Non c’è solo la crisi che morde e
che toglie speranze ai tanti, c’è lo sfilacciamento di ogni sicurezza, che determina
drammi umani. Tra i tanti, ma come gli altri non costituisce una novità di
questa epoca, lo sfascio dei rapporti familiari. Quello che caratterizza l’epoca
presente è la scala industriale con la quale si presentano certi drammi, perché
drammi sono, altro che conquiste civili.
Il ragazzo che viene sottratto a
scuola dalla Polizia per ordine del giudice con modalità davvero disumane (come
mostrato nel video diffuso in questi giorni) in base a valutazioni imperniate
su studi come la Pas, di fonte americana, illumina un repertorio vasto che solo
gli interessati vivono e comprendono.
Sono i cascami della conquista
della civiltà che importiamo dalla terra dove il primo diritto è quello della “conquista
della felicità per ogni individuo”. In nome di questo principio barattiamo
umanità e dignità, nell’economia e nei rapporti personali. E’ la felicità
sganciata dalla responsabilità, dove chi prima arriva è bravo e gli altri son
nessuno, che siano figli fa lo stesso, tanto oggi si vive, domani si muore.
A proposito di figli si legge anche
questo (Journal of
Medical Ethics):”Il benessere delle persone in atto potrebbe essere
minacciato dal fatto che il nuovo bambino, anche se sano, richiede energia,
denaro e attenzioni di cui la famiglia potrebbe trovarsi a corto. A volte
queste situazioni possono essere prevenute attraverso l’aborto, ma in alcuni
casi questo non è possibile. In questi casi, dal momento che le non-persone non
hanno diritti morali alla vita, non ci sono ragioni per vietare gli aborti
post-natali». E’ il progresso, nell'etica, come nell'economia! Homo homini lupus.
I drammi sono drammi. C’è da
chiedersi a proposito di figli se Vittorio De Sica avrebbe ancora voglia di
occuparsene.
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