giovedì 14 luglio 2011

A ridatece Scoccimarro!



Si racconta (sarà vero?) che un tempo nelle sezioni di partito, nelle occasioni ufficiali, anche a livello locale, il relatore (c’era anche il relatore!) esordiva con la politica estera. Certo si usciva dalla Guerra, poi c’erano le invasioni (Ungheria, Cecoslovacchia) ulteriori guerre ”regionali” come il Vietnam, il Medioriente. E con i fatti bellici si commentavano il quadro economico internazionale, lo stato della produzione, i cambiamenti tra campagna e città, il reddito.
Non si trattava evidentemente del cruccio di chi era in attesa del “crollo del capitalismo” perché analoga preoccupazione era espressa anche in altre parti politiche, infatti De Gasperi richiamava sempre l’attenzione sulla politica estera e tale preoccupazione si mantenne costante.
A crisi ormai esplosa, verrebbe facile dire che non poteva che finire così, con una classe politica che oltre ad essere segnata strutturalmente dall’insignificanza e dall’opportunismo (sono ritornati i notabili in parlamento) dimostra di essere un ceto politico che in questi anni ha delegato le grandi scelte economiche e i disegni strategici in campo internazionale alle cariatidi delle università economiche ove il mito della globalizzazione, del Mercato truccato, era divenuto testo sacro.
Mentre il Giavazzi, l’Alesina ed altri campioni della economia predatoria formavano l’opinione pubblica attraverso schermi e giornali, i nostri discutevano del Trota o dell’ultima fesseria del Borghezio o di Bondi, preoccupandosi di tanto in tanto (quando era proprio necessario) di affermare che bisognava assecondare i “Mercati”, così,…..a pappagallo.
Ed ancora oggi, quando, di ora in ora, si aggrava il contenuto della manovra economica è desolante leggere siti e blog di ruspanti politici che si propongono per il cambiamento. Troverete (se avete voglia di dare uno sguardo) il solito sciocchezzaio di paese e mai troverete una qualche considerazione sull’inquietante realtà che ci circonda: guerre, economia, per cominciare.
No, si parla, ancora, di primarie, di “compagni o di amici”, del trota, dei ministeri al nord.
Viene voglia di dire: a ridatece Scoccimarro!

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