mercoledì 13 febbraio 2013

"la forza della rinuncia"




Su Il Mattino del giorno dopo la rinuncia di Benedetto XVI compariva il titolo di un articolo:”Contro il male la forza della rinuncia” del prof. F. P. Casavola. Tra i tanti scritti di quel giorno e di questi che seguono forse è quello che più si avvicina alle vere ragioni della decisione del Papa.
I Dan Brown di provincia si sono impegnati a dare le solite segrete spiegazioni ed altri, sulla stampa “upper class” hanno spiegato “laicamente” e “cristianamente” le loro ragioni, mostrando per una volta di battere su un tavolo vuoto. Questa volta parlavano da soli.

Per questo motivo risulta “azzeccato” il titolo apparso su Il Mattino.
E’ dalla fine del pontificato di Giovanni Paolo II che il Cattolicesimo, la Chiesa, subisce un attacco organizzato, potente, di cui si è fatta strumento la stampa, i mezzi di comunicazione del liberismo aggressivo,  unico pensiero che si esprime sul piano delle aggressioni militari e della incontenibilità finanziaria. Wojitila (il Papa polacco) che pure aveva avuto sostegno da quella stampa cominciò a gridare contro la guerra in Iraq. Una guerra che il segretario dell’Onu di quegli anni definì “illegale”. Da allora quella stampa ha alimentato lo spirito del tempo, un clima generale, che ha caratterizzato e caratterizza questa epoca, che impone silenzi e connivenze. La vera colpa del cattolicesimo, come sistema culturale, prima ancora che fede, è di essere l’unica cultura capace, dopo il tramonto delle ideologie del novecento, di opporsi al dilagare del capitalismo selvaggio. Questo è un fatto e un dato culturale, non è questione di fede.
Pensare ad un papa giansenista, cupo, dedito agli studi, ripiegato sulle sole esigenze di salvezza personale, risulta difficile; Ratzinger sarebbe rimasto cardinale e non sarebbe stato scelto come pontefice della Chiesa, che predica la possibilità di salvezza per tutti.
Emerge allora un umano sentimento di rassegnazione o piuttosto un temibile gesto di accondiscendenza verso l’inevitabile declino, con la speranza nell’esito finale. Gli esperti della materia qui parlerebbero dell’Anticristo e del Katechon……..
  
Risuonano significative, proprio sul piano culturale, laico, le parole di qualche anno fa del filosofo Massimo Cacciari:«Il sistema borghese tollera di essere messo in discussione solo al proprio interno. Verso ciò che è esterno ai suoi valori, non ha pietà» «I Pellerossa erano radicati nel loro ethos, e l’Americano vedeva nel loro ethos un sistema di non libertà. Lo sterminio delle società sacrali, degli ethoi tradizionali, è prescritto dal liberalismo per il bene stesso dell’uomo».
«Non si faccia illusioni: anche contro la Chiesa non esiterà a usare la più inaudita violenza, se la Chiesa si rifiuta di diventare un semplice supporto della società borghese. Ciò che la Chiesa non può fare perché il cristiano è necessariamente sovversivo di ogni potere politico che si pretenda autonomo. Già negli Stati Uniti si teorizza come l’avversario irriducibile sia l’Islam. Anche contro la Chiesa il conflitto diverrà sempre più drammatico…”
Cacciari aveva, laicamente, previsto tutto….. e si augurava che il Papa (di allora o di oggi) non opponesse resistenza al dispiegarsi degli avvenimenti: che rinunciasse alla sua missione.
E’ quello che è avvenuto.
p.s.: ci restano Faziofabio e Littizzetto, allegria.

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