giovedì 27 maggio 2010

Volano gli stracci

Le prime reazioni ai provvedimenti contro la crisi economica testimoniano della qualità della politica in Italia e di parti significative della classe dirigente. Di fronte a scelte che si pongono sul piano europeo o internazionale le polemiche su chi aveva previsto o non previsto lo stato delle cose lasciano cadere le braccia. Qualcuno potrebbe anche guardare più oltre e riconsiderare tutto quello che si è fatto o strafatto in termini di globalizzazione, privatizzazione o deleghe ai tecnocrati europei. Invece niente.
Come era prevedibile i rappresentanti dei ceti garantiti e ricchi sono i più recalcitranti a sorbire i provvedimenti assunti dal Governo. Magari si ha ancora il pudore di parlare in nome dei “lavoratori” o in nome della “garanzia del funzionamento della giustizia”, sta di fatto che i primi a gridare sono la Cgil e l’Anm; evidentemente considerano che i livelli retributivi che hanno conquistato le fasce alte delle burocrazie statali siano compromessi da piccole decurtazioni dei loro lauti stipendi. Annunciano scioperi e manifestazioni, vedremo se i precari e i cassintegrati cadranno nella trappola.
Dispiace che le prime reazioni del Pd siano improntate al respingimento della manovra economica, eppure è lo stesso partito che da qualche decennio si pone in prima fila per zelo europeistico. Evidentemente il Pd ritiene che in questo caso l’Europa sbaglia. E’ una novità!
L’impressione che emerge dal dibattito di questi giorni è quella di un Pd che si pone a salvaguardia dei ceti garantiti.
Tutto questo rischia di porre Tremonti (o addirittura Berlusconi!) tra i Padri della Patria, per aver affrontato la congiuntura economica con qualche scossone rispetto all’indirizzo politico economico che caratterizza la provincia italiana dagli anni ‘90.
Nel merito delle decisioni c’è da dire che la sensazione che si ricava è quella dell’inizio di un percorso. Se non vi saranno significative novità (che non si intravedono all’orizzonte) la politica dei tagli continuerà, non solo per assicurare i dovuti adeguamenti rispetto alla sforbiciata appena effettuata, ma anche perché il trend che si prefigura per il futuro segnala davvero un quadro diverso da quello attuale.
Sono tempi questi in cui possono sorgere soggetti e culture capaci di indicare una via di approdo ad un diverso progetto di società, sotto l’aspetto economico e sociale. Dalle crisi nascono nuovi valori e nuovi leader… al momento volano gli stracci…..speriamo bene.

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