martedì 5 aprile 2011

La messa di Scalfari



Eugenio Scalfari, il vate che dice messa laica la domenica (sono un suo antico lettore, me lo posso consentire) si scaglia contro le norme assunte dal Governo per porre riparo alla possibile scalata della Parmalat da parte di gruppi industriali francesi. L’alimentare in Italia, si sa, si è volatilizzato già da tempo, chi si ricorda della Buitoni? (fu liquefatta da Carlo de Benedetti, tanti anni fa). Era il tempo delle privatizzazioni, imperava il verbo liberista e della religione del Mercato e dunque tutto quello che era nella mano pubblica doveva essere dismesso e lo Stato doveva tenersi fuori dal Mercato. Molti di quelli che vollero l’intrapresa del nuovo percorso sono ancora attivi nella politica, nelle istituzioni e nell’ informazione. Scalfari fu uno di questi ed ancora rimane della stessa idea, della stessa fede. Ai voglia di dire che la crisi che attanaglia il Paese ha evidentemente qualche ragione in una forsennata rincorsa dei dogmi moderni della Globalizzazione e del Mercato, la dove invece altri Paesi tentano almeno qualche difesa di quello che rimane delle risorse nazionali. Così come appunto ha fatto la Francia già con la presidenza Chirac. In Italia no, bisogna seguire il verbo fino all’ultimo sacrificio (magari a favore degli amici).
In tutto questo si scorgono le solite contraddizioni. Una per tutti è quella del dott. Sottile (ma riguarda tanti altri) e in proposito si legge:“Giuliano Amato dal 1 gennaio 1998 incassa una pensione Inpdap da ex professore univer¬sitario di 12.518 euro netti al mese ai quali aggiunge la pensioncina da parlamentare (9.363 euro). Una cifra che non gli impedisce, per altro, di continuare a prendere incarichi: due pubblici (presidente Treccani e presidente comitato dei garanti per il 150˚dell’Unità d’Italia) e uno privato (senior advisor della Deutsche Bank).” Appunto, celebrare gli anni dell’Italia (senza alcun ricordo dei milioni costretti all’emigrazione) è compito di una classe dirigente che sa campare alla grande.
Nel merito: Scalfari teme che le norme evocate dal Governo possano intaccare la sacralità delle Banche, che nel contesto attuale sono quelle che fanno profitti scaricando le perdite sui cittadini, grazie alle ricapitalizzazioni concesse dagli Stati. Al riguardo si può ricordare quello che si legge in questi giorni:” Madrid potrebbe procedere ad una nazionalizzazione parziale, con ingresso di capitale pubblico, di quattro casse di risparmio. Valore dell'operazione 7,7 miliardi di euro”. Lo riporta il quotidiano El Mundo. Questo oggi, ma già all’inizio della crisi, il 13 settembre 2007 l'importante banca britannica Northern Rock fu nazionalizzata ed eguale ricetta venne applicata per la statunitense Bear Stearns.
In questi giorni, ancora, tre stati degli Usa hanno presentato progetti per la nascita di banche di proprietà statale: Oregon, Washington e Maryland, che raggiungono Illinois, Virginia, Massachusetts. Il 79% di 107 imprenditori interpellati per un sondaggio dalla Main Street Alliance di Washington, ha sostenuto la proposta di legge dello Stato di Washington. Ecco, quelli che vivono di mercato sono d’accordo su misure di questo tipo, in Italia invece quelli che non vivono di mercato non sono d’accordo.
Questa è la differenza.

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