Se solo si volge lo sguardo della memoria a pochi decenni fa possiamo ancora ricordare i segni tipici di una presenza urbana fatta di paesi di poche migliaia di abitanti e distanti l’uno dall’altro, intervallati da campagne alberate o seminate, canali d’acqua e stradine interpoderali.
Un’altra storia. Magari c’è chi si ricorda di averci fatto il bagno d’estate in quei canali, quando l’acqua era ancora limpida e altri ricordano in quei campi la scampagnata dopo il carnevale.
Molte amministrazioni in Italia stanno assicurando la presenza di zone libere dalla edificazione mediante la individuazione di parchi urbani o, meglio ancora, di parchi agricoli che siano di tutela per la residua agricoltura praticata in zona e che siano anche utili per tutto quello che si associa alla esistenza di aree libere a verde. Il parco urbano o parco agricolo consente la persistenza di tradizioni, di attività sportive semplici e consente la possibilità di passeggiare in libertà senza essere rinchiusi dalle cancellate di una villa comunale.
La produzione di ortaggi e verdure può avere uno sbocco commerciale sicuro e conveniente per il vicino centro abitato e può essere aiutata dall’Amministrazione anche attraverso esenzioni fiscali.
In una situazione caotica come quella che si rinviene intorno alle aree metropolitane può essere quello dei parchi urbani l’ultimo strumento per tutelare ambiente ed economia in termini accettabili per tutti.
sabato 10 aprile 2010
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