
Ci risiamo.
Quando parla Giuliano Amato significa che le cose si fanno serie e serie le cose sono non esclusivamente per i successivi interventi di economisti ed esponenti politici, preoccupati questi ultimi di giocarsi l’argomento solo in vista di elezioni. Il fatto è serio perché i Grand commis (i veri padroni) dell’Europa hanno già deciso: occorre ridurre drasticamente l’indebitamento pubblico degli Stati. La soluzione segue la semplicità dei ragionieri europei(BCE): trasferire parte del debito statale ai propri cittadini. In Italia significa accollare ad ogni cittadino, secondo alcuni calcoli, 30 mila euro.
Semplice. Cosi ragionano le divinità della Nuova Religione Europea.
La patrimoniale in Italia si risolverebbe solo in un prelievo straordinario (così come già avvenne nel ’92 proprio con il Presidente del Consiglio Amato) e dopo pochi anni si ripresenterebbe di nuovo il problema.
Taglierebbe ogni possibilità di evoluzione sociale per milioni di giovani, per mancanza di risorse personali e familiari.
Non scalfirebbe più di tanto le storture di un sistema economico sociale che negli ultimi anni ha gettato sul lastrico milioni di imprese e di lavoratori con la scusa della Globalizzazione e del Mercato e che ha regalato la più grande crescita di redditi a qualifiche e categorie, non solo del privato, ma soprattutto del pubblico. Il Marchionne della Fiat che guadagna 400 volte il salario di un operaio, il Catricalà che cumula i 500 mila euro annui da presidente Antitrust e i 9 mila euro netti al mese come giudice del Consiglio di Stato, il Faziofabio a 2 milioni annui per fare pubblicità a libri e film…. Chiunque può continuare il discorso, gli esempi sono tanti.
Se proprio manovre economiche devono essere assunte si parta da una riparametrazione di stipendi pubblici alla luce delle diverse condizioni economiche ed anche in considerazione che in Italia il posto pubblico si conserva a vita (altro che Mercato).
Si continui con un effettivo controllo della spesa pubblica erogata dagli enti di ogni livello, dando una scossa ai giudici della Corte dei conti che in questo Paese dormono (guadagnando parecchio) e danno tanto spazio, a volte improduttivamente, ai pubblici ministeri.
Se manovre straordinarie si debbono assumere si riconsideri l’enorme, crescente, spesa militare connessa a scelte di politica estera non coerenti con l’art. 11 della Costituzione.
E se proprio si vuole fare un discorso serio per l’evasione fiscale, oltre ad incrementare i controlli sulla spesa (redditometro e “spesometro”) a carico di qualunque cittadino, si passi a far emergere una volta e per tutte i cumuli di soldi in contanti che persone di ogni categorie tengono nascosti in cassaforte, cassette di sicurezza o sotto il materasso (in Italia, soprattutto, ed anche all’estero).
Questi soldi (sicuramente tanti)per “riciclarsi in soldi puliti”, dovrebbero essere investiti in titoli dello Stato e vincolati (diciamo) per 10 anni, a tasso zero. Ne conseguirebbe un enorme sollievo per la finanza pubblica.
Chissà se Amato ed altri hanno mai pensato a soluzioni diverse da quelle solite e per le quali se vincono un’elezione ne perdono in seguito altre quattro.
Nessun commento:
Posta un commento