domenica 26 giugno 2011

Napoletaneide

C’è chi invoca e chi si offre di raccogliere i rifiuti a Napoli, da volontario. C’è chi ricorda gli Angeli del fango che accorsero a Firenze, sommersa dall’alluvione, nel ’66. Slancio inutile di generosità per i primi, paralleli improponibili per i secondi.
La verità è che il problema dei rifiuti non è un accidente di questi giorni, dura da troppo tempo per giocarlo con le solite contrapposizioni tra i tifosi dell’una o dell’altra parte. Saranno vent’anni che il problema emerge in tutta la sua gravità. Lo scenario è sempre lo stesso, con il corredo di polemiche tra le istituzioni variamente interessate, il tentativo, spesso riuscito, di spostare i rifiuti in provincia o più lontano. Nel frattempo si sono costruite brillanti carriere politiche, si sono costruiti imperi economici, ognuno ha fatto la propria parte afferrando l’osso fino a spolparlo, anche senza arrivare alla fine.
E chi si offrirebbe come volontario? E chi può pretendere oggi di fare leva sulla buona azione dei cittadini? Dopo che si è visto di tutto e dopo che si vede di tutto in questo Paese, c’è qualcuno che possa pretendere di ottenere la mano gratuitamente? E chi oggi si potrebbe proporre, come novello Angelo del fango? L’Italia di quegli anni non c’è più, troppi sono stati e sono i cambiamenti. Nemmeno il dito puntato alla solita camorra fa più presa, perché il disservizio è dovuto ad un sistema che non funziona perché ognuno degli addetti ai lavori, a qualunque livello e con qualunque qualifica, capisce che basta fare un pò di sabotaggio per ottenere sempre di più.
La buona volontà dei singoli non può mai essere sganciata da un concreto progetto di azione pubblica, da un disegno di società. Dopo vent’anni di ritardi, di mancata realizzazione di quanto occorre per organizzare un servizio necessario, siamo alla declamazione dei no, siamo al punto zero, di nuovo. Una città che merita capacità di decisione soprattutto su temi e problemi ormai antichi resta impantanata nei rifiuti, come già avvenuto tante volte.
L’esperienza insegna che alcune cose sono proprio inutili per chi deve amministrare, soprattutto quando si affrontano le prime difficoltà: prendersela con chi c’era prima, prendersela con la camorra o con la “Spectre”, prendersela con gli altri che non collaborano. Ci sarà un po’ di tutto questo, ma non è che il modo migliore di risolvere i problemi sia quello di alimentare e di alimentarsi con le illusioni degli intellettuali e con le frenesie della plebe, tagliando fuori tanta parte della rappresentazione politica dell'intera popolazione. La storia di Napoli ha già vissuto esperienze dello stesso genere, pare che oggi si replica.
Speriamo bene.

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