giovedì 13 maggio 2010

Miracolo

Un bambino olandese è sopravvissuto ad un disastro aereo, l'unico di 104 passeggeri.
Si grida al miracolo, ma cosa ne pensano i 103 morti e i loro parenti?
L'evento miracoloso è sempre ed anche una tragedia che testimonia l'arbitrarietà del nostro destino.
Sia che lo governi il caso, sia che lo decida un dio.

mercoledì 12 maggio 2010

Vangelo e banche

"Servo malvagio, perchè non hai consegnato i miei soldi ad una banca? Me li avresti restituiti con gli interessi"

Vangelo secondo Luca

Ancora lui

Mentre la crisi impazza, il mondo crolla, i vulcani scoppiano e le cavallette avanzano ci tengo a informarvi che De Mita vuole un altro assessore.

martedì 11 maggio 2010

Tanto rumore per nulla

Saremo tutti più poveri, ci vorremo tutti più bene e faremo di nuovo il pane in casa.
I nostri figli avranno meno cose fuori e molte più cose dentro, non abbiate paura.

semplicità

Da Seneca a Coelho, da Tolstoj a De Sanctis: la semplicità
E’ ormai chiaro: la crisi è sistemica e lo sarà sempre di più.
Ora , pur usando l’essere umano tra il 3 ed il 7-8 % delle sue potenzialità intellettive, spesso le usa male o per dimostrare che è più intelligente si avventura in analisi tecnico-culturali-filosofiche che servono solo a tentare di impressionare gli altri magari usando termini e citazioni “colte” (vecchio e abusato vizio di antica memoria nella professione medica).
I fatti spesso sono più semplici e devono essere raccontati con semplicità in quanto tutti (patrizi, plebei, dotti, ignoranti, operai, professionisti,contadini…..etc…) hanno il diritto di capire e di condividere , apprezzare o rigettare un ragionamento.
E’ un mio vecchio pallino che trovava spesso confema nel mio ruolo di funzionario regionale dove spesso le delibere erano costruite con il preciso intento di confondere le idee estremizzando questa tecnica fino al punto di poter consentire al politico di turno la più conveniente delle interpretazioni.
Ma torniamo al punto.
Da anni ormai la borsa sale, scende, si inventano attentati, si svendono o si mandano in crisi intere nazioni, si invocano governi forti nella piena consapevolezza che i singoli governi e la stessa UE o anche l’America non contano niente, ci si arrovella in approfondimenti politico-culturali sulla fine del comunismo e/o sulla imminente fine del capitalismo, si teorizza sulle colpe di un capitalismo malato che consente sempre di più l’arricchimento di pochi a sfavore di molti.
Molti fatti veri , moltissimi falsi problemi…………. tutti sicuramente secondari.
La realtà è più semplice, banale, irreversibile: la ricchezza si sposta e si sposterà sempre di più verso paesi a basso costo di manodopera e/o ricchi di materie prime (questo indipendentemente da chi gestirà nei prossimi anni il processo).
Per secoli abbiamo sfruttato e umiliato ¾ del Mondo ora il trend si inverte………..era nella logica dei fatti e della storia.
Loro produrranno e noi consumeremo spostando inevitabilmente inimmaginabili quantitativi di ricchezze.
E’ inutile e anche stupido resistere, bisogna adeguarsi.
Il nostro, oltretutto, è un Paese privo di fonti energetiche fossili, uranio e senza materie prime e questo ci rende ancor meno competitivi a livello globale.
E allora? Allora dobbiamo rassegnarci a un impoverimento progressivo e irreversibile?
Ragioniamo.
E’ pur vero che la produttività si sposterà verso altri continenti e/o paesi, ma insieme ad essa si sposteranno tutti i fattori inquinanti ad essa legati indissolubilmente e noi, considerate le peculiarità dell’habitat complessivo del nostro Paese(sole, mare, un clima stupendo, campagna fertile, risorse idrogeologiche, la storia), potremmo sfruttare questa occasione per fare in modo che l’Italia possa diventare un enorme museo della storia ed una grande fiera della efficenza ecologica internazionale e del turismo sostenibile specializzandoci in quelle attività per le quali abbiamo le materie prime e scambiando i nostri prodotti e servizi, con i paesi che hanno prodotti di altre materie prime.
Attenzione, già oggi la Germania in qualche modo, non avendo le nostre stesse peculiarità, sta perseguendo questa strada.
Noi possiamo fare prima e meglio, possiamo vincere facilmente la sfida dell'autosufficienza, ma dobbiamo immediatamente recepire che, per quanto a molti non possa piacere , l’unica salvezza sta nello scegliere un modo di vivere più efficiente,più autosufficiente, più sano, più ecologico,più intelligente.
Insomma, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, lo Sviluppo Sostenibile non è più una scelta, è oramai una assoluta necessità.
Meditate gente, meditate!

