
"Tremonti ha esposto il quadro di riferimento che è molto stretto dal punto di vista finanziario. Le esigenze minime sono di 7 miliardi, la copertura al momento è di 5 miliardi".
E’ il 9 novembre e il Ministro del tesoro dà questi pochi numeri per dire che per pareggiare le richieste con le disponibilità occorrono 2 miliardi, da trovare in qualche modo o in qualche luogo. Il tutto tenendo comunque fermi i terribili numeri relativi al debito pubblico e gli interessi da pagare.
La guerra della finanziaria ancora una volta occuperà le ultime settimane dell’anno politico e d’incanto, come già ordinato da Napolitano e accettato da tutti i leaders dei partiti, tutte le polemiche e gli attriti di questi ultimi mesi si acquieteranno, se ne riparlerà a gennaio.
Lo scontro sul tema però ci sarà, perché un po’ ciascuno avrà da chiedere l’ulteriore mancia per i protetti, per il proprio comune, il centro studi, la fondazione, per i tanti rivoli in cui si diparte la spesa pubblica in Italia. Ovviamente oltre quello che già viene versato a milioni e miliardi per le diverse voci di spesa che compongono il bilancio in uscita.
All’inizio di questa crisi il Presidente della repubblica del Messico dispose la riduzione del dieci per cento del proprio stipendio, di quello dei ministri e dei dirigenti pubblici. Probabilmente, per caduta, il taglio avrà riguardato anche gli altri livelli (medio alti) del pubblico impiego in quel Paese.
In Italia oltre ai tagli lineari e ai blocchi contrattuali non abbiamo visto nulla che mostri effettiva capacità di sacrificio da parte delle classi dirigenti ( quella dell’area pubblica e di quella privata, non solo di quella politica).
Mentre crolla Pompei, si allaga il Veneto e Napoli viene coperta ancora una volta dalla spazzatura, tutti sono lì a chiedere il sostegno dello Stato. Ai voglia di parlare di federalismo, qui vogliono sempre lo Stato che paga e si indebita, nulla cambia.
Sarebbe bello se nella discussione pubblica si cominciasse a raffrontare le cose facendo nomi e cognomi, circostanze e scelte. Quanti sindaci chiedono i soldi dello Stato e non sanno rinunciare ad una “Notte bianca”? Quanti sindaci non sanno rinunciare alla Piedigrotta con Elton Jhon, mentre non fanno la raccolta differenziata? Quante regioni finanziano la “Fabbrica delle veline” mentre i trasporti pubblici sono da terzo mondo?
Quando realizzeremo che i due milioni di Faziofabio non sono più possibili per un’azienda che macina debiti giorno per giorno?
Bisognerebbe parlare in questi termini mettendo a confronto realtà che ormai sono notevolmente distanti ed ingiuste, ma non possiamo farlo perché qui molti precari sono in attesa dell’indennità di disoccupazione, del reddito di cittadinanza, del sussidio, cioè di quelle mance che servono a tenere buona la plebe.
Ieri Niki Vendola in televisione, da Faziofabio, ci addottorava sui sinonimi della parola “gay”. E questa sarebbe la sinistra estrema?......siamo davvero alla frutta!
direi....macedonia di frutta ...andata pure a male--maleodorante!!!
RispondiEliminae buona notte a tutti/ g.G.