sabato 7 aprile 2012

Totò truffa, sempre più attuale.


Non è l’inchiesta su Bossi e la Lega la notizia della settimana, è un’altra ma è stata relegata nelle pagine interne dai giornali che contano.
Premessa. Bossi e la Lega erano e sono elementi estranei al genio italico. Incapaci come sono apparsi di portare effettive novità nel sistema Paese si sono limitati al folklore celtico e a decisioni che hanno prodotto, contrariamente alle premesse, maggiori disastri finanziari. Basta pensare al federalismo tanto declamato e tanto imitato dal coro di altri movimenti politici. Il federalismo: in un paese che avrebbe bisogno ancora del sistema napoleonico di controllo accentrato!
Né Bossi, né Berlusconi hanno saputo portare a conclusione riforme vere del sistema così come dichiaravano di voler fare all’inizio dell’attività politica. Questa è la ragione del loro fallimento politico.
Per chi era legato ai valori e ai principi della Costituzione del ’47 suonavano male quelle dichiarazioni di 15-venti anni fa. Tuttavia, nonostante i tanti anni passati al governo, non sono stati capaci di liberalizzare il sistema secondo il modello americano, così come sbrigativamente si traduceva il loro intento.
Il paradosso è che quegli intenti si stanno realizzando oggi con altri governanti e con altre maggioranze, mentre loro (Bossi, Berlusconi) sono nell’angolo. Il decantato Mario Draghi ha affermato: «Il modello sociale europeo è già superato».Tutti d'accordo!
Mentre l’informazione ci sollazza con i particolari della famiglia Bossi, è passata in silenzio la vera notizia della settimana. La Commissione Giovannini, che doveva parametrare i compensi della dirigenza pubblica italiana a quella di paese europei, ha gettato la spugna, perché “i vincoli della legge, l' eterogeneità delle situazioni e le difficoltà della raccolta dati non hanno consentito di produrre i risultati attesi”. C’è spazio per immaginare situazioni alla “Totò truffa ‘62”, aggiornato alle burocrazie attuali. Addirittura nascondono le carte per sabotare l’intento del governo di stabilire limiti ai megastipendi. E questi dovrebbero governare un popolo?
Insomma, come sempre, il notabilato la sfanga. Ancora una volta ce l’ha fatta a sottrarsi ai tagli e al rigore del momento.
Con le tasse e la crisi che attanagliano milioni di persone le nostre autorità morali possono dare ordini, disporre, imporre, giudicare.
Ecco il Befera (presidente di Equitalia) più pimpante di sempre, in materia di accertamenti: «Contiamo di fare ancor meglio nel 2012: 12,7 miliardi di euro incassati l’anno scorso, con un aumento del 15,5% rispetto all’anno prima.”.
Tra un suicidio e l’altro la Casta si difende bene. Che il governo sia rosso o verde o bianco per i notabili non ci sono problemi, mentre il popolo si distrae con le vicende bossiane loro sorvegliano la cassa.
In questo sono imbattibili!

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