Su Il Mattino del giorno dopo la rinuncia di
Benedetto XVI compariva il titolo di un articolo:”Contro il male la forza della
rinuncia” del prof. F. P. Casavola. Tra i tanti scritti di quel giorno e di
questi che seguono forse è quello che più si avvicina alle vere ragioni della
decisione del Papa.
I Dan Brown di provincia si sono impegnati a
dare le solite segrete spiegazioni ed altri, sulla stampa “upper class” hanno
spiegato “laicamente” e “cristianamente” le loro ragioni, mostrando per una
volta di battere su un tavolo vuoto. Questa volta parlavano da soli.
Per questo motivo risulta “azzeccato” il
titolo apparso su Il Mattino.
E’ dalla fine del pontificato di Giovanni
Paolo II che il Cattolicesimo, la Chiesa, subisce un attacco organizzato,
potente, di cui si è fatta strumento la stampa, i mezzi di comunicazione del
liberismo aggressivo, unico pensiero che
si esprime sul piano delle aggressioni militari e della incontenibilità
finanziaria. Wojitila (il Papa polacco) che pure aveva avuto sostegno da quella
stampa cominciò a gridare contro la guerra in Iraq. Una guerra che il segretario
dell’Onu di quegli anni definì “illegale”. Da allora quella stampa ha
alimentato lo spirito del tempo, un clima generale, che ha caratterizzato e
caratterizza questa epoca, che impone silenzi e connivenze. La vera colpa del
cattolicesimo, come sistema culturale, prima ancora che fede, è di essere l’unica
cultura capace, dopo il tramonto delle ideologie del novecento, di opporsi al
dilagare del capitalismo selvaggio. Questo è un fatto e un dato culturale, non
è questione di fede.
Pensare ad un papa giansenista, cupo, dedito
agli studi, ripiegato sulle sole esigenze di salvezza personale, risulta
difficile; Ratzinger sarebbe rimasto cardinale e non sarebbe stato scelto come
pontefice della Chiesa, che predica la possibilità di salvezza per tutti.
Emerge allora un umano sentimento di
rassegnazione o piuttosto un temibile gesto di accondiscendenza verso l’inevitabile
declino, con la speranza nell’esito finale. Gli esperti della materia qui
parlerebbero dell’Anticristo e del Katechon……..
Risuonano significative, proprio sul piano culturale,
laico, le parole di qualche anno fa del filosofo Massimo Cacciari:«Il sistema borghese
tollera di essere messo in discussione solo al proprio interno. Verso ciò che è esterno ai
suoi valori, non ha pietà» «I Pellerossa
erano radicati nel loro ethos, e l’Americano vedeva nel loro ethos un sistema
di non libertà. Lo sterminio delle società sacrali, degli ethoi tradizionali, è
prescritto dal liberalismo per il bene stesso dell’uomo».
«Non si faccia illusioni: anche contro la Chiesa non
esiterà a usare la più inaudita violenza, se la Chiesa
si rifiuta di diventare un semplice supporto della società borghese. Ciò che la
Chiesa non può fare perché il cristiano è necessariamente sovversivo di ogni
potere politico che si pretenda autonomo. Già negli Stati Uniti si teorizza
come l’avversario irriducibile sia l’Islam. Anche contro la Chiesa il conflitto
diverrà sempre più drammatico…”
Cacciari aveva, laicamente, previsto tutto…..
e si augurava che il Papa (di allora o di oggi) non opponesse resistenza al dispiegarsi degli
avvenimenti: che rinunciasse alla sua missione.
E’ quello che è avvenuto.
p.s.: ci restano Faziofabio e Littizzetto,
allegria.

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