venerdì 31 dicembre 2010
Te Deum laudamus
A quest’ora dell’ultimo giorno dell’anno si può celebrare l’inno di ringraziamento per i mali correnti dei nostri tempi. Così come un tempo si enunciavano lodi per il buon raccolto di grano o uno scampato pericolo, oggi, laicamente, leviamo lodi per non essere stati raggiunti dalla cartella pazza, dall’avviso per la tassa rifiuti, dall’accertamento di questo o quel tributo. Almeno per gli accertamenti che si prescrivono in annualità, per questo che giunge a conclusione, è finita. Poi si vedrà, per il momento: lodi, lodi,lodi.
Per i Maestri dei Bamboccioni sembrerà strano ed anche blasfemo, ma così come avvenne alla fine dell’Impero Romano dobbiamo rivolgerci alla sfera spirituale per trovare uno stato di grazia almeno per un giorno. Il monachesimo infatti nacque anche per sfuggire alle angherie del fisco al servizio della classe equestre, sempre più esoso.
Poi si vedrà, tra pochi giorni ricominceremo col canone Rai (è sempre la prima tassa, anche se modesta; ma se si pensa a certi ingaggi….).
I Maestri dei Bamboccioni e i soloni della legalità a carico degli altri non vivono la condizione dei tanti che anche in questo Paese debbono fare i conti con un fisco vorace che tutto mangia e tutto stritola pur di mantenere in buone (a volte floride) condizioni la Casta che decide. I Maestri che incitano i Bamboccioni e che affermano che “pagare le tasse è bello” non si collocano sul Mercato, vivono al riparo dalle tempeste e pretendono le gabelle, una, due volte, anzi tre, come pretendevano dal Troisi proiettato nel Medioevo.
E’ di questi giorni la disavventura raccontata dal costituzionalista Michele Ainis che si è visto rifiutare un mutuo dalla banca perché il suo immobile era oggetto di un’ipoteca accesa dall’Equitalia per tasse (per poche migliaia di euro) non pagate e di cui non era stato avvisato. Le disavventure che vivono i cittadini e le imprese sono tante e non c’è spazio per sicurezza alcuna basata sul comportamento corretto, perché sanzioni ,anche per violazioni formali, fioccano comunque. Né c’è tregua per la crisi economica che imperversa, i gabellieri moderni pretendono tutto, compresi interessi e sanzioni. Roba da usura.
Con la partecipazione degli agenti sull’utile della riscossione e la “esternalizzazione dei tributi” c’è poco da sperare, molti ci guadagnano. L’ultimo affare, l’ultimo assalto alla diligenza pubblica, la famigerata “esternalizzazione dei tributi” sta dando già i suoi frutti e così le glorie della gestione dei rifiuti a Napoli saranno replicate dalle nuove glorie della tassazione sui rifiuti e su gli altri tributi.
Cosa ne sanno i Maestri dei Bamboccioni e i faraoni posti al vertice della piramide burocratica delle cinghie che si stringono e dei redditi che si assottigliano? La Casta non mostra smorfie di dolore, né pietà: quello che è suo è suo e non c’è crisi che tenga.
Sarà il cappio troppo stretto al collo del mondo produttivo a minare le fondamenta della piramide?
Chissà, nel frattempo si sentono strani scricchiolii per l’accordo Fiat. Il Marchionne dal maglioncino blu ha suonato la campana: la Polonia e la Serbia sono arrivate in Italia.
Il Mercato si allarga…la Casta trema!
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