
Ancora una volta a dividersi su Berlusconi, in conseguenza di una sentenza della Corte costituzionale che rappresentata l’ennesima puntata della vicenda di un uomo che non dovrebbe essere leader politico, né capo del governo, perché già titolare di un forte potere economico. In un Paese ordinato non si discuterebbe dei fatti personali di un leader politico, gli si rinfaccerebbe la sua totale incompatibilità con l’esercizio del potere… altro che conflitto d’interessi!
In ogni caso la Corte, non essendo un normale Tribunale, si è posta in qualche modo la necessità di considerare possibili forme regolate dalla legge di salvaguardia delle funzioni pubbliche di governo. In altri stati ciò è previsto ed è difficile oggi non prevederlo in Italia, visto che sono saltati gli equilibri tra le istituzioni e si corre il rischio, per tanti, di esercitare il governo tra un’udienza e l’altra.
In Paesi ordinati forme di tutela per chi esercita funzioni pubbliche sono espressamente previste: chi non ha presente i tanti casi, per esempio, in cui i presidenti degli Usa sono stati giudicati da commissioni speciali, piuttosto che nelle aule di un tribunale?
Nei Paesi dove vigono sistemi elettorali maggioritari e dove vi sono forme di elezione diretta del capo del governo (in maniera esplicita o per prassi) l’unico modo per cambiare la guida del governo è quello di sciogliere la legislatura. In Gran Bretagna Blair propose l’intervento armato in Iraq avendo buona parte della sua maggioranza parlamentare contro e attingendo a piene mani ai voti dell’opposizione, dopo di che la legislatura continuò normalmente. Chi ha voluto fortemente o ha accettato furbescamente l’indicazione del capo del governo sulla scheda elettorale non può un giorno si e l’altro anche andare alla ricerca di occasioni per stravolgere la maggioranza.
In un paese ordinato (ma il discorso non riguarda solo l’Italia) la presunta sinistra si darebbe da fare per eliminare le tante distorsioni nelle retribuzioni pubbliche, gli sprechi e le ingiustizie che si propongono sulle ali della globalizzazione o in nome del Mercato sempre e solo a carico degli sprovveduti e dei deboli.
In un paese ordinato la destra darebbe esempio di morigeratezza e di attaccamento a valori fondamentali tra i quali vi è anche la parsimonia nell’agire pubblico,.
Tutto questo in Italia non avviene, non c’è perché in fondo va bene così a molti, se non a tutti, né potrebbe essere altrimenti, perché a destra e a sinistra non ci sono culture politiche, ma solo circoli d’interessi a caccia di carriere a carico delle casse pubbliche. Del resto, avendo buttato a mare l’armamentario della dottrina sociale della Chiesa e il pensiero umanitario socialista non si comprende come si possa rispondere da parte del PD ai numeri e agli ultimatum di Marchionne. Se da questa parte c’è il nulla e dall’altra c’è un pensiero elaborato ed organizzato la partita è persa già dall’inizio.
Mentre il Sudamerica ed il Nord africa si mobilitano e mostrano di avere capacità di risposta alle angherie dello sfruttamento organizzato sul piano internazionale, qui da noi tutto si assorbe e tutto si digerisce nella mucillagine già individuata dal prof De Rita, ove una strana alleanza si è formata tra i rappresentanti numerosi della Casta ed il bidello precario, una nuova classe sociale che è presente solo Italia, ove il precario a basso costo sa di essere sulla stessa barca del grand commis ad alto prezzo e insieme si tengono per mano.
Senza bussola e senza culture l’Italia mostra di essere solamente un Paese disordinato e a questo punto vale il consiglio di sempre: si salvi chi può.
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