domenica 20 maggio 2012

Verità vo cercando


Ancora oggi gli storici discutono se l’incendio di Roma fu veramente provocato da Nerone e se la verità ufficiale non ne nasconda altra. E’ il compito degli storici rivedere le verità acquisite e la storia, come scienza, per sua natura, deve essere disponibile al riesame delle fonti e alla ricerca di altre. Anche le scienze esatte devono molto alla capacità di studiosi di saper interpretare particolari prima trascurati o a valorizzare quello che il caso offre. L’intelligenza si nutre di curiosità senza arrestarsi di fronte ai santuari. Nemmeno la fede disdegna di confrontarsi con la razionalità e la ricerca scientifica.
Risulta così fuori luogo il disturbo che avvertono i tanti che di fronte ad avvenimenti deflagranti, davvero deflagranti come quello che è avvenuto a Brindisi, si scagliano contro le ipotesi che si rincorrono sulle vere matrici di un attentato del genere.
L’unica cosa certa è che il fatto ha connotazioni terroristiche: per le modalità, le circostanze, le conseguenze. Ciò basta, al momento, per far scattare il ricordo di avvenimenti nefasti del passato ed è del tutto ovvio rinvangare, da parte di tanti comuni cittadini o opinionisti, le tante connessioni spurie, le strane coincidenze, che hanno segnato quei fatti.
Che in Italia, per dire, ci siano stati avvenimenti inquadrabili nella cosiddetta “strategia della tensione” risulta, ormai, da inchieste giudiziarie, parlamentari e giornalistiche.
Non possiamo aspettare il Tg1 o altra fonte per poter affermare certe cose, basta voler apprendere quello che le diverse fonti offrono, con spirito laico raziocinante.
Rosario Priore (giudice istruttore a Roma per molti anni) si occupò del caso Moro, di Ustica, dell’attentato a Giovanni Paolo, in un suo libro di recente pubblicato afferma, tra l’altro“Ci sono verità che non ho mai potuto dire… Avrebbero potuto avere effetti destabilizzanti sugli equilibri interni e internazionali.” E poi: “Ancora oggi la dimensione internazionale dell’attività di Potere operaio, poi di Autonomia operaia e infine delle Brigate rosse è un argomento tabù. È un territorio che non dev’essere attraversato da viaggiatori troppo curiosi.” A proposito di Enrico Mattei e Aldo Moro:“Due omicidi ovviamente politici… La coincidenza è impressionante. Non dimentichiamo la lezione della storia: gli uomini politici capaci di iniziative davvero forti generano reazioni altrettanto forti.”
Prima di queste affermazioni ci sono ragionamenti, come è tipico di un magistrato di riconosciuto valore. Così tanti altri, giornalisti d’inchiesta, storici ed ancora magistrati.
Resta sempre una schiera di corifei del potere che rifuggono dall’accogliere, in senso laico, verità alternative basate su ricerche valide e condivise da esperti e studiosi della materia. Disturba tutto ciò che non abbia l’imprimatur della fonte ufficiale. Insomma se non lo dice Tg1 o Bruno Vespa o Faziofabio non è verità.
Così vanno le cose, come ai tempi dell’Ipse Dixit. Ancora oggi si tratta della confortevole, rassicurante,verità ufficiale: guai a chi pone dubbi!

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