Ricordo mio nonno, una quercia pietrosa fatta di rughe lunghe e spesse.
Quando divenne oramai molto vecchio cominciò a perdere il senno e lagnandosi ogni tanto diceva "Non c'è più niente da fare". Costernata gli chiedevo"Perchè, nonno, dici così?"
E tutti in casa ci domandavamo cosa l'amato avo volesse significare con quelle amare e lacrimevoli parole, senza però ottenere alcuna risposta. Continuava così la sua inutile esistenza, anche se circondato dalle nostre amorevoli cure, e ogni volta che in qualche modo lo interpellavo con sguardi o cenni, sperando in un barlume di lucidità, egli invariabilmente rispondeva "Non c'è più niente da fare".
Venne infine il giorno della sua morte, tristemente lo accompagnammo al cimitero in un piovoso pomeriggio di fine novembre.
Dopo qualche tempo, nel sistemare la sua camera, trovai in fondo ad un cassetto, tra vecchie fotografie e calendarietti profumati, un disco di Bobby Solo e così capii che, di tutta una vita, null'altro era rimasto nel suo svanito cervello se non le parole di una vecchia canzone "Non c'è più niente da fare, è stato bello sognare..."
sabato 9 gennaio 2010
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Qui tra Morandi e Bobby solo non ci si raccapezza.
RispondiEliminaSvelare la propria identità è un atto rivoluzionario.
p.s.: caro Dottore....non facciamo la replica di Facebook!!!
Qui tra Morandi e Bobby solo non ci si raccapezza.
RispondiEliminaSvelare la propria identità è un atto rivoluzionario.
p.s.: caro Dottore....non facciamo la replica di Facebook!!!
Gentile Sig. Canciello,
RispondiEliminami chiamo Elisabetta Morandi e , come vede, non ho nessuna difficoltà a dichiarare la mia identità.
Badi a come parla e soprattutto tenga le mani a posto