domenica 3 luglio 2011

Il popolo ha torto



L’aria saccente con la quale il Michele Serra tratta le contestazioni al percorso ferroviario del Tav in Piemonte spiega bene il clima dell’epoca presente dalle nostre parti. Non solo l’Italia, ma soprattutto questo Paese mostra di perdere le ragioni fondanti della comunità statale, nazionale, come essa si è formata nei secoli. L’elite acculturata e che fa informazione, fa tendenza, in questo Paese ha come obiettivo le esigenze e gli interessi dei ceti ricchi e usa la bonomia, la satira, per servirli. Questi cantori della modernità, che a dirla alla buona ragionano come i terroni del nord quando truccano l’accento e si adeguano ad ogni novità imposta dagli indigeni evoluti, hanno ormai accettato l’dea che qui non c’è nulla da salvare e che ogni sforzo non può che essere fatto in ragione della formazione di un grosso “combinat” europeo, ove ogni distinzione, diversità, deve essere eliminata.
In questi anni hanno coscientemente offuscato ogni notizia che rimarcava la perdita di sovranità dello Stato e ogni decisione che andasse a rompere norme, consuetudini, tradizioni capaci di tenere insieme i popoli. Se c’è disapprovazione rispetto a mega progetti di opere da parte delle popolazioni, disapprovazione che raccoglie vasti strati delle genti interessate, i cantori della modernità sanno bene da che parte stare, ovvero dalla parte dei poteri forti e usano le loro armi di persuasione e di derisione trattando i cittadini, tanti cittadini, come gli sciocchi del villaggio. Operazioni di grande raffinatezza, queste, che mirano a non trattare il problema per quello che è, con tutte le ripercussioni di tipo economico, ambientale, di valutazione degli interessi coinvolti. La sovranità non appartiene più al popolo, il popolo si mette di traverso e dunque va deriso e combattuto. Eppure proprio sul progetto Tav è da anni che si sentono cose raccapriccianti (è il caso di dire) provenienti da persone apprezzate ed autorevoli, come il già magistrato e parlamentare Ferdinando Imposimato, che, insieme ad altri, ha sollevato dubbi enormi sull’opera in questione. Sarebbe il caso di approfondire, ma i cantori del pensiero dominante ci dicono che non è il caso, sarebbe tempo perso, bisogna prendere la locomotiva della modernità! e poi si sa il popolo in questi casi ha torto.

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