mercoledì 26 gennaio 2011

I faraoni



E noi dovremmo votare per Cozzolino, figlioccio d Bassolino e continuatore di Jervolino(una sequela che sembra una dinastia dei faraoni di un tempo)?
Mentre si discute di federalismo fiscale, che nella mente dei leghisti dovrebbe costringere le amministrazioni pubbliche a regolare i conti tra entrate ed uscite guardando al pareggio di bilancio, senza aspettative di sostegno da parte delle casse dello Stato, mentre la crisi economica imperversa ancor di più rispetto all’anno appena passato, mentre in Europa si stampano soldi a copertura dei debiti nazionali e a carico dei cittadini, noi dovremmo votare per Cozzolino, ex assessore alle Attività produttive della Regione Campania!
Cosa rimane del ventennio bassoliniano che ha governato la Regione e Napoli? Non tutto è da buttare, sicuramente il sistema di trasporto su ferro è cosa importante, ma per il resto dovremmo ricordare il governo di Bassolino per la miriade di supermercati che ha sconquassato il retroterra di campagna della provincia di Napoli, che ha prodotto crisi in ogni settore economico, che ha sperperato soldi tra inefficienze per lo smaltimento dei rifiuti e gli incarichi milionari alle migliaia di consulenti amici e amici degli amici. Oggi in televisione c’era Mario Guida decano dei librai napoletani che lamentava l’invadenza delle catene commerciali anche per la vendita dei libri. In Inghilterra già hanno aperto l’angolo del farmacista e dell’avvocato nei supermercati!
Bassolino e Cozzolino appaiono, anzi hanno dimostrato, come è possibile modificare pensiero, cultura e opere pur di affermarsi come gestori della cosa pubblica. Di quello che era un pensiero e una cultura rivolta alla salvaguardia degli interessi dei ceti sociali più deboli rimane solo la voglia di occupare poltrone per spendere soldi, magari coltivando le solite clientele che, una volta di qua una volta di là, stanno sempre lì a corteggiare i padroni del vapore. Come era prevedibile, a Napoli 45 mila cittadini in una domenica di gennaio si muovono per votare alle primarie e tra questi vi sono molti sollecitati da esponenti del centro destra. Perché meravigliarsi, non è mica la prima volta che accade? E’ il risultato scontato di idee bolognesi applicate al disastro napoletano.
E dunque anche in tempi di ristrettezze economiche e di autonomia gestionale delle amministrazioni locali noi dovremmo essere governati da chi ha fatto dello spendere i soldi pubblici la propria missione di vita?
C’era o c’è da sperare in qualcosa di diverso, coltiviamo la speranza che con Mancuso o con Ranieri si riparta su binari diversi. Il film di Cozzolino & Bassolino lo conosciamo bene, a partire dai miliardi inutili per l’Italsider, non ha mai avuto pause.
Pochi giorni fa si leggeva sul “Guardian”quanto segue:
Città da Detroit a Madrid stanno lottando per pagare i creditori, compresi i fornitori di servizi di base come la pulizia delle strade. La scorsa settimana, l’agenzia di rating Moody's ha messo in guardia circa un possibile declassamento per la città di Firenze e Barcellona, e ha tagliato il rating dei Paesi Baschi nel nord della Spagna. Lisbona è stato retrocessa dall’agenzia rivale Standard & Poor's all'inizio di quest'anno, mentre i prestiti di Napoli e Budapest sono sul punto di essere classificati “junk”.
Ecco, appunto, oltre lo sciocchezzaio sul regolamento delle primarie bisognerebbe tener presenti questi fatti per scegliere bene.

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