sabato 8 maggio 2010

Civis romanus sum

I greci sono brutti, sporchi e cattivi; hanno falsificato i conti; vivevano al di sopra dei propri mezzi. Ben gli stà. ….E diciamola fino in fondo: non sono illuminati dalla Grazia dei banchieri e dei cittadini osservanti e devoti. Sono nati sfigati e sono falliti…..erano predestinati!!!
In questi giorni se ne sentono di perle di saggezza dettate dallo sciocchezzismo di massa, alimentato come sempre dalla Fede nella globalizzazione del profitto.
Anche statisti di primo ordine vedono come fastidiosa circostanza quello che sta avvenendo in economia: “Siamo di fronte a un brutto colpo di coda della crisi finanziaria ed economica mondiale” ha detto il presidente della Repubblica, Napolitano. Sembrano le stesse parole di quell’altro che disse: “Il crollo è avvenuto sei mesi fa, sono convinto che il peggio è passato” (Herbert Hoover, Presidente degli Stati Uniti, 1 Maggio 1930).
Bisogna ascoltare un gran commis (di quelli che effettivamente comandano, anche se nessuno li ha eletti) per capire qualcosa: «Attenzione – ha detto Jean-Claude Trichet, presidente della BCE – siamo di fronte a una crisi sistemica».
E’ vero, sta fallendo il sistema dell’economia del massimo profitto, a favore dei pochi e a danno di tanti altri, un sistema che impone disuguaglianze politicamente corrette, da accettare come frutto di Verità indiscutibili e scelte ineluttabili; insomma una vera e propria Religione che si è fatta strada nei decenni scorsi senza che nessuno l’abbia mai discussa o contestata.
Duemila anni fa si poteva con orgoglio dire “civis romanus sum” per pretendere il rispetto del patto di cittadinanza tra individuo e Stato, oggi il cittadino greco…..o italiano, chi e cosa deve invocare per aspettarsi tutela per i suoi diritti fondamentali, se tutto è rimesso alla logica del profitto e del “mercato”?
Come si tutela in questo contesto la dignità del lavoratore, la possibilità di iniziativa economica, la tutela delle formazioni sociali, la cultura, il rispetto dell’ambiente, tutte situazioni da rendere possibili e attuabili secondo la Costituzione italiana, se tutto è compromesso e deciso a livelli distanti dal cittadino e da organismi che non rispondono democraticamente ai cittadini-elettori?
Gli statisti che ci hanno governato negli ultimi anni, quelli che hanno fatto a gara a sfasciare il patrimonio pubblico e che hanno regalato reti di servizi ai soliti amici, hanno determinato anche questo capolavoro: non sappiamo oggi a chi rivolgerci, con chi discutere, con chi protestare.

mercoledì 5 maggio 2010

150° Unità d'Italia



Sopra: cosa immagina il giornale inglese "The Economist".

Sotto: quello che pensava un alunno nel 1961 (100°Unità d'Italia).

" Tutti i parenti miei stanno in America e io pure ci andrò, appena finita la scuola.
Il mio paese, qua in Italia, è solo provvisorio: il vero Pontelandolfo sta oltre Oceano, nel New Jersey degli Stati Uniti.
Mio zio ha fatto la guerra nel Pacifico nei marines e un altro zio sbarcò a Salerno e venne pure a trovarci portando ogni ben di Dio.
Qua tutti vanno in America, per tradizione, e mi hanno raccontato i nonni che una volta Pontelandolfo fu distrutto e messo a fuco perchè i paesani erano briganti. Da quella volta tutti furono emigranti.
Molti fecero fortuna come cittadini americani, però non hanno mai dimenticato l'origine e il paese. Per noi New York è più vicino di Milano e sappiamo l'inglese meglio dell'italiano.
A scuola ci hanno detto che cent'anni son passati dall'Unità d'Italia. Cent'anni sono tanti e noi non ce ne siamo accorti."

