Ancora oggi gli storici
discutono se l’incendio di Roma fu veramente provocato da Nerone e se la verità
ufficiale non ne nasconda altra. E’ il compito degli storici rivedere le verità
acquisite e la storia, come scienza, per sua natura, deve essere disponibile al
riesame delle fonti e alla ricerca di altre. Anche le scienze esatte devono
molto alla capacità di studiosi di saper interpretare particolari prima
trascurati o a valorizzare quello che il caso offre. L’intelligenza si nutre di
curiosità senza arrestarsi di fronte ai santuari. Nemmeno la fede disdegna di
confrontarsi con la razionalità e la ricerca scientifica.
Risulta così fuori luogo il
disturbo che avvertono i tanti che di fronte ad avvenimenti deflagranti,
davvero deflagranti come quello che è avvenuto a Brindisi, si scagliano contro
le ipotesi che si rincorrono sulle vere matrici di un attentato del genere.
L’unica cosa certa è che il
fatto ha connotazioni terroristiche: per le modalità, le circostanze, le
conseguenze. Ciò basta, al momento, per far scattare il ricordo di avvenimenti
nefasti del passato ed è del tutto ovvio rinvangare, da parte di tanti comuni
cittadini o opinionisti, le tante connessioni spurie, le strane coincidenze,
che hanno segnato quei fatti.
Che in Italia, per dire, ci
siano stati avvenimenti inquadrabili nella cosiddetta “strategia della tensione”
risulta, ormai, da inchieste giudiziarie, parlamentari e giornalistiche.
Non possiamo aspettare il
Tg1 o altra fonte per poter affermare certe cose, basta voler apprendere quello
che le diverse fonti offrono, con spirito laico raziocinante.
Rosario Priore (giudice istruttore a Roma per
molti anni) si occupò del caso Moro, di Ustica, dell’attentato a Giovanni Paolo,
in un suo libro di recente pubblicato afferma, tra l’altro“Ci sono verità
che non ho mai potuto dire… Avrebbero potuto avere effetti destabilizzanti
sugli equilibri interni e internazionali.” E poi: “Ancora oggi la dimensione internazionale dell’attività di
Potere operaio, poi di Autonomia operaia e infine delle Brigate rosse è un
argomento tabù. È un territorio che non dev’essere attraversato da viaggiatori
troppo curiosi.” A proposito di Enrico Mattei e Aldo Moro:“Due
omicidi ovviamente politici… La coincidenza è impressionante. Non dimentichiamo
la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti
generano reazioni altrettanto forti.”
Prima di queste affermazioni ci sono ragionamenti, come è tipico di un magistrato di riconosciuto valore. Così tanti altri, giornalisti d’inchiesta, storici ed ancora magistrati.
Prima di queste affermazioni ci sono ragionamenti, come è tipico di un magistrato di riconosciuto valore. Così tanti altri, giornalisti d’inchiesta, storici ed ancora magistrati.
Resta sempre una schiera di corifei del potere
che rifuggono dall’accogliere, in senso laico, verità alternative basate su
ricerche valide e condivise da esperti e studiosi della materia. Disturba tutto
ciò che non abbia l’imprimatur della fonte ufficiale. Insomma se non lo dice
Tg1 o Bruno Vespa o Faziofabio non è verità.
Così
vanno le cose, come ai tempi dell’Ipse Dixit. Ancora oggi si tratta della
confortevole, rassicurante,verità ufficiale: guai a chi pone dubbi!
Nessun commento:
Posta un commento