domenica 1 maggio 2011

Le Caste ringraziano



Quello che succede a Napoli e che succede in Italia in questi giorni è emblematico della situazione di sfilacciamento dell’agire politico contemporaneo. A Napoli ci si mena per esigenze di scenografia, ripercorrendo rituali e gesti di altre epoche che nulla hanno più a che fare con il contesto, il clima, le scelte attuali. Appare ancora più incredibile l’amplificazione che i mezzi di comunicazione danno ad episodi che dovrebbero essere piuttosto condannati per la loro insignificanza rispetto ai termini e alle bandiere usate: cosa significa essere fascisti oggi, oppure comunisti?
Nel mentre si iniziano guerre su guerre, per ragioni evidentemente di egemonia economica e militare, abbiamo intere aree politiche che nulla hanno da dire in proposito, se non dare luogo al solito teatrino della mozione più furba o più intelligente da presentare in parlamento, come dipendesse da loro quello che si deve fare o non si deve fare in nord africa. Per il resto zero. Nulla emerge di quello che fu l’attenzione (per ragioni anche economiche) verso i paesi arabi e l’intelligenza partecipativa alle alleanze occidentali. Non si odono voci che si richiamino alle parole di La Pira o di Danilo Dolci o di Mattei o di Pertini e di tanti altri che in questo Paese sapevano bene di far parte di un’area politico-militare ma sapevano anche coltivare rapporti con altre dirigenze politiche o altre tradizioni e civiltà.
In questi giorni il dibattito interno nel maggior partito della sinistra, il Pd, è preso dai temi imposti da Scalfarotto e Concia, ovvero quelli attinenti ai cosiddetti “diritti individuali”. Ecco, nel giorno del primo maggio, che giunge nel pieno del disastro economico e militare di questi mesi, il tema più discusso in quell’ambito ” è altro”, come si usa dire. Viene voglia di rileggere le biografie di Oscar Wilde, di Rimbaud e di tanti altri che i diritti individuali li hanno vissuti fino in fondo, vivendo il bello della trasgressione con consapevolezza, così come le avventure umane di ogni individuo richiedono per assumere valore universale. No, qui i nostri vogliono la pensione, magari il reddito di cittadinanza e quote riservate; vogliono trasgredire, ma fino ad un certo punto, vogliono la sicurezza che la società può produrre per sostenere voglie individuali. Insomma non c’è niente di eroico in tutto questo ed il tema, i temi di questo tipo prendono sempre più tempo e diventano sostanza di partiti che si definiscono politici.
E’ tutto questo che ci distanzia dai movimenti politici di massa, che sono ormai un ricordo, che ci distanzia dalle popolazioni che nel mondo si ribellano e che distanziano i movimenti di protesta di oggi in Italia rispetto a quelli di anni passati. Assistiamo a pantomime di guerriglie urbane senza senso politico e storico e silenzi di partiti in ordine ai drammatici temi dei nostri tempi e mentre altrove sanno capire le ragioni della crisi e sanno scorgere gli obiettivi delle proteste(le loro Caste) da noi si discute del sesso degli angeli o di come poterlo fare strano con il beneplacito della legge. Insomma non si discute di questioni di giustizia e di eguaglianza, né dei rapporti tra i popoli, ma del benessere “individuale” . Roba evidentemente da elite ricche e raffinate e non da movimenti dei lavoratori.
E' in atto una mutazione antropologica, di meglio non si potrebbe fare.
Le Caste ringraziano.

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