giovedì 10 marzo 2011

Senza limiti



Debordanti, insaziabili, così appaiono i poteri che ci circondano e tale connotazione non riguarda solo entità collettive o corpi sociali di varia natura e composizione. Riguarda molte persone, individui con nomi e cognomi.
E’ facile per molti mettere alla berlina il cavaliere nazionale che, incurante, degli incarichi pubblici e delle fortune private, dei figli e nipoti, se la gode come e quanto vuole. E’ possibile ricordare il vecchio adagio per cui i popoli hanno i governanti che si meritano? Non per cadere nella solita guerricciola all’italiana, ma il caso Marrazzo ha preceduto nelle cronache le vicende di Arcore. Chi vuole distinguere tra i due casi faccia pure, a me non interessa tanto.
Smodato ed insaziabile appare il potere economico delle grandi imprese internazionali che impongono salari da fame mentre gli ingaggi dei loro dirigenti raggiungono livelli da nababbi. E’ stato ricordato (solo da poco, ma si potevano scorgere queste tendenze già a partire da un decennio fa) che il Valletta amministratore della Fiat negli anni ’50 incassava 20 volte lo stipendio di un suo operaio, oggi Marchionne ne incassa 400 volte tanto. Non basta. Sia il Marchionne, che le grandi imprese di servizi, che interi stati ( Wisconsin, Utah negli U.S.A) con decisione sinergica, tra pubblico e privato, impongono ormai contratti individuali: per il rapporto di lavoro,per i contratti di forniture di servizi. Risulta chiaro l’obiettivo: come fai a difenderti da solo contro una grande impresa, un governo? Impossibile.
Siamo all’esaltazione senza limiti della ideologia liberista, ove conta l’individuo solo e senza o scarsa tutela.
Appare smodato lo slancio con il quale anche in questi giorni si hanno notizie di assalti alla diligenza pubblica ovvero alle casse foraggiate da un fisco sempre più esoso, da parte di schiere organizzate per occupare gli ultimi posti nelle municipalizzate, nelle spa miste, ove il capitale è pubblico ma i favori e le prebende sono privati. Ultima risorsa per aggirare i limiti che oggi scontano gli enti pubblici in presenza della crisi economica.
Senza limiti e debordante è la voglia di bombardare e di occupare, di sfasciare, di dividere e di comporre che caratterizza questi anni. Sembrava tutto messo apposto dopo le guerre mondiali, che avevano martoriato l’Europa e dopo l’abbandono delle colonie, che già si è rimesso in moto il domino geopolitico, quel grande gioco di cui si parlava al tempo degli imperi britannico, russo e ottomano.
Alla ricerca di nuovi mercati e di nuove fonti di energia si scompongono stati, si cancellano confini e si disegnano di nuovi, magari con la giustificazione dell’intervento umanitario, di accuse non provate. A proposito, in questi giorni il magnifico Tony Blair è processato a Londra perche il suo intervento in Iraq non trovava ragioni valide, anzi era basato su informazioni falsamente costruite.
Il dramma in tutto ciò è che maree di persone assistono e tifano, magari appoggiano e giustificano, magari si dividono ( per noi italiani è facile siamo abituati: Mazzola-Rivera, Lollo-Sofia, Bartali-Coppi) senza rendersi conto di partecipare ad una fase della storia in cui non sono i popoli ad essere protagonisti ma solo predoni senza scrupoli, bande che non hanno limiti.
Sono gli effetti della “Distruzione creatrice” , creerà il Mondo Nuovo…speriamo bene.

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