
Contrariamente a quello che pensa Michele Serra, su La Repubblica, capire ciò che è successo e perché è successo non è facile. Ciò che non regge sicuramente è l’arrabbiato contrappunto del Serra per il fatto che non si dichiari semplicemente che l’autore della strage in Norvegia è di destra e le vittime sono di sinistra. Purtroppo per Michele negli ultimi tempi le cose si sono rese più difficili e non sempre la realtà è inquadrabile in quello schema da figurine Panini che tanta serenità produce a giornalisti politicamente corretti (correttissimi, come lui).
Per Michele forse sarebbe stato più facile scrivere il pezzo se la rivendicazione degli attentati a nome del”Islam” avesse retto, ma è stata smentita nel giro di pochissime ore. Già qui io mi farei mille domande, Michele no, gli va bene anche questa.
Michele pretende di risolvere la definizione della strage partendo dal fatto che l’autore è un “primatista bianco” e dunque le vittime sono di sinistra. Eppure se si leggono le farneticanti 1500 pagine del suo romanzone pubblicato sul WEB si ha la possibilità di collegare lo stragista ad altre culture e ad altri movimenti politici, con contraddizioni difficili da capire. Per esempio, frasi di chiara esaltazione del nazismo e di rammarico perché il nazismo non si è posto contro gli islamici!
Chi vuole può prendere conoscenza del vasto romanzone del norvegese integralmente (ci vuole stomaco) o attraverso i numerosi sunti che sono pubblicati. Le pietre del mosaico, come pretende Michele, non sono facilmente componibili se si aggiunge che nell’isola di Utoya si dibatteva della volontà del governo norvegese di riconoscere l’autonomia dello Stato palestinese e della uscita dai teatri di guerra in Medio oriente.
Il discorso diventa veramente complesso se si approfondisce la questione alla luce del “cristianismo” che pretende di accelerare la “Fine dei tempi” con le guerre senza confini e che tanta presa ha negli Usa o delle posizioni decisive che hanno intellettuali e uomini degli apparati comunemente conosciuti come “neocon”. Ambedue ambienti e movimenti che riflettono l’idea della “Città posta sulla collina” di tradizione vetero testamentaria. Un solo esempio di come è difficile capire la realtà (vale anche per Michele!) è dato dalle considerazioni espresse da David Horowitz (noto neocon) proprio in riferimento a quanto sopra scritto:«Appoggiando la richiesta di Abu Mazen di riconoscere la Palestina come Stato, il governo norvegese si è comportato come Quisling, il capo di governo filo-hitleriano che negli anni ‘30 portò la Norvegia a fianco del Terzo Reich.”
Ed allora cosa è destra e cosa è sinistra? Il governo norvegese laburista è di destra o di sinistra? e i giovani laburisti? Ed Horowitz dove lo mettiamo?
Insomma il Michele deve approfondire di più e non può pensare di trattare cose complesse con la sua semplice saccenza. Il mondo non è come la piana di Troia, di qua gli amici, di la i nemici..è tutto molto più complicato.
Siamo ad un punto della storia in cui il linguaggio e le coordinate soliti non bastano più per capire e, forse, chi realizza stragi, come quelle in Norvegia, contribuisce a confondere la realtà determinando un solo grosso risultato: il caos ove tutto è modificabile e manipolabile.
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