Come è la crisi? Che tempi avrà’? Quali le cause, le prospettive di uscita?
C’è chi la immagina a “U”, chi la immagina come una “W” altri una “L”. A mio modesto parere sarà come una “L” rovesciata ove la linea orizzontale indica un periodo lungo di recessione seguita da una ripresa che indicherà in ogni caso un punto più basso di reddito e di tenore di vita e ciò per intere economie e per moltitudini di persone.
Più semplicemente si può dire che nulla sarà come prima, dovremo abituarci a scenari grandi e piccoli ove si farà fatica a conseguire quello che prima era più facile ottenere. Aumenteranno le distanze tra i pochi che hanno molto e i tanti che hanno poco. Del resto in mancanza di produzioni primarie, con la delocalizzazione che va incontro ai bassi prezzi della mano d’opera, le prospettive non appaiono rosee.
Nel frattempo le regolamentazioni che impongono nuovi adempimenti e nuovi oneri corrono imperterrite e non vi è crisi che fermi questa tendenza. Diventa sempre più difficile restare al passo. La crisi e la burocrazia metterà in discussione anche ambienti e lavori oggi ritenuti al riparo. Anche i call center vanno all’estero!!!
Mettere in discussione i termini della questione sembra una fatica immane, perché il pensiero che ha dominato gli ultimi anni ha vinto prima di tutto sul piano culturale attraverso i mezzi di comunicazione. Sembra impossibile esprimere una qualche critica al sistema che si è creato, perché ancora oggi i tanti sono convinti della “ineluttabilità” del corso degli eventi.
Prima di ogni altra cosa occorrerebbe definire una grammatica delle idee, un insieme di principi che sostengano un’idea di mondo e di società. Immersi come siamo dallo “sciocchezzismo” che dilaga nulla si potrà opporre a forze che stanno mutando con determinazione l’essenza di uomini e di società.
A me pare che le grammatiche disponibili sono ancora quelle che conoscevamo, nulla di nuovo e di valido è stato nel frattempo inventato. Del resto il pensiero che oggi domina…e che distrugge… pure è conosciuto ed ha un nome certo.
Gli italiani non l’avevano visto in volto per decenni, oggi sanno come è fatto e come agisce.
mercoledì 13 gennaio 2010
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento