mercoledì 26 settembre 2012

Laicissima Francia



Alessandra Colla, blogger, ha tradotto il testo di un video di Emeline Becuwe, relativo al caso delle vignette anti-islamiche pubblicate dal settimanale francese “Charlie-Hebdo”.
Che sensibilità nella laicissima Francia!
No, Charlie.
Non sono d’accordo con voi e mi batterò per tutta la vita — se sarà necessario — affinché voi non possiate più, col pretesto della libertà, calpestare il senso di ogni trascendenza. Per voi è la libertà che trascende… per loro, è la trascendenza che rende liberi!
No, Charlie.
In nome della libertà d’espressione voi non mettete in gioco la vostra vita, ma la vita degli altri…
Ci avete pensato, almeno un momentino? Ai vostri compatrioti che stanno al Cairo, a Tunisi, o a Tripoli? E che presto potrebbero non aver più l’occasione di leggervi…
No, Charlie.
La vostra caricatura è un oltraggio per chiunque abbia due grammi di cervello e un minimo di conoscenza dello stato dei luoghi, delle forze in gioco e del desiderio di vendetta che avete appena scatenato.
No, Charlie.
Non si ha il diritto di arrogarsi tutti i diritti, né di offendere e di vituperare le genti in quel che hanno di più sacro: l’oggetto della loro Fede o del loro dubbio.
No, Charlie.
Non esiste soltanto la libertà… esiste anche il segreto, che s’accompagna al massimo rispetto dovuto a tutti coloro con i quali desideriamo vivere e morire in pace.
No, Charlie.
Io so che voi sapete quello che tutti sanno: che ogni cattiva causa comporta gli effetti peggiori… saranno degli innocenti a pagare la vostra piccola libertà di libero pensatore senz’ombra di responsabilità.
No, Charlie.
Non si ha il diritto di toccare un profeta quando ci si vuol prendere gioco di qualcuno. Se gli islamici non vi prendono sul serio, allora dovete andare a dirglielo in faccia: senza profanare con i vostri cupi disegni la loro religione e la loro impronta sul mondo.
No, Charlie.
Non parlate più di libertà d’espressione… ma di valori e di scala di valori.
Ed è, o almeno sembra, importante ricordarvi che su questa scala la libertà di coscienza viene per prima. Non si è certamente obbligati a onorarla, ma non si ha il diritto di disonorarla.
No, Charlie.
La vostra caricatura è un’impostura bella e buona.
Anzi, è marketing. Un marketing che costerà la vita a tutti quanti credono che si possa ridere di tutto e con tutti. È una dichiarazione di guerra… guerra di religione, di cui nessuna libera espressione al mondo può andar fiera.
No, Charlie.
Se l’offesa è l’espressione della vostra libertà, ammettete dunque che la violenza sia l’espressione della loro libertà. Scambio di scortesie.
No, non dite “presumo…”! Dite “assumo…” — le mie responsabilità.

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