sabato 1 settembre 2012

Michele:pensieri complessi



Chissà perché i cosiddetti diritti individuali della persona (per i quali tanta politica è mobilitata) esprimono sempre un qualcosa di negativo, essendo relativi ad un “finire” e dunque alla morte. L’apparente impressione di conquista di libertà (ma che comunque si rivela forma di egoismo rispetto agli inevitabili legami sociali cui sono connessi) si rivela come un percorso rivolto alla morte di rapporti, di persone, propria o di altri.
Difficile da far capire a Michele (Serra) il quale oggi prendendo spunto dalla morte del cardinale Martini ribatte sulla bontà del “testamento biologico” e si scaglia contro la vicesindaco di Milano (Pd) perché contraria. Michele in questi casi è perentorio:”Mi dispiace doverlo dire con inevitabile brutalità: ma chi è contro il testamento biologico è contro l’autodeterminazione degli esseri umani. Il vicesindaco di Milano, purtroppo, non fa eccezione.”. Così, con brutalità e senza alcun ragionamento. Michele, si sà, veicola emozioni per un pubblico semplice.
Invece la vicesindaco di Milano, può darsi, che si aggrovigli in letture un pò più complesse, magari su cose di questo tipo: Lucien Israel oncologo francese, ebreo agnostico che afferma in un’intervista «Senta, anche al di fuori di una qualunque ottica spirituale, un medico non è autorizzato a togliere la vita a qualcuno. Per quel che mi riguarda, la mia posizione non dipende da considerazioni religiose: un medico, chiunque egli sia, agnostico o credente, non deve riconoscersi il diritto di togliere la vita a qualcuno, quando in realtà è in grado di alleviare le sue sofferenze». Ecco, pensieri complessi altro che emozioni, cullati dall’amaca.
Non per farla lunga(del resto i pensieri di Michele sono brevi: i lettori si stancano) ma l’egoismo che traspare nella pur celebrata filosofia dei diritti individuali provoca irritazioni sul piano generale in tanti che si interrogano sulle derive del pensiero definibile come progressista. Gli spiriti animali del capitalismo selvaggio sono stati capaci di direzionare verso altri obiettivi la capacità di reazione dei ceti e individui svantaggiati, verso la conquista e l’affermazione di diritti che non solo si caratterizzano in negativo (fine o morte di persone, di rapporti, di dignità) ma che vengono assunti in maniera del tutto isolata dal contesto sociale in cui si manifestano. Il verbo della privatizzazione non riguarda solo l’economia, ma riguarda anche la persona con tutte le implicazioni dei rapporti umani e sociali.
Il liberismo prima di vincere sul piano economico vince in Italia, in Europa, perché riesce a veicolare il pensiero politico verso l’affermazione dei cosiddetti diritti individuali in cambio della concessione degli spazi tradizionalmente propri dell’affermazione dei diritti economico sociali.
Costanzo Preve, riconosciuto (all’estero, ovviamente) come un importante cultore del pensiero marxiano coglie da tempo questo fenomeno ed afferma cose di questo tipo:” Stiamo assistendo all'intera assimilazione del modello europeo, e cioè alla sua fine, nell'unico modello anglosassone-USA, frutto di un tradimento storico delle classi dirigenti europee, americanizzate linguisticamente e culturalmente. Questo non avviene attraverso la vecchia ed obsoleta dicotomia Destra/ Sinistra, difesa per interesse dal ceto politico pro­fessionale e per stupidità dal ceto intellettuale identitario e tifoso, ma attraverso la vittoria del partito degli economisti (PE) sul partito del politici (PP). Il capitalismo già ai tempi Reagan-Thatcher stava cambiando forma, e quindi prima della caduta catastrofica del baraccone socialista. Le ragioni del mutamento erano interne alla dinamica del modo di produzione, ed erano dettate dalla cosiddetta globalizzazione e dalla privatizzazione di tutto ciò che era privatizzabile. Ma i mutamenti semantici propiziati dal ceto intellettuale dell’ultimo ventennio ha associato la sinistra soltanto alle gesticolazioni irrilevanti della FIOM, alla retorica di Vendola, ai matrimoni gay, alla insistita polemica laico-radicale contro la chiesa cattolica e Ratzinger, alle sfilate femministe (ah, le donne, le donne!), al belare ostensivo pacifista (pacee, pacee, diritti umanii, diritti umanii, abbasso i dittatori, processate Gheddafi, Milosevic, Saddam Hussein, tutti meno la Clinton ed Obama, eccetera).” .
Chissà cosa ne penserebbe il Serra di quanto qui riportato circa il fondo di egoismo insito nei diritti che lui declama e quanto si riconoscerebbe nella veste di intellettuale di comodo per le politiche liberiste.
Ma basta così, Michele trasmette emozioni, non vuole troppi pensieri.

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