
Ci siamo. La Casta trema perché vede le risorse finire e senza preoccuparsi dei sucidi e dei fallimenti che stanno lì a dimostrare la drammaticità della situazione, esplode in invettive, minacce e aizza alla persecuzione.
La cosa risulta ancor più evidente quando l’invocazione all’odio senza ragione e senza distingui viene dal Colle più alto. E’ sempre Lui, che si tratti di sterminare i popoli slavi (la Russia) perché non sono abbastanza civili (1942) o gli ungheresi perché sono elementi della reazione (1956) o quelli che non manifestano abbastanza entusiasmo per i disegni globalisti e soprattutto non mettono mano al portafogli, il Capo denuncia, invoca, minaccia. Senza guardarsi intorno, senza tenere conto di un apparato pubblico che vive nell’opulenza e non si sottrae alle corruzioni sempre più diffuse (evasori anch’essi).
Nei momenti di maggiore crisi, le caste e i potenti non sono distinguibili dai contrabbandieri, dai borsaioli e dai malviventi. La legge della giungla suggerisce di arraffare quanto di più è possibile, perché del domani non c’è certezza. In questi frangenti sono favoriti, perché nel dna vi sono caratteri propri della capacità di prevaricazione.
E’ l’eterno ritorno della fuga dalle responsabilità che caratterizza la classe dirigente di questo Paese, che nei momenti cruciali da calci agli altri per salire sull’ultima nave o aereo disponibili.
Il Capo potrebbe almeno associare gli evasori (quelli significativi li conosce, magari li decora con cavalierati e medaglie) agli spoliatori di Stato. Neanche per sogno, chi ha una logica imperiale non si priva del fasto di principi e duchi che circondano la Reggia, il problema è tutto dei poveracci che non contribuiscono abbastanza con le loro risorse, anche se faticano a campare. Dalle logiche imperiali alle reminiscenze politiche, il Capo sa che i dirigenti dello Stato e del partito devono vivere bene: hanno diritto alle auto blu e ad autisti gallonati, alla dacia gratis e ai negozi riservati, alle svendite di immobili statali a prezzo di favore e ai posti riservati per figli e amici. Se qualcuno ostacola questa favola terrena evidentemente è un nemico del Popolo. Và fucilato!
Parlare di spending review? finanziamento ai partiti? Tutto inutile. Con questi capi e sottocapi, che grattano che nemmeno nella Napoli di Malaparte si può leggere, che fai? Non è nemmeno possibile difendersi contro la prevaricazione e le ruberie, si sono blindati: costa talmente tanto ricorrere ai giudici che lo sperpero e la corruzione non trovano ostacoli. L’hanno fatto di proposito.
Confortano i commenti di gente comune che giorno dopo giorno si rende conto della serietà della situazione e della inadeguatezza dei capi e sanno anche che i commentatori ufficiali stanno dalla parte dei potenti e che con quello che grattano, riverenti e ossequianti, è inevitabile il loro grido di approvazione: "il Capo ha sempre ragione!".
Sono i moderni arlecchini, beati chi li legge.
P.s. per il Capo : "Vi è una situazione per cui il contadino ha paura di farsi un tetto di lamiera perché teme di essere dichiarato kulak, se acquista una macchina cerca di fare in modo che i comunisti non se ne accorgano. Le tecnica avanzata è divenuta clandestina […] oggi questi metodi ostacolano lo sviluppo economico. Oggi dobbiamo eliminare una serie di restrizioni per il contadino agiato da un lato e per i braccianti che vendono la propria forza lavoro dall’altro. La lotta contro i kulaki deve essere condotta con altri metodi, per altra via […] A tutti i contadini complessivamente, a tutti gli strati di contadini bisogna dire: arricchitevi, accumulate, sviluppate le vostre aziende. Soltanto degli idioti possono dire che da noi deve sempre esserci povertà. " (Nicolaj Bucharin, rivoluzionario e dirigente del PCUS purgato da Stalin nel 1938). Il Capo dovrebbe ricordare queste cose.
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