mercoledì 28 aprile 2010

Politiche per la casa

Questa vicenda raccontata dal quotidiano “La Stampa” e verificatasi in un piccolo Comune piemontese spiega tante cose a proposito del “costo della casa”.
“Un avvocato che riceve i clienti al terzo piano? Non se ne parla nemmeno. Protagonista della paradossale vicenda è Monica Pelissero, avvocato di Pino Torinese, che lavora in città da più di dieci anni. «I proprietari mi hanno comunicato di non poter più affittare l'alloggio che occupavo dal '98, e dopo lunghe ricerche ho trovato questa soluzione, che mi permette di mantenere lo stesso civico: indispensabile per non perdere la corrispondenza». L'avvocato sale quindi al terzo piano. Fino alla scorsa settimana nessuno si era mai lamentato del trasloco. I rapporti con l'amministratore e gli inquilini del palazzo sembravano ottimi. Poi qualcosa è cambiato. «Giovedì scorso mi trovavo in Tribunale per un'udienza. La segretaria mi ha chiamato in lacrime: era appena arrivato in ufficio un geometra del Comune, accompagnato dai vigili urbani. Hanno spiegato che era stato presentato un esposto, e che avevamo due mesi di tempo per spostare l'attività in un'altra sede. Andavano bene anche gli scantinati».
Può essere questo il modo di affrontare il “costo della casa” nei Comuni dove impazzano le attività commerciali e di servizio? Magari si potrebbe disincentivare o incentivare i diversi usi modulando le aliquote ICI e TARSU. Chissà, di certo la costruzione di nuove case non può essere l’unica soluzione.

Deutschland uberalles

Ai tedeschi l'Europa ha permesso la riunificazione, ma il vizietto di fare guai loro non lo hanno perso, cinquanta anni fa con le guerre lampo oggi con la tirchieria.

lunedì 26 aprile 2010

File conformiste

Code per un provino al Grande Fratello, code alla mostra di Caravaggio: nessuna differenza, lo stesso insopprimibile desiderio di essere come gli altri.

sabato 24 aprile 2010

Il federalismo a Casal di Principe (e dintorni)

A Casal di Principe appena chiuse le urne sono scattate le perquisizioni degli inquirenti per verificare ipotesi di voto di scambio e di infiltrazioni camorristiche. L’amministrazione comunale di Casale è già stata sciolta diverse volte per infiltrazioni, altre volte sciolta per dimissioni. Il Partito democratico non ha partecipato all’elezione. Insomma il quadro è allarmante anche sul piano della normalità istituzionale e democratica dei governi locali. Tuttavia che ci siano pericoli di infiltrazioni, commistioni e lotte di interessi è realtà di tante altre amministrazioni locali o di livello superiore. Cosa fare? Il problema si acuisce con la prospettiva di un federalismo voluto fortemente al Nord e che si vuole importare anche nel Mezzogiorno, senza considerare da parte di tanti che l’innesto di questa novità provocherà una maggiore conflittualità su governi locali che ormai vengono visti come i soli dispensatori di ricchezza, in assenza di una valida e diffusa imprenditoria.
Per le amministrazioni locali sarebbe il caso di immaginare (piuttosto che commissariamenti di autorità che nulla di buono producono) delle sottrazioni durature di competenze. Si potrebbe prevedere che il tal Comune funzioni ordinariamente ma che la programmazione urbanistica o le assunzioni o le procedure di appalto siano accentrate presso organi statali, come le prefetture. Risulterebbe meno appetibile la corsa della camorra o dei colletti bianchi alle poltrone pubbliche, pur rimanendo la conduzione degli enti pubblici nell’alveo della normalità.
Sul piano generale la realtà dei governi locali è allarmante e non riguarda solo le zone più oggetto di attenzione. Il quadro si è deteriorato per una sciocca autonomia di tipo aziendalistico che si è voluto dare agli enti locali. In assenza di controlli efficaci i comuni stanno per esplodere o per bancarotta o per malaffare e la camorra è solo uno dei problemi, non l’unico. Chissà cosa succederà col federalismo!

sabato 17 aprile 2010

Cooperative edilizie

Nel Comune di Neolandia si va all’attuazione del piano di edilizia pubblica (Peep).
Secondo le migliori esperienze in materia, si segnala qui l’art. 3 del Bando relativo ad una procedura già attuata.Si prevede l’assegnazione in diritto di proprietà, con i criteri previsti dalla legge, dei lotti edificabili previsti dal Piano. A richiesta si potranno pubblicare gli ulteriori articoli.
“Ai fini della scelta e dell’individuazione degli aventi diritto all’assegnazione dei singoli lotti si procederà ad una selezione alla quale partecipano direttamente i singoli cittadini, i quali avranno l’obbligo di unirsi in cooperativa edilizia, nei modi e forme di legge, entro giorni 60 dalla data di pubblicazione della graduatoria definitiva. A tal fine ciascun richiedente nella domanda di partecipazione dovrà indicare in ordine decrescente i lotti di gradimento e dovrà rendere esplicita dichiarazione di assunzione dell’obbligo di costituirsi in cooperativa con gli altri aventi diritto al lotto. Saranno selezionati i soggetti che avranno ottenuto il punteggio più alto secondo i criteri del presente bando e sino alla concorrenza del numero degli alloggi da realizzare, fatta salva la riserva prevista all’art. 5. La cooperativa ha l’obbligo di assegnare in proprietà un alloggio ad ogni socio.”

