gli ordini) che provengono oltre atlantico in materia di relazioni internazionali, ivi compreso l’immediata disponibilità a bombardare quando occorra, ci sono altri esempi e principi che non vengono affatto presi in considerazione. Ancora una volta il “buon” Edward Luttwak ci avverte: “Draghi era ridicolo quando da baby pensionato a 14.000 Euro auspicava tagli alle pensioni altrui di 1.400. Adesso è Visco che premia l’austerità mentre raccoglie un salario doppio rispetto al suo collega della BCE (750.000). I padroni pagavano di proprio quando fallivano. Questi impiegati no.”. Bisognerebbe vergognarsi a sentire queste cose, invece da noi: silenzio!
Ovviamente gli esempi potrebbero crescere perché quello che è avvenuto in Italia nell’ultimo quindicennio sa di pazzia o di pirateria, propria di chi sa che prima che la nave affondi bisogna arraffare. Lo stesso Luttwak in televisione, tempi addietro, paragonava gli stipendi di magistrati, ambasciatori, prefetti con gli stipendi (più bassi) degli omologhi di altri paesi civili.
Tant’è, in questo paese si sa come vanno le cose e la classe dirigente è quella che conosciamo da un centocinquantennio a questa parte. Tromboni che costano troppo e alla prima occasione sono i primi a squagliarsela. Il comandante Schettino segue una tradizione.
Da un governo di “tecnici” ci si sarebbe aspettati, tra le altre misure assunte (alcune giuste) un lavoro serio di accertamento della spesa pubblica, a cominciare dagli emolumenti in riferimento alle analoghe qualifiche degli altri paese europei. Niente, Monti sa bene dove sta il suo consenso elettorale. Tecnico si, fesso no. Del resto questi tecnici hanno la loro carta d’identità economico-sociale e dunque basta leggere i curriculum.
In un Paese dove non si produce più nulla, perché tutto viene dall’estero, dove la cultura d'impresa è stata denigrata in cambio di una visione della vita che vede prevalere il cosiddetto lavoro intellettuale, dove ancora oggi chi produce, organizza, distribuisce, viene visto come il nemico del popolo, c’è poco da fare.
In un paese dove chi si lamenta viene considerato un mafioso o un pecoraio, dove conta solo se hai una cattedra o una scrivania, dove contano i figli(con cattedra) di Martone (che gode della “sfiga" degli altri:quelli senza cattedra) e i Celentano che distribuiscono le ricchezze della Rai (come fosse una befana pubblica) quel paese è destinato a morire, per povertà e per inettitudine.
Un paese dove il Direttore generale delle entrate guadagna (solo per questa carica) 476 mila euro, direbbe Luttwak, va diritto alla bancarotta, per colpa sua e per colpa degli evasori: hanno pari colpa, senza fare distinzioni.

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