mercoledì 3 novembre 2010

Cavalieri libertini



La Nadia Macrì, protagonista del quotidiano scandalo giornalistico giudiziario che coinvolge il Cavaliere afferma”Quella sera c'era una grande festa a casa Berlusconi. C'erano persone famose, cantanti, imprenditori, avvocati, notai. Poi gli altri andavano via e solo noi ragazze ci alternavamo con il presidente".
Eugenio Scalfari nel suo articolo del 5 ottobre scrive”L'amore romantico non è scomparso ma è divenuto mobile. Sempre più raramente dura per tutta la vita. Si realizza nella fase iniziale dell'innamoramento, si trasforma dopo qualche tempo in affetto e poi in amicizia. Infine la coppia si scompone e si ricompone con altri soggetti e altri innamoramenti. Sono segmenti di amore romantico al posto della linea retta dell'amore ottocentesco. È a questo punto che l'amore verso l'amore riacquista peso e può - potrebbe - intrecciarsi alla solidarietà laica e alla «caritas» cristiana verso il prossimo, con uno spessore sociale in grado di soverchiare l'egoismo esasperato e l'amore egolatrico verso il proprio ombelico. Questa è la scommessa affidata al futuro: un mondo dove l'essere assume una curvatura erotica capace di avere la meglio sull'istinto del potere.”
A questo punto sarebbe facile dire che le cose combaciano, ovvero la cultura laica e libertina tanto caldeggiata dal vate Eugenio, viene praticamente vissuta, sia pure in forme boccaccesche, dal Berlusconi. Laddove i potenti raffinati, della stampa, della politica, delle comunicazioni e dello spettacolo, nascondono, celano, con parole d’ordine, magari come nel film di Kubrick, il Cavaliere rende tutto più facile, più semplice, scherzoso.
Tutto qui?! Cos’altro c’è?
Rimane sempre la convinzione che certo cinema e certi registi,non parlano a vanvera e loro rappresentazioni non sono altro che suggerimenti, tracce, sono delle aperture di finestre su mondi non conosciuti, ma che pure esistono. Il “politicamente corretto” non ammette che si parli di queste cose e dunque i grandi autori, sfidando il conformismo dilagante che caratterizza l’informazione, ci offrono delle letture significative, apparentemente fantasiose, di quello che non si vede, di quello che non si dice.
Dopo aver girato “Eyes wide shut” il regista Stanley Kubrick improvvisamente morì, forse aveva detto troppo.

1 commento:

  1. un film fantastico e pieno di significati,
    trovandomi daccordo con la tua puntuale analisi
    santa notte...con i ns, platonici ma reali amori...G. Grimaldi

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