sabato 19 novembre 2011

La Cina è vicina



Tutto previsto. Come si poteva capire, volendo effettivamente capire, il cosiddetto Pensiero Unico dispiega in questi ultimi tempi le sue armi più potenti e calando la spada sulla bilancia afferma la sua forza nel costringere popoli e individui ad accettare le sue verità e i suoi programmi.
Quando gli stati democratici e le loro classi dirigenti cominciano a delegare poteri propri ad entità con nessuna legittimazione democratica (le organizzazioni internazionali per il commercio, per il credito) accettando di recepire poi i diktat, le decisioni, che questi organismi via via producono, si arriva al punto che le istituzioni (internazionali) da organismi serventi diventano i veri padroni della vita dei popoli.
I cittadini non votano per il Wto, per la Commissione Europea, per la Bce, per l’Fmi e per tanti altri organismi di pari peso eppure, devono oggi sottostare alle decisioni, particolari, precise, che questi soggetti impongono.
No vi è più necessità nemmeno del filtro di recepimento e di adeguamento dei parlamenti e dei governi nazionali, si impongono da sé.
Se i popoli si rifiutano di accettare trattati internazionali, i referendum vengono ripetuti, con minacce, fino ad ottenere il risultato voluto. Se i governi si mostrano recalcitranti, vengono disfatti con speditezza e senza riguardo.
Alla Grecia è stata impedita la celebrazione di un referendum sugli “accordi” economici con la Bce. Cambiato il Governo con un uomo più affidabile(proveniente dalla tecnocrazia bancaria) i padroni europei della moneta non si accontentano di una approvazione a maggioranza del Parlamento greco, vogliono e pretendono l’approvazione anche dall’attuale opposizione. Roba da psichiatria, altro che politica. L’elargizione di aiuti (lo si prevede in questi giorni) sarà concessa in cambio di cessioni di sovranità.
Il tutto ovviamente viene condotto su di un presupposto ben preciso e cioè che il sistema creato negli ultimi decenni, basato sull’espansione del credito (che produce debito) sia irrinunciabile. Può essere modificato per qualche particolare, ma non deve essere messo in discussione.
Saranno utili i cambi di governo di questi giorni per risolvere i problemi? Vedremo.
Nel frattempo sarà interessante capire chi ci guadagnerà e chi ci perderà. Il mantra neutralista che circonda i governi tecnici non convince. La politica (e quello che decide un governo dei tecnocrati è sempre politica) è rappresentanza di interessi, da qui non si scappa.
Sarà dagli applausi e dai lamenti che si capirà la vera natura dei governi imposti dalle tecnocrazie per salvare le banche e la finanza. In salsa italiana, vedremo quali scelte Monti proporrà per tenersi a galla e acquisire il vero risultato che tiene a cuore, ovvero il rientro nei binari del sistema liberistico, come impone il pensiero dominante.
Quelli che comandano oggi non hanno presente quel rapporto di convivenza tra capitalismo e democrazia che ha caratterizzato i Paesi europei nel ‘900, difeso, paradossalmente, dal Muro di Berlino.
Caduto il Muro intendono andare all’incasso e disegnare la società secondo le esigenze delle elites finanziarie.
Del resto la Cina di oggi dimostra che senza l’impaccio della democrazia il capitalismo ha risultati clamorosi.
Consoliamoci.

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