martedì 11 maggio 2010

semplicità

Da Seneca a Coelho, da Tolstoj a De Sanctis: la semplicità
E’ ormai chiaro: la crisi è sistemica e lo sarà sempre di più.
Ora , pur usando l’essere umano tra il 3 ed il 7-8 % delle sue potenzialità intellettive, spesso le usa male o per dimostrare che è più intelligente si avventura in analisi tecnico-culturali-filosofiche che servono solo a tentare di impressionare gli altri magari usando termini e citazioni “colte” (vecchio e abusato vizio di antica memoria nella professione medica).
I fatti spesso sono più semplici e devono essere raccontati con semplicità in quanto tutti (patrizi, plebei, dotti, ignoranti, operai, professionisti,contadini…..etc…) hanno il diritto di capire e di condividere , apprezzare o rigettare un ragionamento.
E’ un mio vecchio pallino che trovava spesso confema nel mio ruolo di funzionario regionale dove spesso le delibere erano costruite con il preciso intento di confondere le idee estremizzando questa tecnica fino al punto di poter consentire al politico di turno la più conveniente delle interpretazioni.
Ma torniamo al punto.
Da anni ormai la borsa sale, scende, si inventano attentati, si svendono o si mandano in crisi intere nazioni, si invocano governi forti nella piena consapevolezza che i singoli governi e la stessa UE o anche l’America non contano niente, ci si arrovella in approfondimenti politico-culturali sulla fine del comunismo e/o sulla imminente fine del capitalismo, si teorizza sulle colpe di un capitalismo malato che consente sempre di più l’arricchimento di pochi a sfavore di molti.
Molti fatti veri , moltissimi falsi problemi…………. tutti sicuramente secondari.
La realtà è più semplice, banale, irreversibile: la ricchezza si sposta e si sposterà sempre di più verso paesi a basso costo di manodopera e/o ricchi di materie prime (questo indipendentemente da chi gestirà nei prossimi anni il processo).
Per secoli abbiamo sfruttato e umiliato ¾ del Mondo ora il trend si inverte………..era nella logica dei fatti e della storia.
Loro produrranno e noi consumeremo spostando inevitabilmente inimmaginabili quantitativi di ricchezze.
E’ inutile e anche stupido resistere, bisogna adeguarsi.
Il nostro, oltretutto, è un Paese privo di fonti energetiche fossili, uranio e senza materie prime e questo ci rende ancor meno competitivi a livello globale.
E allora? Allora dobbiamo rassegnarci a un impoverimento progressivo e irreversibile?
Ragioniamo.
E’ pur vero che la produttività si sposterà verso altri continenti e/o paesi, ma insieme ad essa si sposteranno tutti i fattori inquinanti ad essa legati indissolubilmente e noi, considerate le peculiarità dell’habitat complessivo del nostro Paese(sole, mare, un clima stupendo, campagna fertile, risorse idrogeologiche, la storia), potremmo sfruttare questa occasione per fare in modo che l’Italia possa diventare un enorme museo della storia ed una grande fiera della efficenza ecologica internazionale e del turismo sostenibile specializzandoci in quelle attività per le quali abbiamo le materie prime e scambiando i nostri prodotti e servizi, con i paesi che hanno prodotti di altre materie prime.
Attenzione, già oggi la Germania in qualche modo, non avendo le nostre stesse peculiarità, sta perseguendo questa strada.
Noi possiamo fare prima e meglio, possiamo vincere facilmente la sfida dell'autosufficienza, ma dobbiamo immediatamente recepire che, per quanto a molti non possa piacere , l’unica salvezza sta nello scegliere un modo di vivere più efficiente,più autosufficiente, più sano, più ecologico,più intelligente.
Insomma, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, lo Sviluppo Sostenibile non è più una scelta, è oramai una assoluta necessità.
Meditate gente, meditate!

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