Non perché lo dice Casaleggio, il “guru”
amico di Grillo, ma è la recalcitrante incapacità della classe dirigente a mettere
benzina sul fuoco delle rivolte prossime a verificarsi. Il profeta a cinque
stelle teme per l’autunno. Forse, magari più oltre, perché la capacità, al
contrario di chi vive male questi tempi è davvero stupefacente, colpa e merito
probabilmente dei rivoli della spesa sociale che, attraverso pensioni di
invalidità e sociali, la cassa integrazione, qualche soldo attraverso la
formazione professionale, ancora giunge nelle tasche degli emarginati o passa
dai padri ai figli. La capacità di milioni di italiani di vivere
“provvisoriamente” è stupefacente, a Napoli la chiamavano “economia del
vicolo”: ci si arrangia con le mance e con qualche traffico più o meno
illecito.
Bene illustra la situazione Ilvo
Diamanti:”Così viviamo tempi provvisori. Di passaggio. Verso non si sa dove né
cosa. Sicuramente, senza più futuro. Perché il futuro è stato abolito, dal
nostro linguaggio e dalla nostra visione. Finite le ideologie, che sono
narrazioni di lunga durata. Oggi tutto è marketing. Storie e slogan. Da
rinnovare di continuo. Il futuro: se ne sta fuggendo insieme ai giovani. Anche
su questa "provvisorietà" si fonda il potere di Letta. Il punto di
equilibrio di una maggioranza in equilibrio instabile. Che deve mantenere
l'equilibrio, un giorno dopo l'altro. Per non precipitare. Insieme al governo
di questo "Paese provvisorio" (titolo di un saggio profetico di
Edmondo Berselli).”.
Renzi, con Grillo (i fighetti
inorridiscono a questi accostamenti) ha proposto di sottrarre qualcosa ai
pensionati d’oro, quelli che nulla o poco hanno perso da quando è iniziata
questa interminabile crisi. Sono quei pensionati (pubblici) che godono di
cospicue pensioni determinate con criterio retributivo e non contributivo (che
è oggi la regola per tutti). Sono quelli che ricevono pensioni pari all’ultimo stipendio
ricevuto, a prescindere da quanto effettivamente hanno versato. Sono parecchi,
hanno governato il Paese, si sono fatti con il loro potere di decisione e di
persuasione leggi di tutto vantaggio. Non
sono e non sono stati ininfluenti nel determinare le ragioni della crisi, anzi. Gli
alti stipendi in Italia hanno valore corruttivo: ecco un bel tema da
approfondire e sul quale si dovrebbero cimentare Travaglio, Saviano, Cantone ed
altri; chissà se ne avranno coraggio mai. Lo scandalo della sanità, per dire di
uno dei comparti ove la spesa pubblica raggiunge i vertici dell’inefficienza,
dei costi irragionevoli e del favoritismo per i “privati”, come può spiegarsi
se non con il silenzio e l’inazione di funzionari e dirigenti pubblici comprati
a peso d’oro con mega stipendi e mega pensioni? Ai nostri scienziati del male
non viene mai il dubbio che la corruzione è favorita dall’opulenza dei pascià e
dei mandarini di Stato?
Perché queste proposte di riduzione della
spesa pubblica non hanno successo?
Perché il blocco politico sociale che
governa il Paese non può accettare che i sacrifici partano dall’alto, è insito
nella cultura di governo di questo Paese(cultura che, in fretta, negli ultimi
anni, ha messo da parte valori, ideologie e chiese). Si è fatto largo il
principio che i sacrifici li debbano fare gli anonimi, i paria, quelli che sono
lontani dalle leve del potere.
I detentori del potere in Italia mostrano
di essere sovrani perché si pongono in posizione di eccezione; essendo potere
decidente scelgono di governare in deroga ai principi che valgono per tutti:
basti pensare alle lezioncine sulle regole del “mercato” che dovrebbero valere
per tutti gli altri.
Sulla proposta di Renzi si teme un
ulteriore responso negativo della Corte costituzionale, che già ha mostrato di
non gradire riduzioni di spesa per i potenti, il tutto ragionando sul filo
della ragionevolezza, della legalità e così via. Il tutto mentre l’economia
arranca, la gente si impicca, e si avvicina il tempo in cui le tasse crescenti
poste a salvaguardia dei privilegiati, ridurranno il gettito tributario.
Capita anche questo in Italia. Mentre la
Corte costituzionale tedesca stabilisce la prevalenza della Costituzione
germanica sui trattati europei, da noi la Corte difende i portafogli più
ricchi: davvero coraggiosa. Coraggio espresso nei giorni in cui si registra che il rapporto
debito/Pil ha raggiunto quota 130,3%.
Il problema è che, la storia lo insegna,
se le istituzioni non hanno la capacità di guardare con occhi nuovi le
situazioni nuove, il disagio crescente percorrerà altre strade. Sarà la
democrazia sostanziale a farsi largo tra i moniti, le furberie e gli
azzeccagarbugli. Come è sempre successo.
Nessun commento:
Posta un commento