sabato 19 marzo 2011

Alla Guerra!



Da dove cominciare e cosa pensare degli ultimi avvenimenti che la realtà presenta?
Appena festeggiato il 150° dell’unità d’Italia e gli occhi si volgono versa il Nordafrica, mentre in Giappone la centrale rilascia inesorabilmente radioattività. Troppe cose in pochi giorni e tanti seduti in poltrona a commentare, a valutare l’ultima dichiarazione di questi e di quelli. Vale la pena accodarsi, non avendo obblighi, né professionali, né accademici, per farlo? Troppi ci provano e troppi rincorrono l’ultima notizia, caldeggiando questa o quella soluzione, sbeffeggiando o sostenendo questo o quell’altro esponente politico.
Sembra un "Bagaglino" perenne. La realtà dimostra sempre più quello che molti indizi facevano trasparire già da diverso tempo ovvero l’assoluta inutilità ed insignificanza del paese Italia nel contesto internazionale, nemmeno nell’area di maggiore rilevanza per gli interessi nazionali, il Mediterraneo.
In questo Paese, in questi giorni, si fa tutti a gara tra le diverse aree politiche per adeguarsi a scelte che hanno già assunto altrove altri poteri ed altri governi. Non vi sono distinzioni sulla volontà univoca di seguire l’ulteriore avventura militare tesa a smembrare stati, a ridisegnare confini e a predare risorse. Perché di questo si tratta. Le fameliche volontà di dominio di poteri e governi non conoscono più limiti, confini, sovranità. Basta una delibera dell’Onu, giusto per dare un po di legittimazione all’operazione, e tutti proni ad eseguire scelte che nemmeno sono state frutto di adeguate discussioni.
Non mi pare che sulla vicenda della Libia vi sia stato un serio tentativo di mediazione che costituisce una necessaria premessa per poter poi passare a mezzi coercitivi. L’intervento in Libia non ha avuto l’appoggio di stati importanti come la Russia, la Cina, il Brasile, l’India e la Germania… L’Italia invece si, ha appoggiato l’intervento nonostante i freschi rapporti economici che sono stati avallati da tutti i governi degli ultimi anni, di destra o di sinistra e nonostante i rapporti storici con quel paese avrebbero dovuto legittimarla per un tentativo di pacificazione tra le parti.
E cosa dovremmo pensare di questi fatti? senza culture politiche adeguate che ci permettano di cogliere le peculiarità, i dettagli degli avvenimenti in corso. Sempre più il principio posto dall’art. 11 della Costituzione italiana viene disatteso in favore di politiche servili verso disegni strategici altrui e che vengono avallati solo ai fini di un legittimazione a governare il Paese. Perché di questo si tratta, solo di questo. Cose povere.
E’ da un decennio e più che l’Italia copia il Cavour che mandò i soldati in Crimea per ingraziarsi le grandi potenze, ma allora si trattava di realizzare l’unità della nazione. Qui si mandano soldati all’avventura solo per conquistare il governo del Paese. Da oggi le analogie si arricchiscono: per mantenersi al governo del Paese o per conquistarlo si stracciano trattati bilaterali (o alleanze)appena firmati…anche queste, esperienze già vissute.
Nelle celebrazioni di questi giorni un certo scetticismo mostrato da qualcuno non era mal posto. E’ proprio vero, quando in Italia si dà fiato alla trombe della retorica bisogna stare in guardia, la storia lo insegna.

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