
Chissà se qualcuno aprirà gli occhi rispetto ad evidenze che dimostrano quanto siano stati infondati slogan declamati in questi anni e che ancora si sentono da parte dei vertici di questo Paese. Per anni ci siamo bevuti la lezione circa le magnifiche sorti e progressive della formazione di organismi europei che avrebbero disegnato addirittura una nuova nazione, gli Stati uniti d’Europa come qualcuno affermava.
Non che la strada intrapresa sia da considerarsi finita in presenza di una crisi che, giorno dopo giorno, mostra il suo volto più serio, ma certamente qui di una vera nuova Nazione o Stato non si vede niente. Insomma qui abbiamo capito, finalmente, che nell’Unione monetaria europea i singoli stati sono responsabili per il proprio indebitamento e ognuno sopporta declassamenti ed eventuali fallimenti. Addirittura la moneta, possiamo notare, ha una codifica che la riporta al singolo Stato (la sigla numerica è preceduta da una lettera per ogni Stato: per l’Italia c’è la S) per cui di moneta unica vi è poco.
L’ultima perla è di questi giorni, quando sentiamo che le azioni che la BCE vuole assumere in soccorso di alcuni Stati, tra cui l’Italia, dovrà ottenere il beneplacito, essenziale, del parlamento tedesco.
Si avverte che le istituzioni europee non sono quelle che in Italia sono state descritte ed ancora credute da tanti, ovvero un nuovo Stato con una nuova cittadinanza piena per tutti gli abitanti presenti nei suoi confini. Solo una classe dirigente, come sempre, spaccona e magliara, poteva vendere quello che non è. La realtà è quella di una organizzazione sovranazionale dove i singoli punti dell’agenda politica vengono contrattati e decisi in relazione agli interresi dei più forti. Nulla di nuovo sotto il sole… è stato sempre così, ma ci avevano raccontato il contrario.
Anche l’intervento in Libia, dopotutto, è avvenuto con spregio di trattati che (piaccia o non piaccia) avevano appena legato quel Paese all’Italia. In proposito è bastata qualche telefonata e si è dovuto intervenire a capo chino.
Come si può sperare nella capacità di guidare il Paese in questa situazione di grave crisi economica quando non si riesce nemmeno a capire qual è la prospettiva da cui osservare i fenomeni presenti e dunque le vie di uscite?
Se scoppia l’incendio sulla nave bisogna avere una prospettiva chiara per agire di conseguenza: mi salvo da solo? mi salvo con i miei compagni più vicini?affondo con la nave?
Non si capisce quale è la prospettiva della classe dirigente di questo Paese, con o senza il Cavaliere.
Sentiamo ancora qualche brillante esponente delle istituzioni che declama in nome dell’Europa e dunque viene da chiedersi se chi ci guida ha bene in chiaro la prospettiva dalla quale guardare la realtà e dunque quali soluzioni assumere.
I tedeschi mostrano di avere una loro prospettiva, la classe dirigente italiana no.
Non è una novità.
Gentile blogger,
RispondiEliminasono il community manager di AgoraVox Italia. Navigando in cerca di blogger interessanti ci siamo imbattuti nel suo (Neo)Neolandia, che ci ha colpito per la qualità e l’originalità dei suoi post. Vorremmo poter riprendere i suoi articoli sul nostro sito, indicandola ovviamente come autore e riportando il link originale dei suo post, oltre che quello del suo blog.
Può essere così gentile da inviarci una mail se le interessa collaborare con noi?
Grazie e complimenti per i suoi pezzi
E.M.
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