“L'assemblea pubblica tenuta a Roma e le sollecitazioni che ci vengono dalla base ci inducono a sollecitazioni suggestive quanto pericolose. Se il tempo della pazienza e del buonsenso e' davvero finito, basterà applicare le leggi esistenti, che governi, parlamenti e forze politiche non hanno mai cambiato, per paralizzare l'Italia senza neppure un'ora di sciopero.”
Non è il proclama di un cobas di facinorosi di Pomigliano, né si tratta del volantino di qualche emulo di brigate di vario colore, si tratta semplicemente di dirigenti della Pubblica amministrazione italiana. Sono da temere... la minaccia di bloccare l’attività delle amministrazioni pubbliche, è una cosa seria, perché solo chi svolge servizi e attività pubbliche oggi può realmente paralizzare l’intero Paese. Insomma qui operai e contadini non contano più un tubo e tutti quelli che lavorano nelle attività autonome sono solo contribuenti, i padroni sono loro: i colletti bianchi. Finalmente capiamo l’essenza di quest’Italia del nuovo secolo.
Mentre i costi della globalizzazione e di quant’altro ci impone la Nuova Religione devono essere accettati supinamente, i signori del vapore possono dettare le condizioni del gioco e difendere strenuamente le proprie prerogative. Mentre la finanza vola sui computers e le fabbriche si spostano dove c’è mano d’opera a basso costo, le burocrazie salgono sulle barricate e minacciano il blocco della vita civile, senza nemmeno un’ ora di sciopero. Sono da temere...davvero!
Era ormai convinzione da parecchio tempo che questo Paese non è autoriformabile in presenza di condizioni estremamente precarie della classe politica, oggi scopriamo che il male è più vasto: è un intero organismo sociale che si trova in via di decomposizione. Parametri e valori sono tutti saltati, ciò che conta è la scrivania e non la zappa o il martello. Il vero potere non è dato dalla produzione, dal commercio e dalle attività economiche più diverse, il potere lo dà l’esercizio delle funzioni pubbliche e dunque dal politico di qualsiasi livello, al burocrate di ogni peso,chiunque esercita una qualche funzione pubblica lancia sul piatto della bilancia la spada del suo potenziale di ricatto e di intermediazione.
Insomma, oltre di corruzione legale questo Paese vive di camorre legalizzate.
sabato 26 giugno 2010
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Salvatore sei sempre più pessimista.....ed io sempre in cerca della ideale soluzione...
RispondiEliminaSanta notte, a domani