lunedì 26 settembre 2011

Pensieri forti



Negli stessi giorni, ad Assisi la Marcia della pace, in Germania la visita di Papa Ratzinger. Due mondi riconducibili nell’alveo del cristianesimo, uno su iniziativa di popolo, l’altro organizzato dal clero, eppure distanti e diversi. La Marcia nata da Aldo Capitini cinquant’anni fa e che ha preso piede negli anni del confronto nucleare tra Usa ed Urss, l’altro un ritorno in patria per il Papa tedesco che si confronta con le diverse anime del cristianesimo e con le difficoltà della Chiesa prima ancora che con le contraddizioni del nostro tempo.
Alla Marcia si partecipa anche da laici per affermare il valore della Pace, sebbene non sempre in coerenza con i valori profetici ed utopistici dell’ideatore e dei primi organizzatori di essa. Si è notata come sempre una variopinta presenza di esponenti politici che sia pure collocati all’opposizione o in maggioranza nel parlamento italiano non hanno fatto mancare in ogni occasione il loro voto per autorizzare occupazioni militari e bombardamenti. Ma si sa a certe richieste non si può dire di no.
Il Papa in Germania questa volta non ha provocato turbamenti, causati magari da testi scritti senza prudenza da parte di qualche collaboratore. Ha mostrato ancora un volta la faccia contrita di chi avverte le pesanti accuse lanciate da più parti, ma ha saputo scompaginare certezze e comode posizioni quando ha richiamato il dovere per la Chiesa di tenere conto degli ultimi della terra e soprattutto quando ha sottolineato la necessità della misericordia per gli agnostici e per gli indifferenti.
Non è una novità, il Papa tedesco, da giovane collocato secondo la facile geografia politica tra i progressisti del Concilio, ha espresso più volte nel suo pontificato la necessità di interpretare il pensiero religioso secondo quella che lui stesso ha definito “l’ermeneutica della continuità” ovvero che si sappia tenere legati tradizione e novità. Per quanto non favorito dalle simpatie di tanti che ricordano le coreografie del papato polacco, il Papa odierno sa quali sono i temi sui quali il confronto tra laici e credenti può produrre i frutti migliori. Dice il Papa: "Gli agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace e le persone che - colpite come vittime o semplicemente scandalizzate da casi come quello della pedofilia - soffrono a causa dei peccati commessi da uomini di Chiesa e hanno desiderio di un cuore puro, sono piu' vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli 'di routine', che nella Chiesa vedono ormai soltanto l'apparato, senza che il loro cuore sia toccato dalla fede".
Parole come queste vanno ben oltre il “pentitismo” corrente che ebbe tante occasioni di manifestarsi con Papa Wojtyla, richiamano il compito fondamentale della Chiesa di ritrovare gli ultimi, da intendersi questi non solo nella condizione materiale ma anche nella solitudine esistenziale che tanto caratterizza i nostri tempi. C’è da augurarsi che altrettanto impegno e coraggio si mostri anche sulle questioni economiche, sociali e della indipendenza dei popoli.
Ai marciatori per la Pace manca quella capacità di comprendere che non bastano le emozioni di un giorno per richiedere pace. Al tempo in cui nacque, la Marcia era sostenuta da pensieri forti, sia pure diversi, che avevano il pregio di indicare un disegno di società, un percorso e principi capaci di orientare. Al di là del conflitto quotidiano, emergevano comunanze di veduta su tante questioni interne ed internazionali e soprattutto il tenere al centro dell’attenzione la dignità delle persone. Non si può declamare il valore della Pace e non rendersi conto che poco si è fatto in questi anni per assumere posizioni coraggiose contro volontà sempre più chiare di dominio economico e militare. In Italia al dunque sono tutti pronti ad avallare occupazioni militari e disegni economici che sempre più si rivelano strumenti per concentrare ricchezze in poche mani a danno dei molti.
Entrambi gli avvenimenti segnano l’importanza del messaggio cristiano sul piano spirituale e del pensiero laico ed in mancanza di alternative quel messaggio appare oggi un riferimento ancora valido per opporsi al declino su cui è incamminato l’Occidente evoluto.
A dispetto della grande stampa e del gotha finanziario che ce l’hanno messa tutta in quest’ultimi anni la Chiesa è ancora viva.

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