giovedì 10 giugno 2010

La Guerra delle Caste

“Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. E’ la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.” Così Luigi Einaudi, economista e Presidente della Repubblica.
E’ lampante la diversità di cultura che emerge da quelle parole e il clima che si vive in Italia da qualche decennio. L’impressione è che di quel liberalismo(parola che tutti usano) vi sia ben poco nella pratica quotidiana. In realtà quello che vediamo è il contrario di ciò che dovrebbe essere un’economia di Mercato, ove il massimo della vita economica è organizzato dagli individui e lo Stato organizza i compiti che la Società da sola non può svolgere. La prova evidente di ciò che è la realtà è quello che vediamo in questi giorni: la guerra delle Caste, pubbliche e parapubbliche, per difendere i privilegi accumulati in anni di rapina. Nessuna categoria rinuncia alla salita sulle barricate.
L’Espresso pubblica gli emolumenti dei dirigenti e conduttori Rai, altri pubblicano gli stipendi dei Vip delle burocrazie di ogni ordine e grado. Ebbene sì, ora abbiamo la prova: altro che Mercato, in Italia è stata introdotta la “corruzione legale”, ovvero la rapina ed il furto approvati con legge. Un unicum internazionale.
Si salvi chi può.

1 commento:

  1. L'unica salvezza per noi piccole formiche è nella prossima incazzatura...

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