mercoledì 8 dicembre 2010

L'assalto al Palazzo!


«Il mio stipendio - dice Catricalà - è paragonato a quello del primo presidente della Corte costituzionale ed è di 500 mila euro e rotti. Ha avuto per l' anno prossimo la decurtazione del 10 per cento e io penso che sia giusto...». Ma Catricalà - fa notare Report - si porta a casa anche i 9 mila euro netti al mese in qualità di fuori ruolo dal Consiglio di Stato.
Di fronte a queste notizie, che riguardano in misura o qualità tante persone in Italia, verrebbe voglia di dire: finalmente abbiamo trovato il Palazzo da assaltare. Perché la “Rivoluzione”, che da ultimo richiedeva Monicelli (sarà stato vero suicidio?) nella storia ha avuto sempre un Palazzo, un luogo d’assaltare o occupare: il Palazzo d’Inverno per Lenin, Roma per il Mussolini della Marcia, la Bastiglia per i francesi, ancora Roma per Garibaldi.
Non è che uno può fare lo scioperetto di sabato, col panino al seguito, senza dare fastidio a nessuno, ma solo provocando un po’ di traffico. Che tempi! Non ci sono più gli scioperi e le manifestazioni di una volta.
Uno vorrebbe che se proprio si vuole esprimere sdegno con una scalata, si scalasse magari il balcone del Palazzo importante e dunque cari Bersani, Di Pietro e Vendola, invece di scalare i tetti della facoltà di architettura, potevate scalare il Palazzo dell’Autorità per la Concorrenza ed il Mercato, a Roma, dove, come abbiamo sentito, Catricalà prende doppio stipendio, a tacer di altri emolumenti; il tutto ovviamente legalmente. E sì! in questa nostra Repubblica le cose si fanno per bene, mica come nella I Repubblica, oggi si organizza tutto secondo Legge.
I nostri amici, Bersani ed altri, ci avrebbero se non altro risparmiato la comparsata dell’illustre al successivo Ballarò, dove il medesimo abbozzava su alcune sue ricette per attuare il Mercato, il fatidico Mercato che vale sempre per tutti gli altri e mai per gli ospiti del Palazzo.
Chissà perché nemmeno di fronte ad una crisi così grave i Nostri assaltano i Palazzi giusti, si perdono… Valli a capire!

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