sabato 10 aprile 2010

Parchi urbani

Se solo si volge lo sguardo della memoria a pochi decenni fa possiamo ancora ricordare i segni tipici di una presenza urbana fatta di paesi di poche migliaia di abitanti e distanti l’uno dall’altro, intervallati da campagne alberate o seminate, canali d’acqua e stradine interpoderali.
Un’altra storia. Magari c’è chi si ricorda di averci fatto il bagno d’estate in quei canali, quando l’acqua era ancora limpida e altri ricordano in quei campi la scampagnata dopo il carnevale.
Molte amministrazioni in Italia stanno assicurando la presenza di zone libere dalla edificazione mediante la individuazione di parchi urbani o, meglio ancora, di parchi agricoli che siano di tutela per la residua agricoltura praticata in zona e che siano anche utili per tutto quello che si associa alla esistenza di aree libere a verde. Il parco urbano o parco agricolo consente la persistenza di tradizioni, di attività sportive semplici e consente la possibilità di passeggiare in libertà senza essere rinchiusi dalle cancellate di una villa comunale.
La produzione di ortaggi e verdure può avere uno sbocco commerciale sicuro e conveniente per il vicino centro abitato e può essere aiutata dall’Amministrazione anche attraverso esenzioni fiscali.
In una situazione caotica come quella che si rinviene intorno alle aree metropolitane può essere quello dei parchi urbani l’ultimo strumento per tutelare ambiente ed economia in termini accettabili per tutti.

sabato 3 aprile 2010

Il trionfo di Mammona

Se è lecito occuparsi di questioni un po’ lontane da Caldoro e da De Luca appare opportuno considerare quanto sta accadendo in queste settimane ed in questi giorni intorno alla Chiesa e al Papa.
Senza entrare in particolari che potrebbero essere analizzati sicuramente sul piano dell’accertamento giudiziario o su analogie di comportamenti con ambienti ( religiosi o non) ove pure si manifestano problemi di omosessualità (dato che prima di tutto di questo si tratta) appare interessante riflettere invece sul meccanismo ormai ben conosciuto con il quale i potenti accerchiano, lacerano e distruggono chi si oppone alle loro voglie di conquista.
Sono gli stessi che hanno invaso e distrutto l’Iraq con prove false, che arrestano e torturano, che non distinguono tra colpa personale e colpa collettiva, che occupano e bombardano paesi e popolazioni al fine di allargare il “mercato” ed "esportare" la democrazia, sono gli stessi che in questi giorni hanno messo nel mirino chi rimane come ultimo ostacolo per le ulteriori conquiste di dominio militare e finanziario del mondo.
Sono gli stessi che hanno cancellato civiltà preesistenti , che hanno piegato nazioni e popolazioni, quelli che non tollerano limiti ed identità (che siano famiglia, religioni, nazioni, culture o tradizioni) al dispiegarsi del potere assoluto (un potere frammisto di voglia di denaro e mistica millenarista) sono gli stessi che oggi mirano al linciaggio di chi rimane come ultimo ostacolo, seppure disarmato, ma comunque da abbattere e rendere inoffensivo.
Guai a porre dubbi sull’economia dei potenti, a invocare attenzione alle popolazioni bombardate, ai derelitti e ai torturati, prima o poi la stampa ti mette sotto, meglio occuparsi e dividersi su D’Addario e Noemi, che al resto ci pensa Mammona.

giovedì 1 aprile 2010

Si galleggia.

L’aumento dell’astensione e la frammentazione del voto tra tante liste disegnano un Paese che non ha un sistema condiviso e nemmeno partiti con una prospettiva credibile di ampio respiro.
Si vota per la gestione del potere e sono determinanti le aggregazioni che qui o là mostrano di garantire ritorni sicuri.
Condanne , decadenze, tutto inutile, basta stare nel giro giusto e l’elezione è garantita.
Non si riesce più a distinguere tra i contenitori politici maggiori, Pd e Pdl, avendo la sensazione che entrambi fanno a gara a chi serve meglio i desideri dei potenti.
Se non ci fosse la garanzia di una legge elettorale nazionale che costringe gli elettori verso i due partiti contenitori avremmo un parlamento di minoranze e tuttavia corriamo il rischio di essere governati da una minoranza che dalle urne esce maggioranza per effetto di premi e quote che risultano del tutto irragionevoli.
Un sistema che non garantisce omogeneità tra centro e periferia non può reggere per molto e la moltiplicazione dei centri di spesa con l’assenza dei controlli costituisce il viatico per avvicinarsi sempre più al baratro.
Auguri a tutti, nonostante tutto.